San Martino e San Michele del Carso fanno rivivere il loro cippo nella  simbolica 'festa del confine'

San Martino e San Michele del Carso fanno rivivere il loro cippo nella simbolica 'festa del confine'

LA GIORNATA

San Martino e San Michele del Carso fanno rivivere il loro cippo nella simbolica 'festa del confine'

Di MARCO VISINTIN • Pubblicato il 03 Ott 2026
Copertina per San Martino e San Michele del Carso fanno rivivere il loro cippo nella  simbolica 'festa del confine'

Taglio del nastro e momento conviviale per il recupero e la ricollocazione della pietra confinaria tra Sagrado e Savogna d’Isonzo. I sindaci Vittori e Pisk, «così si celebra l’unione delle due comunità».

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Pochi giorni fa, nel punto che segna il confine dei territori comunali di Sagrado e Savogna d’Isonzo tra San Martino Del Carso e San Michele del Carso, è stato tagliato il nastro per il ricollocamento di uno storico cippo confinario. L’occasione, diventata una vera e propria “festa del confine” tra i due paesi, si è svolta alla presenza dei sindaci Marco Vittori (Sagrado) e Luca Pisk (Savogna d'Isonzo) e dei presidenti dei circoli ricreativi “Visintin” di San Martino e “Danica” San Michele del Carso, organizzatori del momento.

Il cippo confinario – un semplice blocco di pietra – si trovava da molto tempo sepolto dalla vegetazione e interrato nella vicina boscaglia. Un abitante del luogo, spiega Vittori, «si è ricordato della sua esistenza e così dopo un paio d’anni ci siamo impegnati, recuperandolo. Grazie alla collaborazione di molti volontari, è stato riposizionato in sede: per l’occasione, le due comunità e i circoli culturali hanno voluto realizzare questo giorno di festa».

Il taglio del nastro ha avuto una doppia valenza simbolica: ribadire l’amicizia tra i due paesi vicini e sottolineare il ruolo e il significato del confine nella società odierna, una società sempre più aperta tra Stati, e ovviamente anche tra paesi. Il momento conviviale di “festa” successivo allo svelamento del cippo ha debuttato quest’anno.

La storia di questo “confine” risale ai primi anni Cinquanta, quando Savogna d’Isonzo e la frazione di San Michele del Carso si “staccarono” da Sagrado, costituendosi come unico comune indipendente. In quei primi anni, ricorda il primo cittadino di Sagrado, gli abitanti delle due comunità accolsero la nuova situazione censuaria con «goliardia e scherzi». «C’è stata la volontà di ricordare questa storia attraverso la ricollocazione del cippo spiega» ancora. Oggi le vicine comunità si sostengono l’un l’altra in molte occasioni.

Il cippo simboleggia allora un confine puramente censuario e geografico ma non mentale. La festa ha voluto sottolineare tutto ciò. Dagli interventi di Vittori e di Pisk, è emersa la riflessione che i confini possono essere di vari tipi: anche mentali e ì fisici. Quelli fisici sono una realtà di fatto, quelli mentali si possono creare anche fuori dalle mura di casa. «Questa è una giornata dedicata, più che al confine, a celebrare l’unione tra queste due comunità» hanno sottolineato all’unisono i due sindaci.

Al termine dei discorsi istituzionali, nei pressi della pietra confinaria, è stato organizzato un rinfresco, prolungatosi nel resto della mattinata e nel pomeriggio. La giornata è stata un’occasione di condivisione e per stare insieme, atto al giorno d’oggi non così scontato. Novità, tra gi eventi simbolici dei due Comuni, la “festa del confine” tornerà anche l’anno prossimo, conferma Vittori: «Stiamo programmando un secondo evento il prossimo anno, con l'intenzione di collocare presso il cippo una targa che spieghi e indichi la storia dietro a questo nostro ritrovo».

Ha collaborato Federico De Giovannini  

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