Pensiero Basagliano candidato Unesco, la Conferenza Permanente Salute Mentale: «Bene, ma si continui a svilupparlo nella pratica»

Pensiero Basagliano candidato Unesco, la Conferenza Permanente Salute Mentale: «Bene, ma si continui a svilupparlo nella pratica»

LA RIFLESSIONE

Pensiero Basagliano candidato Unesco, la Conferenza Permanente Salute Mentale: «Bene, ma si continui a svilupparlo nella pratica»

Di F.D.G. • Pubblicato il 25 Giu 2026
Copertina per Pensiero Basagliano candidato Unesco, la Conferenza Permanente Salute Mentale: «Bene, ma si continui a svilupparlo nella pratica»

Il direttivo sulla proposta dell’esperienza di Basaglia come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, «vanno rilanciate l'attualità e le sfide ancora aperte oltre al valore storico».

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Favorevole il parere del comitato di CoPerSaMM riguardo la proposta di candidare il pensiero e l’opera di Basaglia a Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità UNESCO. L’iter per la candidatura è già partito; a lanciare l’idea è stato il consigliere comunale di Gorizia Franco Perazza, raccogliendo l’approvazione della giunta cittadina.

Il direttivo della Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia lo definisce un «riconoscimento che può contribuire a mantenere aperto il dibattito nazionale ed internazionale su una delle più importanti rivoluzioni sociali, culturali e sanitarie del Novecento, nata proprio tra Gorizia e Trieste, capace di influenzare pratiche, servizi e legislazioni in molti Paesi del mondo».

A scriverlo in una nota sono Alessandro Saullo, (presidente del comitato), Marina Capasso (vicepresidente), Roberto Colapietro, Giovanna Del Giudice, Serena Goljevscek, Stefania Maria Grimaldi e Mario Novello. Il pensiero e l’opera di Franco Basaglia, di Franca Ongaro, di Franco Rotelli, e dei tanti che hanno contribuito alla trasformazione del circuito manicomiale in una rete di servizi di salute mentale, sottolineano, «non appartiene solo alla storia: è una pratica, una cultura viva che continua a interrogare il presente».

«Parlare oggi di cultura basagliana significa discutere del diritto delle persone a ricevere cure dignitose e rispettose, della qualità dei servizi di salute mentale, del superamento della contenzione nei luoghi di cura, della lotta allo stigma, dell'inclusione sociale, di come accompagnare le persone, le famiglie nei loro percorsi di vita» prosegue il direttivo di CoPerSaMMM. «Per questo riteniamo importante che la candidatura UNESCO oltre a riconoscere il valore storico di un'esperienza straordinaria, contribuisca a rilanciarne l'attualità e le sfide ancora aperte».

Se è vero che «il patrimonio basagliano è certamente immateriale nella sua dimensione culturale e valoriale», spiega il comitato, lo è altresì «il fatto che per migliaia di persone esso assume una forma profondamente materiale: è il diritto esigibile alla cura». Il riferimento è anche alla rete effettiva di servizi e soggetti (operatori, servizi territoriali, iniziative concrete sul piano politico ed economico) impegnata a «garantire libertà, dignità e cittadinanza alle persone che vivono situazioni di sofferenza mentale e di esclusione» affinché «l’entrata delle persone con sofferenza mentale anche severa nella cittadinanza» possa realizzarsi.

«Ben venga dunque ogni iniziativa che contribuisca a diffondere nel mondo questa esperienza, che continui a testimoniarla – concludono Saullo, Capasso e il resto del direttivo - ricordando a tutti che il modo migliore per proteggerla non è soltanto raccontarla, ma continuare a praticarla, difenderla e svilupparla nelle culture, nei servizi, nelle comunità e nelle politiche pubbliche». Altrimenti, si rischia di «celebrare il pensiero e la pratica di Basaglia senza promuovere ciò che in molti luoghi d’Italia rischia di tornare indietro o fatica ancora a tradursi in pratica quotidiana».

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