LE OSSERVAZIONI
Lunetta ferroviaria di Gorizia, i dubbi di Moretti: «Riflettere se dirottare i fondi sulla Trieste-Udine»
Nel mirino del consigliere regionale del Pd i ritardi, i guasti alla linea elettrica e i passaggi a livello ancora presenti lungo la tratta Trieste-Udine.
La lunetta ferroviaria di Gorizia, il cui avvio dei lavori è previsto entro la fine del 2026, torna al centro del dibattito politico regionale. Dopo le recenti dichiarazioni dell'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, che ha ribadito la strategicità dell'opera e confermato il cronoprogramma, interviene il consigliere regionale del Partito democratico Diego Moretti, sollevando interrogativi sull'effettiva utilità dell'investimento alla luce delle prospettive del traffico ferroviario merci sul versante sloveno.
La Regione considera la lunetta un'infrastruttura strategica per rafforzare il trasporto merci su rotaia e la competitività del territorio isontino. L'intervento, finanziato con 24 milioni di euro di fondi statali, si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche il collegamento ferroviario tra Gorizia e Nova Gorica e gli interventi per la riduzione dell'impatto acustico delle linee ferroviarie. Moretti, pur prendendo atto delle dichiarazioni dell'assessore Amirante, invita però a una riflessione sulle reali prospettive dell'opera, richiamando l'attenzione sulle scelte infrastrutturali e organizzative effettuate dalle Ferrovie slovene e sulle condizioni della linea ferroviaria Trieste-Udine.
Al centro delle perplessità del consigliere dem c'è soprattutto il futuro della stazione della Transalpina, che, secondo Moretti, non sarebbe più considerata dalla Slovenia strategica per il traffico merci nazionale. Una situazione che, a suo giudizio, rischia di mettere in discussione la funzione originariamente attribuita alla lunetta ferroviaria. Il consigliere richiama inoltre la necessità di intervenire sulle criticità della linea Trieste-Udine, segnalando i frequenti ritardi, i guasti alla linea elettrica e la presenza di passaggi a livello ancora da superare. Da qui la proposta di valutare se destinare diversamente le risorse disponibili, privilegiando interventi che possano migliorare concretamente l'affidabilità del servizio ferroviario e le condizioni per i residenti lungo la tratta.
«Prendo atto delle dichiarazioni delle scorse settimane da parte dell'assessore Amirante, che ha confermato la strategicità della realizzazione della "lunetta", e che tale opera è finanziata per 24 milioni di euro con fondi statali. Mi chiedo però se ha senso mantenere un investimento del genere, nel momento in cui la Repubblica di Slovenia di fatto non considera più strategica per il traffico merci nazionale la Stazione della Transalpina: i binari per i treni merci non esistono più, il personale addetto al traffico merci è stato trasferito in altre stazioni da più di un anno, la stessa segnaletica merci e le relative attrezzature e strumentazioni sono state dismesse, e le Ferrovie slovene hanno investito in questi anni sul traffico merci esclusivamente sulla linea Porto di Capodistria-Jesenice-Lubiana, inaugurata quest'anno e collaudata nel 2027» così l'esponente dem.
«A questo punto è palese che la "lunetta" servirà esclusivamente il traffico passeggeri e che comunque per arrivare alla Transalpina la linea slovena non è nemmeno per un metro elettrificata. La stessa SDAG non ha spazio per nuovi binari per il traffico merci. Allo stesso tempo - basta parlare con i tanti pendolari che quotidianamente frequentano la linea Trieste-Udine - non passa giorno che non vi siano ritardi per guasti alla linea, per non parlare dei passaggi a livello che ancora insistono sulla linea che Trieste va a Udine. A quanti hanno solo certezze sulla materia chiedo, se la "lunetta" dovesse servire solo il traffico passeggeri, se non sia il caso di riflettere se dirottare quei fondi su altri investimenti sulla linea Trieste-Udine che necessitano di essere realizzati, dalle barriere antirumore da Capriva all'Ospedale San Giovanni di Dio, al superamento - laddove possibile - dei passaggi a livello tra Polazzo, Ronchi e Monfalcone, ai frequenti guasti alla linea elettrica», conclude il consigliere regionale.
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