Un campo per ricordare don Sergio Ambrosi, il “prete goleador” che Gorizia non dimentica

Un campo per ricordare don Sergio Ambrosi, il “prete goleador” che Gorizia non dimentica

A UN ANNO DALLA SCOMPARSA

Un campo per ricordare don Sergio Ambrosi, il “prete goleador” che Gorizia non dimentica

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 07 Ott 2026
Copertina per Un campo per ricordare don Sergio Ambrosi, il “prete goleador” che Gorizia non dimentica

Intitolato al sacerdote prato da gioco in erba sintetica dell’Oratorio Pastor Angelicus. Nel fine settimana anche una mostra, un opuscolo e il primo torneo di calcio dedicato alla sua memoria.

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Parrocchiani, amici di lungo corso, sportivi, famiglie che lo hanno conosciuto nei momenti più significativi della propria vita spirituale e tante altre persone hanno voluto esprimere la propria riconoscenza e il proprio affetto nei confronti di don Sergio Ambrosi, scomparso quasi un anno fa. Lo hanno fatto partecipando a Gorizia alle iniziative promosse nello scorso fine settimana scorso da un gruppo di amici dell’Audax e di parenti di don Sergio, in collaborazione con l’Audax-Sanrocchese e la Parrocchia del Duomo. Sabato 3 ottobre ha avuto luogo l’intitolazione al “prete goleador” del campo in erba sintetica dell’Oratorio Pastor Angelicus di Gorizia. Dopo gli onori di casa del parroco del Duomo, don Nicola Ban, sono intervenuti il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, don Giovanni Sponton, in rappresentanza del sindaco di Sagrado, Marco Vittori - infatti don Sergio nacque a Peteano - l’ex presidente del Coni Giorgio Brandolin e il presidente dell’Audax-Sanrocchese Candutti.

È stata quindi scoperta la targa che riporta l’intitolazione, a suggellare non solo un doveroso atto di ringraziamento a don Sergio per l’attività svolta nell’Oratorio Pastor Angelicus e nell’Audax, prima come calciatore e poi come dirigente e presidente, ma anche il riconoscimento della cura e delle tante attenzioni che aveva dedicato a migliorare la fruibilità del campetto. Prima dell’installazione del manto erboso sintetico, don Sergio provvedeva infatti a piantare l’erba e a innaffiare quotidianamente il campo nel periodo che precedeva il Torneo dei bar, prima, e il Torneo Vizzari, poi, per renderlo il più possibile adatto al gioco. Finanziò inoltre interamente l’acquisto delle torri-faro, investendo la liquidazione percepita al termine della sua attività professionale di docente di religione: un intervento che migliorò sensibilmente la visibilità notturna e la sicurezza dei calciatori.

Non poteva poi mancare, nel “suo” campo, un segno della sua vocazione sacerdotale. Dopo lo scoprimento della targa, don Dario Franco ha infatti benedetto una statua della Madonna di Lourdes, alla quale don Sergio era molto devoto, collocata in un capitello nel cortile retrostante il campo di gioco. L’opera è stata realizzata grazie al fratello Renzo. In occasione di un pellegrinaggio, fu infatti pregando davanti alla statua della Madonna di Lourdes nella grotta di Massabielle che don Sergio decise di consacrare la propria vita al sacerdozio, rinunciando alle sirene di alcune società professionistiche di calcio che lo avrebbero voluto nella propria squadra. Nicolò Fornasir ha poi presentato un opuscolo che riassume, con un ampio corredo fotografico, i momenti salienti di alcune fra le molteplici funzioni svolte da don Sergio: sacerdote, parroco, calciatore e presidente dell’Audax, oltre che presidente dell’Associazione “Concordia e Pax”.
Renato Vizzari ha quindi illustrato la mostra fotografico-documentale dedicata all’attività sportiva di don Sergio, visitabile nell’androne di Palazzo Rabatta fino a domenica 11 ottobre.

La mostra ripercorre la carriera calcistica di don Sergio, dagli esordi “anonimi”, quando non veniva mai menzionato dalla stampa nella formazione dell’Audax per il timore che l’Arcivescovo mons. Cocolin venisse a conoscenza del fatto che un prete giocava a calcio e potesse fermarlo, fino all’esplosione del fenomeno giornalistico del “prete goleador”. Diversi quotidiani, non solo sportivi, a livello nazionale e anche internazionale, dedicarono infatti a don Sergio un servizio o un articolo. Dopo aver vestito la maglia dell’Audax per 250 partite e segnato 144 reti, risultando anche capocannoniere della Prima categoria, l’attuale Promozione, don Sergio continuò il suo servizio a favore dei giovani per oltre 30 anni, prima da dirigente e poi da presidente. In questo ruolo si caratterizzò come una guida esperta, autorevole e carismatica, sostenendo diverse generazioni di giovani e collaboratori che gravitarono nell’orbita dell’Audax in quegli anni.

Domenica 4 ottobre, sul “suo” campo del Pastor Angelicus, si è svolto il primo torneo di calcio dedicato alla memoria di don Sergio. Per la categoria Pulcini si sono affrontate in un quadrangolare interregionale le squadre della Juventina (Sant’Andrea Gorizia) – la cui partecipazione costituisce un voluto richiamo all’attenzione che don Sergio ha sempre avuto nei confronti della comunità slovena –, Forum Julii (Cividale), Oratorio Sant’Ignazio (Trieste) e Audax-Sanrocchese. Il gruppo degli amici di don Sergio vorrebbe ripetere il torneo di calcio anche nei prossimi anni, rendendolo transfrontaliero, per ricordare l’impegno di don Sergio nella pacificazione delle genti di confine attraverso l’Associazione “Concordia et Pax”, di cui fu per molti anni presidente.

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