La mostra sulla Serenissima riavvicina Gorizia alle sponde dell’Adriatico

La mostra sulla Serenissima riavvicina Gorizia alle sponde dell’Adriatico

Memoria adriatica

La mostra sulla Serenissima riavvicina Gorizia alle sponde dell’Adriatico

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 13 Ott 2026
Copertina per La mostra sulla Serenissima riavvicina Gorizia alle sponde dell’Adriatico

All’ISISS D’Annunzio Fabiani è stata inaugurata la mostra sul patrimonio culturale condiviso tra Veneto, Istria, Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia, con un percorso di ricerca affidato anche agli studenti.

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Dalla storia alla gastronomia, passando per l’architettura, la musica e le tradizioni popolari. La storia della Serenissima ha offerto una chiave di lettura per riscoprire i legami che, nei secoli, hanno unito le due sponde dell’Adriatico. Martedì 13 ottobre, all’ISISS D’Annunzio Fabiani di Gorizia, in via Italico Brass 22, è stata inaugurata la mostra «Serenissima Patrimonio Culturale dal Veneto all’Istria, in Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia», un progetto che ha coinvolto scuole e studiosi nella ricostruzione di un patrimonio comune, con particolare attenzione al ruolo delle nuove generazioni.

L’esposizione, aperta gratuitamente fino al 21 ottobre, si è articolata in 15 pannelli dedicati alle relazioni culturali, artistiche ed economiche sviluppatesi attraverso l’Adriatico. Un percorso nel quale Gorizia ha assunto il ruolo di città di frontiera e luogo d’incontro, capace di raccontare la propria storia anche attraverso le influenze lasciate dalla Serenissima. All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco Rodolfo Ziberna, la dirigente scolastica Marzia Battistutti e Vittorio Baroni, autore e coordinatore generale del progetto, alla presenza di docenti, studenti e partner dell’iniziativa, tra cui Lucia Crapesi, governatrice del Distretto Rotary 2060 Nordest.

La dirigente scolastica Marzia Battistutti ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa, evidenziando quanto sia importante conoscere il proprio territorio nelle sue diverse sfaccettature. «Bene conoscere il proprio territorio con le sue caratteristiche e da diversi punti di vista», ha osservato, richiamando l’attenzione sul contributo delle giovani generazioni. Il lavoro realizzato dagli studenti ha infatti attraversato ambiti differenti, dalla cucina al Carnevale, fino alle testimonianze storiche e architettoniche lasciate dalla Serenissima, componendo una lettura articolata dell’identità locale.

Le ricerche hanno approfondito il rapporto tra Gorizia e Venezia, soffermandosi sul breve dominio veneziano del 1508, sulla guerra degli Uscocchi e sul Leone marciano conservato nel Castello. Il percorso ha raggiunto anche Borgo Castello e le forme gotico-veneziane di Casa Rassauer, per poi entrare nella vita della comunità attraverso il Carnevale goriziano e il bacalà alla cappuccina. La tradizione gastronomica ha richiamato il viaggio di Pietro Querini e la rotta dello stoccafisso dalle isole Lofoten all’Adriatico, dimostrando come anche una ricetta possa diventare una testimonianza dei rapporti commerciali e culturali costruiti nel tempo.

Nel corso dell’inaugurazione, Baroni ha ringraziato la dirigente Battistutti per aver sostenuto il progetto e accolto la mostra, Elisa Baldo per il raccordo organizzativo e Maria Grazia Roperto per il coordinamento e il lavoro con gli studenti. Un riconoscimento è andato anche ai docenti che hanno seguito le diverse aree di ricerca: il professor Perini per la storia, Massimo Cardegna per il Carnevale, Maria Elena Lorefice per la gastronomia e Alessandro Morgera per l’architettura, oltre a Flavio Gallas per la collaborazione amministrativa. Baroni ha inoltre rivolto un ringraziamento agli studenti, al personale di segreteria e ai collaboratori scolastici che hanno contribuito alla realizzazione del percorso e all’allestimento, riservando una menzione particolare allo storico e archivista Vanni Feresin.

Il coordinatore ha ricordato anche il sostegno del Comune di Gorizia e del sindaco Ziberna, che ha concesso il patrocinio, degli assessori alla Cultura Fabrizio Oreti e Patrizia Artico, della vicesindaca Chiara Gatta e di Emanuela Uccello, che ha contribuito alle ricerche degli studenti. Nel progetto è stato coinvolto anche l’ISISS Pertini, con l’indirizzo enogastronomico e alberghiero di Grado, a conferma della dimensione formativa e della pluralità degli apporti che hanno concorso alla realizzazione dell’iniziativa.

Nel suo intervento, Ziberna ha richiamato il legame tra la storia della città e le vicende dell’esodo, ricordando che, secondo il dato da lui citato, il 20% della popolazione goriziana è discendente di esuli. Un riferimento che ha riportato al centro l’importanza della memoria e della conoscenza storica in un territorio segnato dagli spostamenti delle popolazioni e dalle trasformazioni dei confini. In questo contesto, la mostra ha proposto una lettura del patrimonio culturale non come eredità confinata nel passato, ma come occasione per comprendere le relazioni tra le comunità e costruire nuove forme di dialogo.

Il progetto «Serenissima Patrimonio Culturale dal Veneto all’Istria, in Dalmazia, Quarnero e Venezia Giulia» è sostenuto dalla Regione del Veneto ai sensi della legge regionale 39/2019 e ha come capofila la Fondazione ENGIM Veneto, con il monitoraggio scientifico dell’Università di Zara. La rete dei partner comprende istituti scolastici, fondazioni, comunità italiane e realtà culturali attive tra Veneto e Adriatico orientale. L’iniziativa ha inoltre sviluppato il gemellaggio sottoscritto a Fiume il 6 maggio 2025 e si richiama ai principi della Convenzione europea di Faro.

Dopo la tappa goriziana, l’esposizione proseguirà a Fiume dal 21 al 28 ottobre e a Lussinpiccolo dal 28 ottobre al 4 novembre. Un itinerario che continuerà a raccontare un patrimonio plurale, nel quale storia, arte e tradizioni hanno superato le divisioni geografiche, trasformandosi in strumenti di conoscenza e collaborazione tra le nuove generazioni. 

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