il traguardo
Quella storia di resilienza, la rosticceria Claudio di Grado Pineta festeggia il mezzo secolo di vita
Il locale che aprì nel giorno di Pasqua del 1976 continua ad attrarre la clientela con i piatti della tradizione mediterranea.
Correva l’anno del terremoto del Friuli, ma quella Pasqua a Pineta viene ricordata anche per l’inaugurazione della rinomata rosticceria e trattoria “Da Claudio”, che - nel giorno in cui ricorrono gli otto secoli di San Francesco - celebra oggi il mezzo secolo di apertura. Palloncini d’oro e tavoli già gremiti intorno a mezzogiorno, in quella che è l’ultima domenica prima della chiusura invernale, il locale sorse mezzo secolo fa sul viale delle Pleiadi, all’incrocio con viale Orsa Maggiore. Una gestione nata sotto la buona stella che tocca il traguardo dei cinquant’anni, portata avanti con passione dai fratelli Loris, Sara e Raoul Sodomaco. «Nel ’76 – racconta Loris - cominciò mio padre insieme a mia madre, aprendo una piccola rosticceria per asporto». Claudio e Lina diedero alla luce tre figli, crescendoli fra ricette e piatti della tradizione mediterranea, fino a maturare l’idea di ingrandire il locale e collocare dei posti all’esterno: «Dopo aver chiesto il permesso al negozio accanto – aggiunge - cominciarono a mettere qualche tavolino davanti alla rosticceria. Per poi allargarsi pian piano e acquistare i negozi adiacenti, realizzando così l’attività che adesso viene gestita da noi tre figli». Cinquant’anni di storia portati avanti con orgoglio, nonostante i momenti difficili della pandemia e il declino di quel sobborgo che dista tre chilometri dal centro, nel tempo abbandonato dalle svariate amministrazioni locali.
«Abbiamo resistito a tutti gli avvenimenti e alle crisi di Pineta – riconosce - rispondendo alle difficoltà con il rilancio. Qui a Pineta c’erano tanti ristoranti, ci auguriamo che torni a essere come un tempo. Ma noi qui ci ritroviamo e qui resteremo per altri cinquant’anni», assicura. Una clientela affezionata che scende fin dalla Germania, dall’Austria e dall’Ungheria per gustare specialità genuine a base di pesce, carne o antipasti e contorni, consumate al tavolo oppure portate comodamente a casa. Quando le giornate si allungano e la primavera torna a ravvivare i viali, fra i tanti locali a riaprire i battenti è proprio la rosticceria, che all’ora di pranzo e cena rappresenta un faro per i tanti turisti e residenti. «Siamo stagionali – precisa – quindi apriamo a fine aprile e chiudiamo a fine settembre. Oggi è l’ultimo giorno di lavoro, che ogni anno dedichiamo alla “Lubianska Fest”: una delle pietanze che riscuote grande successo». Non solo sapori di carne per richiamare la clientela slovena, ma un menù ricco che va dalle freschissime insalate di mare alle grigliate di pesce, oltre a ziti e parmigiane al forno e al tradizionale boreto di Grado. «Abbiamo migliorato l’offerta – spiega - e continuiamo l’attività con entusiasmo. L’obiettivo è migliorarci ulteriormente per soddisfare la nostra affezionatissima clientela, che da cinquant’anni assapora i nostri piatti, rimasti quelli di una volta. «Abbiamo anche portate classiche come le scogliere – prosegue – oltre che calamari e fritti misti». Galeotto fu l’amore fra il monfalconese Claudio e la “graisana” Lina, che li convinse a scommettere su Pineta e a mettere radici sull’Isola d’Oro, come racconta anche Sara: «Essendo un’attività a conduzione familiare, giravo in cucina già a otto anni, perché i miei non potevano lasciarmi sola a casa».
Dal “gioco” di spellare funghi e patate fino al libretto del lavoro sottoscritto a quattordici anni: «Adesso ne ho quarantuno e sono ancora qui a lavorare nello stesso ambiente. Mi ritengo fortunata – ammette – perché lavoro in una famiglia che ci ha formato attraverso dei valori. Mi guardo intorno, e realizzo che siamo ancora attivi nonostante la crisi diffusa. Nonostante gli apparenti contrasti che possono esserci in famiglia, andiamo sempre d’accordo, perché oltre all’amore ci tiene assieme un legame di sangue. La nostra fortuna è stata quella di poter crescere: da quella che era una piccola attività per asporto di quattro metri per quattro è cresciuta fino a raggiungere i 150 posti a sedere. Da lì mio padre ha avuto la forza di aprire anche l’albergo Adriaco accanto alla rosticceria». La struttura alberghiera a due passi dal mare ha tagliato invece il traguardo dei 23 anni e offre alla clientela una convenzione con lo stesso ristorante. «Ci piace accogliere – rimarca – e offrire piatti gustosi. Da cinquant’anni andiamo avanti così, grazie anche a nostro fratello Raoul, che è la colonna portante della famiglia e sta in cucina per sei mesi all’anno». Un’attività che durante i mesi invernali si trasforma per produrre surgelati: «Sfoglia, frolla e strudel di mele – elenca – che vendiamo ai ristoratori di tutta la regione e della vicina Slovenia. Appena le temperature scendono riapriamo l’impresa dolciaria. Adesso il papà Claudio fa il pensionato - si congeda commossa - venendo a pranzo e a cena con il cagnolino maltese Candy». Una tenacia attestata anche dall’immensa bouganville nel portico antistante: che ogni anno rifiorisce, rendendo quest’angolo di Pineta quasi uno scorcio del Sud Italia. Per animare così il quartiere con gli stessi colori e la stessa energia simbolo di accoglienza.
Foto, Rossana D'Ambrosio
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