Da YouTube alle versioni: così il prof Bergamasco rivoluziona greco e latino

Da YouTube alle versioni: così il prof Bergamasco rivoluziona greco e latino

SCUOLA CREATIVA

Da YouTube alle versioni: così il prof Bergamasco rivoluziona greco e latino

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 23 Ott 2026
Copertina per Da YouTube alle versioni: così il prof Bergamasco rivoluziona greco e latino

Tramite il canale Bergayoutube, l'insegnante unisce la didattica classica alle nuove tecnologie, «non si può fare i palati fini e pensare che i ragazzi leggano solo dal libro».

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La scuola è stata spesso al centro della cronaca nelle ultime settimane. I decreti, i dibattiti su quale sia l’approccio più corretto per l’integrazione, i professori a cui si tende a dare spesso responsabilità eccedenti il loro ruolo. Molte sono le sfide che si trovano a dover affrontare, non ultima quella di mantenere vivo l’interesse dei ragazzi non solo per la loro materia ma in generale per la conoscenza: come riuscirci in tempi dominati dalle sollecitazioni sempre più rapide che provengono dai social e come combattere l’invadenza dell’intelligenza artificiale? Marco Bergamasco ha trovato una soluzione diventando un professore youtuber.

Da Monfalcone, dove insegna Lettere al Liceo scientifico “Buonarroti”, il Berga (come è chiamato da colleghi e alunni) realizza video in cui spiega i miti, la letteratura e fornisce pure un sopporto alla traduzione dal latino aiutando i ragazzi ad analizzare il testo dal punto di vista grammaticale prima di procedere alla traduzione vera a propria. I filmati, oltre 1400, confluiscono poi nel canale Bergayoutube, quasi 7 mila iscritti per oltre un milione di visualizzazioni, circa 30 mila al mese.

«Ho creato il canale nel 2020 durante il lockdown, favorito dal fatto che il nostro dirigente Vincenzo Caico al suo arrivo nel 2019 aveva dotato tutti i docenti della suite Google. Le lezioni prevedevano quattro ore al giorno che ho pensato di integrare con queste attività “in differita” che avevano avuto rilevanza anche sul sito della scuola. Ho avuto comunque un precedente notevole, il professor Armando Pisani che, prima di lasciare la cattedra di matematica e fisica al liceo classico di Gorizia, era nel web già da dieci anni con il suo canale Opendante».

Il logo arancione scelto per la sua pagina reca la scritta “Allenati sempre”, volutamente ambigua nelle modalità di lettura a seconda dell’accento che si pone sulla prima parola. «Mi sono sempre occupato di divulgazione e, a parte un anno alla scuola media di Muzzana del Turgnano a inizio carriera, ho insegnato sempre ai licei. I video non si rivolgono unicamente agli studenti ma anche ad adulti curiosi, per esempio, di approfondire temi come i papiri egiziani, la figura di Socrate, l’epopea di don Chisciotte».

La lunghezza dei filmati varia, passando da brevi sintesi di tre minuti utili per il ripasso «magari quando si è sul pulmino che porta i ragazzi ad allenamento» ad altri di circa venti minuti che si configurano come vere e proprie lezioni frontali. Fino ad arrivare ai consigli per affrontare le diverse prove dell’esame di maturità o i video di traduzioni pensati come un sostegno a chi deve tradurre latino e greco, lingua per la quale “il Berga” ha l’abilitazione avendo studiato Lettere Classiche a Trieste.

Ma come vengono scelti gli argomenti che poi vanno ad arricchire le diverse playlist in cui è articolato il canale? «Gli argomenti sono soprattutto quelli che vengono affrontati in classe, altre volte emergono invece dalla discussione con gli studenti. Spesso uso i filmati per attivare la metodologia della flipped classroom: assegno una poesia per casa, chiedo ai ragazzi di guardare il video e poi ne parliamo a scuola».

C’è qualche professore youtuber a cui si è ispirato? «All’inizio guardavo i video di Matteo Saudino Barbasophia ma poi in realtà ho deciso di fare qualcosa di diverso: se fossi uno youtuber bravo dovrei interagire con chi è oltre lo schermo, salutare. La maggior parte sono più giovani di me e hanno un linguaggi opiù immediato mentre io ho un diverso modo di operare».

Dai video il Berga è arrivato a interessanti collaborazioni nell’ambito dell’editoria scolastica, ha proseguito con le conferenze (a breve ne terrà due sulle figure femminili nella mitologia greca, inserite nell’ambito delle attività ideate da Comune di Gorizia e SOS Rosa per la Giornata Internazionale contro la violenza sulla donna) e quest’estate ha partecipato a una puntata della rubrica del Tg3 Regionale “Buongiorno regione”.

Vivendo e insegnando a Monfalcone, non si può fare a meno di toccare un argomento sensibile come quello della presenza degli stranieri. «Si fa presto a portare avanti delle campagne demagogiche e non saprei dire fino a che punto al quesitone venga strumentalizzata. Vivo il fatto che i miei figli abbiano molti compagni stranieri ma che hanno un percorso scolastico analogo a quello dei nostri ragazzi, allo stesso modo nelle mie classi ci sono delle ragazze che indossano il velo ma sono perfettamente integrate».

E relativamente al timore dell'uso dell'intelligenza artificiale da parte dei ragazzi, il Berga rimane realista. «Non si può fare i palati fini e pensare che i ragazzi leggano solo dal libro. L'AI sembra la manna dal cielo e il problema è che noi professori non possiamo più dare compiti scritti per casa. L'approccio più corretto sarebbe quello di guidare i ragazzi nel suo utilizzo».

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