Lettere - Gorizia diventi un nuovo laboratorio politico

Lettere - Gorizia diventi un nuovo laboratorio politico

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Lettere - Gorizia diventi un nuovo laboratorio politico

Di Paolo Nanut • Pubblicato il 26 Ott 2026
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Paolo Nanut, ex consigliere di quartiere di San Rocco-Sant’Anna, invita la coalizione di centrosinistra ad aprirsi al pragmatismo e al confronto con i cittadini in vista delle prossime elezioni comunali.

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Il futuro politico di Gorizia, il ruolo dell’elettorato moderato e la necessità di ricucire il rapporto tra cittadini e istituzioni. In vista delle prossime elezioni comunali, Paolo Nanut, ex consigliere di quartiere di San Rocco-Sant’Anna, propone una riflessione sul possibile percorso della coalizione di centrosinistra, invitandola a fare del pragmatismo e del confronto i punti di forza di un nuovo progetto politico. Sullo sfondo, le possibili candidature alla carica di sindaco e una convinzione: chi amministra la città deve restare aperto al dialogo, ricordando che ogni mandato è, per sua natura, temporaneo. (i.b.)

Prendendo spunto dall’esito delle elezioni politiche in Serbia e dall’esperienza del movimento studentesco, nato spontaneamente e trasversalmente dopo la tragedia della stazione di Novi Sad, dove il crollo di una pensilina provocò la morte di 16 persone, credo che anche a Gorizia, in vista delle prossime elezioni comunali previste per la tarda primavera, si possa costruire un nuovo laboratorio politico. Un progetto che coinvolga la coalizione allargata di centrosinistra e che abbia nel pragmatismo il proprio collante, mettendo da parte gli steccati ideologici.

Non è affatto vero che i cittadini non si interessino di politica: sono, piuttosto, sfiduciati nei confronti di una politica che percepiscono sempre più distante dalle loro esigenze. Le persone vogliono sentirsi partecipe delle scelte, senza che questo significhi necessariamente candidarsi in una lista o assumere un ruolo diretto nelle istituzioni.

Del resto, quando scorriamo i nomi delle liste elettorali, non è raro trovare candidature che sembrano rispondere più all’esigenza di raggiungere il numero minimo di candidati che a un’effettiva partecipazione. La stragrande maggioranza dei cittadini non si candida semplicemente perché non dispone del tempo necessario: gli impegni lavorativi, familiari e personali rendono difficile dedicarsi attivamente alla vita amministrativa. Questo, però, non significa che non facciano politica nella quotidianità. Parlare con un collega di lavoro, con un amico conosciuto in un’associazione o anche al bar di ciò che accade nel mondo e nella nostra città è già, a tutti gli effetti, fare politica.

Venendo alle prossime elezioni comunali e, più nello specifico, alla coalizione che riunisce sinistra, Partito democratico, forze progressiste, riformiste e liberali, oltre a una componente significativa di elettorato moderato insoddisfatto, ritengo che la sfida debba essere affrontata partendo proprio dalla capacità di intercettare le esigenze di quest’ultima componente.

Gorizia è una città in cui, tutto sommato, si vive bene, soprattutto se confrontata con altre realtà urbane di dimensioni analoghe. Proprio per questo, l’elettorato cerca rassicurazioni e tende inevitabilmente a guardare verso il centro. Sarà proprio quest’area a rappresentare l’ago della bilancia nelle prossime elezioni: basterà una mossa azzeccata, oppure un errore, per far pendere il risultato da una parte o dall’altra.

Siamo alla fine di ottobre e le due coalizioni sono ancora alla ricerca di una sintesi. A sensazione, potrebbe profilarsi una sfida tra due donne provenienti da famiglie che hanno avuto un ruolo nella storia politica goriziana e che, entrambe, hanno avuto legami con Forza Italia. Da una parte Rinaldo Roldo, già presidente del Consiglio comunale durante la giunta Romoli; dall’altra Gerardo Amirante, prematuramente scomparso nel 2013, che fu assessore durante la giunta Valenti.

Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, ci troveremmo di fronte a una competizione elettorale quanto mai incerta. Da un lato Giulia Roldo, 35 anni, entrata sulla scena politica quattro anni fa e che, nel suo ruolo di consigliera di opposizione per la lista Gorizia liberale, si è spesso dimostrata una spina nel fianco dell’attuale giunta. Dall’altro Cristina Amirante, 52 anni, attuale assessore regionale ed esponente di Fratelli d’Italia.

Ma saranno davvero loro a contendersi la carica di sindaco? In politica, come in amore, vale sempre il detto: mai dire mai. La mia previsione è che entro la fine dell’anno potremo saperne molto di più.

Al di là di chi vincerà, l’importante è che il nuovo o la nuova sindaca non si chiuda nel palazzo, ignorando o togliendo voce all’opposizione. Al contrario, dovrà aprirsi al confronto con l’intero Consiglio comunale e con i cittadini, coinvolgendoli nelle scelte che saranno chiamati a compiere. Chi amministra deve ricordare che il mandato ricevuto è comunque pro tempore: un incarico temporaneo, da esercitare nell’interesse della comunità e non come una proprietà personale.

Paolo Nanut
Ex consigliere di quartiere di San Rocco-Sant’Anna

Foto: a sinistra Giulia Roldo, a destra Cristina Amirante.

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