LA LETTERA
Lettere - Monfalcone sovraffollata e «imbuto» immigratorio, DelBello: «Responsabilità di chi governa e amministra»
Il dem interviene su persone in sovrannumero nelle abitazioni e e sui flussi migratori legati alla cantieristica, chiamando in causa Governo, Regione, amministrazione comunale e Ater.
Ci scrive Fabio DelBello, delegato della segreteria comunale Pd su Economia del Mare, Immigrazione, Rioni e Carso, per intervenire sul tema del sovraffollamento abitativo a Monfalcone, tornato al centro del dibattito politico dopo la recente conferenza stampa della consigliera delegata alla sicurezza, Anna Cisint. Un intervento che allarga la riflessione alle politiche migratorie, al fabbisogno di manodopera del settore cantieristico e alle responsabilità delle istituzioni nella gestione delle trasformazioni sociali e urbanistiche della città. Secondo DelBello, il fenomeno migratorio non può essere affrontato senza considerare il ruolo determinante della domanda di lavoro, in particolare quella legata al sistema degli appalti e subappalti di Fincantieri. Da qui la richiesta di superare le contrapposizioni politiche e affrontare in maniera strutturale le criticità abitative, coinvolgendo non soltanto il Comune, ma anche la Regione, il Governo e l'Ater. L'esponente del Partito democratico richiama inoltre i recenti incontri dedicati alle politiche della casa e alla pianificazione urbanistica regionale, sottolineando la necessità di una gestione sovracomunale capace di distribuire in modo più equilibrato gli effetti dei flussi migratori sul territorio. Sarà possibile lavorare su una pianificazione condivisa? S.F.
In riferimento al sovraffollamento abitativo e alla conferenza stampa della consigliera delegata alla sicurezza (nonché europarlamentare), il Pd afferma che è ora di smetterla di fare assieme governo e opposizione in materia migratoria, ammetta lei e tutta la maggioranza consigliare che la stragrande maggioranza degli arrivi, anche temporanei, deriva dalla richiesta di lavoratori da parte della Fincantieri, tramite appalti e subappalti e quindi ammettano che queste persone arrivano qui “chiamate” dallo Stato (e dal Governo) italiano! E su quel fronte cosa fa la Destra che governa a Roma (producendo i Decreti flussi a seguito di precisi e documentati accordi intergovernativi con i paesi islamici), che governa a Trieste (dove stanno a guardare nonostante sia in vigore la legge 9 del 2023 recante “Sistema integrato di interventi in materia di immigrazione” quasi del tutto inapplicata), che amministra a Monfalcone che in questi dieci anni ha introiettato una definitiva metamorfosi in direzione euroasiatica (per camuffare questa loro storica responsabilità assumono posture come questa per compiacere un elettorato ancora disorientato e disinformato). E alla tensione abitativa presente in città come si risponde?
E l'Ater che fa? Il recente convegno (del Pd) sulla casa a Ronchi apre un tema che poi si inquadra nel contesto della pianificazione urbanistica e della gestione della Regione Friuli Venezia Giulia in cui il Sistema Territoriale Locale (STL) del Monfalconese rappresenta uno dei nodi geografico-amministrativi ed economici chiave a livello sovracomunale. L’ulteriore incontro (di mercoledì) a Gorizia (sulla legge urbanistica regionale e sul piano di governo del territorio- PGT) si raccorda con quanto è emerso a Ronchi e il tutto si collega agli aspetti relativi agli insediamenti. Infatti la prima variante del PGT affronta sette tematiche strategiche e a noi interessa soprattutto la numero 3) ovvero “coesione ed equità fra i centri abitati nell’Area vasta”. Si tratta infatti, per mezzo della Variante 1, di ripensare in chiave attuale il complesso dei parametri ed indici in una ottica di promozione della qualità e della funzionalità insediativa. Un tanto quindi si raccorda in una ottica di sistema ai processi equilibrati di inclusione dei flussi migratori che finora hanno visto la città di Monfalcone come un “imbuto” o inghiottitoio mentre tutti gli “altri” stavano e stanno ancora a guardare.
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