‘Le metamorfosi del Sacro’ nel mondo contemporaneo, a Staranzano otto appuntamenti di approfondimento

‘Le metamorfosi del Sacro’ nel mondo contemporaneo, a Staranzano otto appuntamenti di approfondimento

LA RASSEGNA

‘Le metamorfosi del Sacro’ nel mondo contemporaneo, a Staranzano otto appuntamenti di approfondimento

Di REDAZIONE • Pubblicato il 24 Ott 2026
Copertina per ‘Le metamorfosi del Sacro’ nel mondo contemporaneo, a Staranzano otto appuntamenti di approfondimento

Dal 6 novembre al 13 dicembre si rifletterà sulle evoluzioni del sacro tra letteratura, storia, performance, intelligenze artificiali e scelte di vita. Apre Vito Mancuso con ‘Cristianesimo. Una religione in crisi?’.

Condividi
Tempo di lettura

Pensiero critico e contenuti d’attualità tornano al centro della proposta culturale promossa dal Comune di Staranzano. Dal 6 novembre al 13 dicembre, la rassegna "Le metamorfosi del Sacro" porterà nel comune bisiaco otto incontri con l’intenzione di analizzare e riflettere su come «il sacro» – citando le parole del curatore Mario Brandolin - «inteso soprattutto come categoria culturale attorno a cui nei secoli si sono andate fondando istituzioni e comunità, ha nella società contemporanea perso peso e significanza, assumendo altre vesti, altre connotazioni culturali».

Il progetto è ideato da Mario Brandolin per il Comune di Staranzano – Assessorato alla Cultura, con il contributo di BCC Venezia Giulia, Associazione Libertà Territorio Solidarietà, Acli Staranzano, Parrocchia SS. Pietro e Paolo, Associazione Culturale “Le Colone” e il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Perché il Comune abbia scelto di approfondire queste tematiche lo spiega l’assessora alla Cultura, Giuseppina Gambin. «La domanda nasce dal nostro tempo, attraversato da conflitti, crisi economiche, violenza e violazioni dei diritti – così Gambin, in conferenza stampa - questi fenomeni non riguardano soltanto la gestione delle risorse o gli equilibri politici, ma pongono una questione più profonda: quali limiti siamo disposti a riconoscere al potere, agli interessi e all’azione umana? Il sacro non è necessariamente scomparso con la secolarizzazione: può essersi trasformato, trasferendosi su nuovi oggetti, simboli e aspirazioni che meritano di essere riconosciuti e interrogati criticamente».

Ad aprire la rassegna sarà un ospite di rilievo nazionale come Vito Mancuso. Venerdì 6 novembre, alle ore 20.30, nella Sala San Pio X, porterà la sua riflessione “Cristianesimo. Una religione in crisi?”. Mancuso è uno dei teologi e degli studiosi di scienze religiose tra i più importanti dello scenario odierno. Noto ai più per la riconosciuta capacità divulgativa e di approfondimento, ha al suo attivo oltre una ventina di saggi nei quali affronta i diversi aspetti legati alla sua ricerca sulla spiritualità e sulla religione cattolica e cristiana. La sua riflessione si fonda sulla distinzione tra Gesù, l’uomo storico, e Cristo, il principio spirituale che trascende la storia. La figura di Cristo è il risultato di una progressiva elaborazione della tradizione cristiana, che ha attribuito alla vicenda umana di Gesù significati teologici e simbolici. Mancuso invita allora a distinguere la storia dalla sua interpretazione religiosa, mettendo in discussione alcuni fondamenti del cristianesimo istituzionale, senza negare il bisogno umano di spiritualità e trascendenza.

Venerdì 13 novembre, alle ore 20.30, la rassegna si sposta in Sala Delbianco con la filosofa e teologa Claudia Paganini, protagonista de “Il nuovo Dio. Intelligenza artificiale e ricerca del senso religioso dell’essere umano” a dialogo con Carmine Del Rosso, specializzato in sistemi digitali e AI. Si affronterà il rapporto tra intelligenza artificiale e bisogno umano di trascendenza in una società segnata dalla crisi dei riferimenti religiosi e dalla ricerca di senso. La tesi provocatoria di Paganini è che l’essere umano possa essere arrivato a creare concretamente un’entità sulla quale proiettare il proprio bisogno di divinità. Il rischio è che la fiducia nella tecnologia si trasformi in una nuova forma di fede, mentre il potere si concentra nelle mani di chi la progetta e la governa, assumendo il ruolo di nuovi sacerdoti.

Si prosegue il 20 novembre, alle ore 18.30, in Sala Delbianco, con l’antropologo delle migrazioni Giuseppe Grimaldi dell’Università degli Studi di Trieste. L’appuntamento porta il titolo di “Crisi e Sacro. Una prospettiva antropologica”. Grimaldi mette in discussione l’idea che il sacro sia in crisi perché diminuiscono le pratiche religiose, le vocazioni e la partecipazione alle istituzioni ecclesiastiche. Il suo focus sta piuttosto nell’ipotesi che il sacro può aiutare l’essere umano a non perdere la propria capacità di affrontare il mondo quando le certezze vacillano.

L’appuntamento successivo porta nel calendario della rassegna una performance: domenica 22 novembre, alle ore 18.30, nella Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo, l’Associazione culturale “Le Colone” propone l’articolato progetto musicale e teatrale di Giuseppe Tirelli “In direzione ostinata e contraria - La buona novella", con il Patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè. Si tratta di una rilettura dei Vangeli apocrifi rimasta alla storia per l’elaborazione di Fabrizio De André: qui emerge la vocazione umana e terrena di Gesù, la cui figura viene narrata attraverso la voce dei personaggi che hanno a che fare con lui e la sua storia. Un’allegoria che accomuna l’oggi alla visione di Gesù, che da sempre ha combattuto contro gli abusi del potere, contro i soprusi dell’autorità, in nome di un egalitarismo e di una fratellanza universali.

Mercoledì 2 dicembre, alle ore 18, in Sala Delbianco sarà lo scrittore Alberto Cecon a introdurre il focus “Dalla fantascienza religiosa alle fanta-religioni”. La letteratura fantastica ha da sempre intrecciato immaginazione e religione, rielaborando divinità, miti e riti per interrogare il bisogno umano di credere e di attribuire un significato all’esistenza superando l’esperienza ordinaria: il fantasy, la fantascienza e il genere weird inventano divinità e cosmologie alternative, utilizzandole anche per mettere in discussione la società e le sue certezze.

Un’escursione nel mondo classico è attesa venerdì 4 dicembre, alle ore 18.30, in Sala Delbianco con l’incontro “Il sacro, la guerra e la città nella Grecia classica”. Paola Schirripa, classicista specializzata in storia e letteratura greca, rifletterà sul rapporto tra sacro, guerra e città nella Grecia classica. Per quella civiltà la città non era soltanto uno spazio abitato e organizzato politicamente, ma rappresentava quotidianamente il profondo legame tra la comunità umana e il mondo degli dèi. La guerra, allora, non distruggeva soltanto uno spazio fisico e sociale: comprometteva anche quell’orizzonte simbolico e religioso entro cui una comunità riconosceva la propria identità.

Si ascolterà poi un’esperienza umana, vicina e tangibile venerdì 11 dicembre, alle 18.30 in Sala Delbianco. I giovani sacerdoti don Manuel Millo e don Matteo Marega, recentemente ordinati, operativi e molto conosciuti sul territorio, a dialogo con Mario Brandolin, esploreranno senza formule preconfezionate o intenti apologetici la questione “I giovani e il sacro”, ovvero il rapporto vivo tra le nuove generazioni e la dimensione della fede.

Il concetto del sacro si interseca infine con il periodo di riflessione che attende il Natale, nell’appuntamento del 13 dicembre, alle ore 18.30, nella Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo. Torna l’Associazione culturale “Le Colone” con "Parole e musica per un domani – Percorsi di pace” un progetto multimediale (musica, letture, video) ancora una volta ideato e diretto da Giuseppe Tirelli. Un evento per coro, solisti, voci recitanti, piccola orchestra e video originali, che intreccia musiche gregoriane, canzoni cantautorali, arrangiamenti originali e letture. Al fianco degli interpreti anche il quartetto d’archi “Meti”. L’allestimento è coadiuvato anche dalle video proiezioni originali dall'Africa (curate da Don Massimo Manservigi - Congo, Sudan) dalla striscia di Gaza (Loris De Filippi) dall'Ucraina (testimonianze di abitanti Ucraini). Musiche ed elaborazioni sono originali, con una solida struttura drammaturgica, per riflettere tra società, arte, solidarietà cosa significhi oggi realmente la pace. 

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione