Molino Tuzzi di Dolegna del Collio, lettera aperta dei donatori alla Regione: «Quali sono le priorità?»

Molino Tuzzi di Dolegna del Collio, lettera aperta dei donatori alla Regione: «Quali sono le priorità?»

LA SITUAZIONE

Molino Tuzzi di Dolegna del Collio, lettera aperta dei donatori alla Regione: «Quali sono le priorità?»

Di Francesca Diviacchi • Pubblicato il 28 Mar 2026
Copertina per Molino Tuzzi di Dolegna del Collio, lettera aperta dei donatori alla Regione: «Quali sono le priorità?»

Condizioni di lavoro ancora critiche e parziale la messa in sicurezza della strada che porta all’azienda. Il 3 aprile è in programma l’iniziativa solidale ‘Pan e Focaccia’.

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A distanza di quattro mesi dall’alluvione di novembre 2025 che ha colpito diverse realtà del territorio, i donatori che hanno sostenuto il Molino Tuzzi di Dolegna del Collio rompono il silenzio e chiedono risposte alla Regione attraverso una lettera firmata, con l’obiettivo di chiarire perché, ad oggi, molto poco sia stato fatto per la messa in sicurezza del territorio.

Non si tratta di una denuncia ma di una richiesta di chiarimenti nata dal basso, da cittadini che hanno deciso di attivarsi in prima persona dopo l’emergenza per sottolineare: «Noi abbiamo fatto la nostra parte, ora tocca a voi».

Alla base di questa iniziativa c’è la volontà di tutelare uno sforzo collettivo fatto di tempo, lavoro e risorse economiche. Infatti, la lettera non nasce dal Molino ma dalla riflessione di donatori e volontari che hanno contribuito alla sua ripartenza. Emerge ora una domanda condivisa: se il denaro e gli sforzi fossero vani? Se tra una settimana, un mese o un anno il Molino dovesse nuovamente essere sommerso da acqua e fango? Tutto l’impegno profuso risulterebbe inutile.

«La messa in sicurezza di un territorio è una priorità – si legge nella lettera - e, come è logico, dovrebbe accadere per prevenire disastri. Se questo non accade nemmeno a disastri avvenuti, si sollevano perplessità legittime, sia in merito alla responsabilità delle Istituzioni, sia su ciò che è considerato prioritario nella gestione e nell’impiego delle risorse pubbliche».

Si tratta di una mobilitazione giustificata, perché ad oggi la situazione del Molino resta ancora critica. «Siamo aperti grazie all’aiuto dei colleghi che stanno macinando i cereali che siamo riusciti a salvare, ma rimangono molte criticità – spiega Enrico Tuzzi, proprietario del Molino - la messa in sicurezza non è stata ancora effettuata e il calo di lavoro continua, dovuto sia ai mesi di stop sia alla strada che collega Cormons e Brazzano a Dolegna, quella Sotto Monte, ancora chiusa. Non è stato spostato nulla nemmeno lì. A questi problemi si sommano i danni subiti e quindi quello che ci aspettavamo di poter fare, cioè almeno iniziare a lavorare regolarmente, ancora non è possibile».

Dai singoli cittadini alle imprese del territorio, nelle prime settimane dell’emergenza oltre 40 volontari, alternandosi, si sono rimboccati le maniche per aiutare concretamente il molino. A questo si aggiunge il sostegno economico con le donazioni, chiuse a dicembre 2025: hanno coinvolto circa un migliaio di persone.

«Una vicinanza inaspettata», come racconta lo stesso Enrico, un aiuto che ha portato alla raccolta di circa 700 firme. A breve, la raccolta verrà chiusa e la lettera verrà inviata alle Istituzioni regionali con la speranza di una risposta. «Non mi aspettavo un supporto del genere e per questo ringrazio tutti. Non mi piace chiedere o ricevere soldi, anche perché non dovrebbe competere a loro risolvere la situazione, ma alle autorità competenti. In momenti come questi non posso fare altrimenti».

Per continuare a mantenere alta l’attenzione sulla situazione, il 3 aprile è in programma “Pan e Focaccia”, una serata di sostegno e condivisione promossa da realtà udinesi come Circolo “Nuovi Orizzonti”, che ospiterà l’evento nella sede in via Brescia 3, Birrificio “Campestre”, “Mamma Udine” e “Alla Lampara”. Durante l’incontro verranno forniti aggiornamenti sulla situazione dell’azienda e sarà offerto un buffet per i partecipanti.

Infine, il pensiero di Enrico Tuzzi va a chi è stato colpito dall’alluvione ben oltre l’attività produttiva. «Oltre al a noi ci sono privati che hanno perso casa, ci sono situazioni critiche anche qui ma Dolegna non compare mai» conclude, sottolineando come l’intera comunità stia ancora affrontando le conseguenze dell’emergenza.

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