L’APPUNTAMENTO
‘Monfalcone com’era’, torna la passeggiata sulle tracce del patrimonio industriale cittadino tra Ottocento e Novecento
Il secondo appuntamento sarà sabato 10 ottobre. L’itinerario è curato dall’Associazione Galleria Rifugio, in collaborazione con Consorzio Culturale del Monfalconese e Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia.
A grande richiesta, visto il seguito del primo appuntamento del 26 settembre scorso, ritorna "Monfalcone come era. Passeggiata patrimoniale nella Monfalcone industriale (1850-1920)", l’itinerario a cura dell'Associazione Galleria Rifugio, in collaborazione con il Consorzio Culturale del Monfalconese - Ecomuseo Territori e il Consiglio d'Europa - Ufficio di Venezia.
Il nuovo appuntamento è per sabato 10 ottobre con partenza alle 15 da via Giuseppe Parini 12 (davanti alla Posta). A fare da filo conduttore ideale per questo percorso a piedi è la "Mappa di Rebulla", carta industriale del Comune realizzata nel 1912 che riporta i 21 opifici, il porto, il canale e il Cantiere presenti al tempo nel tessuto stradale e urbanistico. A volerla fu Arturo Rebulla, medico e ultimo sindaco asburgico della città che pochi anni dopo, nel 1918, diede alle stampe anche il libretto "Per il risorgimento di Monfalcone" nel quale sollecitava la ricostruzione della città dopo i danni subiti come prima linea del fronte sud-occidentale dell'Impero.
La "Mappa di Rebulla" fa parte del patrimonio custodito nell'Archivio del Consorzio culturale del Monfalconese ed evidenzia come in un decennio una borgata di contadini e pescatori sia diventata una moderna città industriale, passando da tremila a dodicimila abitanti e da tre a 21 stabilimenti. La Grande Guerra trasformò ognuno di quei moderni stabilimenti nella prima linea del fronte di combattimento.
La passeggiata "Monfalcone come era" comincia dalle Officine elettrice dell'Isonzo – Centrale Anconetta costruita nel 1905 lungo il corso del Canale di derivazione dell'Isonzo, il Canale De Dottori, e dalle Officine Grafiche Passero e Co. azienda fondata il 6 luglio 1907, specializzata in cartellonistica pubblicitaria e scatole di latta, nota come "fabbrica della latta", demolita per la costruzione dei condomini siti tra via Duca d'Aosta e via Parini.
Si passa poi al Cotonificio Triestino: attivo dal 1884 ma gravemente danneggiato nella Grande Guerra, fu ricostruito e poi demolito nel 1980 per costruirvi un parcheggio multipiano. La Filanda di seta Paruzza è stata probabilmente la più antica attività industriale di Monfalcone, fondata nel 1854 da Bartolo Mazzoli nell'attuale via Blaserna, e anche una delle più grandi: nel 1911 vi erano impiegate 188 persone (185 donne e solo tre uomini). La Roggia San Giusto - per i monfalconesi la "Roja" - era, all'inizio del Novecento e fino agli anni Venti, completamente scoperta, fondamentale per le acque di lavaggio e raffreddamento delle industrie, ma anche per la vita quotidiana dei monfalconesi, che proprio nelle sue acque lavavano i panni.
Assolutamente originale è la Fabbrica dei manichi di frusta Perz, dove si fabbricavano fruste e bastoni di legno flessibile del Carso. Il percorso prosegue fino al Canale navigabile Eugenio Valentinis, inaugurato il 30 settembre 1907 per il traffico di natanti per movimentazione di merci, che si è poi rivelato fondamentale per la costruzione del Cantiere Navale Triestino, inaugurato l'anno successivo. Non distante si trova anche la Centrale idroelettrica, ultima lungo il Canale De Dottori sia per posizione che per epoca di costruzione, costituiva insieme alle altre quattro centraline la base del primo sistema elettrico locale, fornendo elettricità non solo per la richiesta sia pubblica che delle case, ma anche e soprattutto per le attività produttive.
La tappa successiva comprende la Fabbrica di coloranti tannici E. Dieudonnè nell'attuale via Bonavia, fondata nel 1887 e la Conceria dei pellami Kaufmann. Fondata nel 1875 da Giuseppe Frizzi, imprenditore triestino, nel 1891 quando divenne di proprietà esclusiva dei fratelli Kaufmann di Budapest. Anche questa pur ben avviata attività non sopravvisse al primo conflitto mondiale. A conclusione della passeggiata si arriva al Ponte "Draghi" di via Carducci (attuale via Roma). Luogo "perduto" nella ricostruzione storica della Monfalcone industriale del primo Novecento con la particolarità della presenza, su quattro colonne del passaggio riservato ai pedoni, di altrettanti draghi, analoghe a quelle dell'omonimo ponte di Lubiana, su progetto di Josef Melan e inaugurato nel 1901.
La passeggiata sarà anche l'occasione per raccogliere memorie. Chi partecipa è infatti invitato a portare fotografie, documenti, racconti familiari e testimonianze legate al passato industriale di Monfalcone, contribuendo a ricostruire e tramandare un patrimonio collettivo di storie. La partecipazione alla passeggiata "Monfalcone come era” è gratuita, ma è necessaria l'iscrizione compilando questo form.
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