Tra Venezia e Roma, la pittrice Cecilia Cocco espone le sue opere enigmatiche nella Capitale

Tra Venezia e Roma, la pittrice Cecilia Cocco espone le sue opere enigmatiche nella Capitale

IL PERSONAGGIO

Tra Venezia e Roma, la pittrice Cecilia Cocco espone le sue opere enigmatiche nella Capitale

Di Federico De Giovannini • Pubblicato il 01 Nov 2026
Copertina per Tra Venezia e Roma, la pittrice Cecilia Cocco espone le sue opere enigmatiche nella Capitale

Originaria di Aiello del Friuli, nel 2024 la sua tela ‘Continental Breakfast’ è stata esposta alla Biennale d’Arte di Venezia. «Dipingo l’inusuale, cose con una componente di mistero».

Condividi
Tempo di lettura

Un’indagine visiva sul bizzarro, il misterioso, l’inconsueto. È questo ciò che propone attraverso i suoi quadri Cecilia Cocco, pittrice 25enne originaria di Aiello del Friuli, che negli ultimi due anni si è fatta notare negli ambienti artistici di città come Venezia e Roma tra esposizioni collettive, residenze, presenze in contesti prestigiosi e la sua prima mostra personale.

L’arte è già al centro dei suoi studi a Udine al liceo “Sello”; la pittura diventa il suo mezzo espressivo prediletto a Venezia, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti: qui, Cocco ha conseguito il Diploma Accademico triennale di Primo Livello, vive tutt’ora e sta continuando con la formazione magistrale. «All’inizio, essendo in un contesto di studio accademico, non avevo ancora un approccio all’arte come lavoro» racconta «poi ho avuto l’occasione di venire a contatto con delle realtà che mi hanno fatto crescere esponenzialmente e ho cominciato a prendere la pittura in un’ottica più seria e concreta».

La svolta è arrivata nel 2024, quando ha partecipato a un concorso indetto dal Comune di Venezia: in palio, la possibilità di esporre al Padiglione della città alla 60esima edizione della Biennale d’Arte, intitolata “Stranieri Ovunque”. La sua tela “Continental Breakfast”, dove una pila di bagagli fa da soggetto principale per raccontare «il peso dell’incertezza che ogni individuo senza radici è costretto a portarsi dietro», si è aggiudicata il primo premio.

Da qui, racconta la giovane pittrice, sono arrivate una dopo l’altra diverse occasioni di esporre le proprie opere. Nel 2025 una mostra collettiva nella Galleria di piazza San Marco per il programma Atelier di Fondazione Musei Civici Venezia e Fondazione Bevilacqua La Masa, poi le personali “La Stanza al Piano di Sopra” e “A Hand in the Glove” a Roma nelle gallerie Spazio Vernice e Monti8. Quest’anno, oltre ad Artefiera Bologna e alla partecipazione a due mostre collettive, anche l’esposizione in doppio a Palazzo Merulana di Roma “Contenuti per la cura” e "Strange Overtones", sempre in doppio e sempre nella Capitale, inaugurata lo scorso venerdì 23 ottobre. 

Seppure ispirato da un maestro del surrealismo come René Magritte e dal pittore rumeno Victor Man, lo stile di Cocco segue una traiettoria personale. I soggetti dei suoi quadri spaziano tra volti, piccoli animali, dettagli di oggetti inanimati, ma anche situazioni enigmatiche a primo impatto: persone impegnate in atteggiamenti curiosi o vagamente perturbanti, scene di nudo, gesti che sfuggono all’immediata comprensione. Potrebbero essere immagini e ricordi rimasti impressi nella memoria e poi fissati su tela per lasciare all’osservatore il compito di trovare loro una spiegazione. La pittrice conferma quest’interpretazione: «Prediligo l’inusuale. Dipingo cose che non sono capibili in un primo momento, che hanno una componente di mistero, e perciò possono suscitare interesse».

L’altro elemento che balza subito all’occhio, guardando le sue opere, è la color palette quasi costante, fatta di tinte fredde e opache tra cui spiccano soprattutto il nero, il grigio e varie sfumature di blu. «Il colore è forse la parte più importante del mio lavoro – spiega – opero una scelta e un’attenzione a riguardo, specie sulle tonalità del blu: mi affascinano di più perché sono indice di mistero, capaci di evocare il senso dei miei soggetti».

Dopo gli ultimi due anni scanditi dalla partecipazione a bandi e residenze artistiche, oltre a tutto il lavoro per le esposizioni, Cecilia punta ora a proseguire la sua sperimentazione in campo estetico: «Provare diverse composizioni, introdurre colori e soggetti che fino a questo momento non ho ancora esplorato». La sua iniziale aspirazione, ovvero “vivere" grazie all’arte, si è concretizzata grazie alle esperienze fin qui raccontate. Il prossimo obiettivo? «Continuare su questa strada e riuscire a migliorarmi sempre di più per progredire con il corso del tempo».   

Foto di Matteo de Mayda

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione