Violenza domestica e di genere, 67 casi di Codice Rosso nel Goriziano

Violenza domestica e di genere, 67 casi di Codice Rosso nel Goriziano

I DATI E LE DENUNCE

Violenza domestica e di genere, 67 casi di Codice Rosso nel Goriziano

Di REDAZIONE • Pubblicato il 12 Ott 2026
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L’Arma rafforza la rete di protezione delle vittime. Dopo Gorizia e Monfalcone, anche a Grado arriverà lo spazio protetto ‘Stanza tutta per sé’.

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Dal primo gennaio di quest’anno sono stati 67 i casi di "Codice Rosso" registrati a livello provinciale, a testimonianza di una piaga sociale purtroppo ancora diffusa, ma anche di una crescente capacità di emersione e risposta da parte delle istituzioni e delle forze dell'ordine. Inquadrato dalla Legge 69 del 2019, il "Codice Rosso" individua una corsia preferenziale e velocizzata per la tutela delle vittime dei cosiddetti reati spia, di violenza domestica e di genere. Questa disciplina garantisce un intervento tempestivo da parte delle Forze dell'Ordine e della Magistratura — con l'obbligo di sentire la persona offesa entro tre giorni dall'iscrizione della notizia di reato. Tra le fattispecie principali rientrano: maltrattamenti contro familiari e conviventi, atti persecutori - stalking, violenza sessuale e di gruppo, costrizione o induzione al matrimonio, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti - Revenge Porn, lesioni personali aggravate e deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento.

Denunciare rappresenta lo snodo cruciale per interrompere la spirale della violenza. Troppo spesso il silenzio, dettato da timore, condizionamenti psicologici o senso di isolamento, rischia di esporre le vittime a un'escalation di pericoli. La segnalazione tempestiva alle Forze dell'Ordine permette l'attivazione immediata di misure cautelari a protezione della persona offesa e dei figli minori (come il divieto di avvicinamento, il braccialetto elettronico o l'allontanamento d'urgenza), consentendo di inserire la vittima all'interno di una rete integrata di protezione e sostegno.

In questo contesto, fondamentale importanza rivestono anche le associazioni di supporto delle vittime, con percorsi di accompagnamento financo all’accoglimento delle stesse, e dei figli, presso strutture protette, presso le quali possono essere ospitate già subito dopo aver presentato denuncia, in modo da sottrarle definitivamente dal circolo di violenza nelle quali erano prigioniere. In questo delicato contesto emerge il ruolo fondamentale svolto dall’Arma dei Carabinieri, quotidianamente in prima linea non solo nelle attività di contrasto e repressione, ma anche e soprattutto nell'accoglienza e nel supporto umano e psicologico.

Per rendere il momento della denuncia il meno traumatico possibile, si inserisce la collaborazione con Soroptimist International d’Italia attraverso il progetto “Una stanza tutta per sé”: uno spazio protetto all'interno delle caserme, accogliente e riservato, pensato per attenuare l'impatto emotivo dell'ingresso in un ufficio di Polizia o dell'Arma e favorire l'ascolto protetto delle donne e dei loro figli. Attualmente, a livello provinciale, il presidio è garantito presso le sedi dei Carabinieri di Gorizia, dove la stanza ha rappresentato una delle prime esperienze di ascolto protetto e ambiente dedicato avviate nella regione. Anche a Monfalcone, esiste una struttura inaugurata in senso alla Compagnia Carabinieri per rafforzare la rete di tutela del territorio monfalconese.

Per rendere ancora più capillare la rete di protezione, è stata annunciata l'imminente istituzione di una nuova "Stanza tutta per sé" anche presso la sede dell'Arma a Grado. L'apertura di questo nuovo presidio permetterà di estendere ulteriormente la presenza di ambienti protetti sul litorale e nell'intero territorio provinciale, garantendo a qualunque vittima di violenza un punto d'ascolto sicuro e specializzato. Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Gorizia, Colonnello Gennaro Iervolino, rinnova l’invito a tutte le persone vittime di violenza o persecuzioni a non esitare a rivolgersi alle stazioni e ai comandi sul territorio, ricordando che la denuncia è il primo e indispensabile passo verso la libertà e la sicurezza.

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