Viabilità cittadina
Passi carrai a Gorizia, Rossi avverte: «Rischio caos per le famiglie»
Il capogruppo del PD ha sollevato il tema in Consiglio comunale il 12 ottobre: chiesto un monitoraggio dei dinieghi e la valutazione di soluzioni per ridurre i costi di adeguamento.
Le prime raccomandate di diniego stanno arrivando nelle case di diverse famiglie goriziane e, per chi deve regolarizzare il proprio passo carraio, il rischio è quello di dover affrontare lavori complessi e costosi. La questione è approdata in Consiglio comunale lunedì 12 ottobre, quando il capogruppo del Partito democratico Marco Rossi ha chiesto all'amministrazione di monitorare la situazione e valutare possibili soluzioni per limitare le ricadute sui cittadini. Al centro del problema ci sono soprattutto gli edifici più vecchi del centro cittadino, dove l'adeguamento alle disposizioni del Codice della strada può risultare particolarmente difficile. In diversi casi, ha spiegato Rossi, arretrare la cancellata è un intervento materialmente complicato, mentre gli eventuali costi per il ripristino del cordolo ricadono sui proprietari, siano essi singoli cittadini o condomìni.
«L'adeguamento è inevitabile», ha riconosciuto il capogruppo dem, ricordando che il regolamento comunale sui passi carrai era stato adottato per recepire un obbligo di legge dopo anni di regime derogatorio. La questione, secondo Rossi, riguarda però le modalità e i tempi con cui affrontare la regolarizzazione, considerando le difficoltà tecniche e finanziarie che possono emergere nei singoli casi. Il primo passaggio richiesto è una ricognizione del numero di accessi carrabili che rischiano di perdere l'autorizzazione. Secondo il consigliere, la platea potrebbe comprendere centinaia, se non migliaia, di passi carrai presenti in città. Da qui la proposta di valutare anche una deroga temporale, soprattutto nelle situazioni in cui gli interventi richiedano decisioni assembleari condominiali e non possano essere realizzati in tempi brevi.
Rossi ha inoltre richiamato la necessità di aggiornare il Piano del traffico, una richiesta che il PD sostiene da tempo. Una nuova classificazione delle strade potrebbe infatti, in alcuni casi, consentire di autorizzare gli accessi esistenti senza imporre modifiche radicali, riducendo o eliminando gli oneri a carico dei proprietari. «Ci sono strade classificate ad alta percorribilità ma che evidentemente non lo sono più», ha osservato il capogruppo. L'obiettivo, ha sottolineato, è individuare le soluzioni che garantiscano il rispetto delle norme limitando al contempo l'impatto economico sulle famiglie, in una fase già difficile per molti bilanci domestici. La richiesta portata in aula è quindi quella di affrontare la regolarizzazione con una valutazione complessiva dei casi interessati, evitando che un obbligo normativo si traduca in interventi particolarmente onerosi laddove possano essere individuate alternative compatibili con la disciplina vigente.
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