LA LETTERA
Lettere - Del Bello: «Le iniziative anti islamiche della destra monfalconese sono armi di distrazione di massa»
Il dem propone un’analisi sul rapporto tra amministrazione comunale e comunità straniere. «Si sposti l'attenzione sui reali nodi economici, sociali e urbanistici della città».
Ci scrive Fabio Del Bello, che interviene sul dibattito politico a Monfalcone dopo le iniziative promosse dalla Lega e da Fratelli d’Italia il 10 e l’11 ottobre, rispettivamente in Municipio e in piazza. Nel suo contributo, Del Bello propone una riflessione sulle strategie politiche della destra locale in tema di immigrazione e Islam, soffermandosi sulle trasformazioni demografiche della città, sulle responsabilità delle forze politiche che hanno governato e sulle difficoltà del centrosinistra, che secondo l’autore avrebbe perso non soltanto la guida amministrativa, ma anche l’egemonia culturale conquistata nei decenni precedenti. [E.V.]
Sabato 10 ottobre la Lega in Municipio, domenica 11 ottobre Fratelli d’Italia in Piazza hanno fornito due ulteriori performance anti islamiche che ritengo si debbano intendere come “armi duali di distrazione di massa”, cioè riferite al piano locale e sullo sfondo al piano nazionale, della loro esasperata (e ossessiva) tattica, qui si accenna solo al primo tra i due piani (quello locale). I leaders sono perfettamente consapevoli che la profonda (per certi versi sconvolgente) metamorfosi civica in atto ai piedi della storica Rocca veneziana si è estesa e consolidata in una fase politica che ha visto e vede la loro compagine in amministrazione (a Monfalcone) e al governo a Trieste (Regione autonoma dove si gestiscono le politiche del lavoro) e a Roma (dove il governo predispone i decreti flussi per importare immigrati regolari e rispettive famiglie). Ovviamente contesteranno con veemenza tale asserzione, ma un tanto non riveste alcuna importanza: possono dire quello che vogliono ma i dati statistici e demografici sono inconfutabili. Unica nel Nordest, Monfalcone si presenta oggi con una crescente fisionomia euro-asiatica e con l’Islam come seconda religione fortemente radicata e diffusa. Secondo stime demografiche basate su dati Istat, partendo dai 30.519 residenti nel 2025 nel 2040 gli italiani si ridurranno a 18.200 e gli stranieri (prevalentemente dal Bangladesh e altri paesi asiatici) saliranno a 17.500. I leaders della Destra locale sono anche consapevoli che per ora nell’immaginario collettivo civico questa percezione (della loro primaria – anche se non esclusiva - “responsabilità”) non è diffusa su scala “di massa”, anzi funziona ancora il comodo scaricamento delle “colpe” su “quelli di prima” ovvero sul centrosinistra il quale a sua volta è condizionato dal “politicamente corretto” nonchè da una postura derivante dalle storiche posizioni ideologiche (di marca internazionalista, terzomondista ecc). Alla Destra serve quindi alzare costantemente l’asticella per mistificare la scomoda e (per loro) imbarazzante realtà oggettiva dei fatti e dei dati: finora questa tattica spregiudicata è stata coronata da un evidente grande successo elettorale nell’arco del decennio 2016/26. Il Centrosinistra monfalconese (detto in termini gramsciani) non ha perso solo l’amministrazione comunale ma anche “l’egemonia culturale” (che si era conquistata negli anni novanta e consolidata nel primo decennio dei Duemila). Lì è rimasto e da lì dovrebbe ripartire.
Foto di Ivan Bianchi
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