LA LETTERA
Lettere – Dehors sull’Isola, il Comitato ‘Noi cittadini Grado’: «Problema irrisolto»
I residenti del centro storico chiedono il rispetto degli spazi di passaggio e maggiore attenzione per le esigenze degli abitanti e de commercianti.
Il Comitato “Noi cittadini Grado” torna sul tema dei dehors nel centro storico, chiedendo il rispetto degli spazi di passaggio e maggiore attenzione alle esigenze di residenti, attività commerciali e sicurezza. Nel mirino alcune situazioni ancora irrisolte, dalle concessioni ritenute eccessive alle occupazioni di suolo pubblico, fino alla necessità di definire regole più rigorose e condivise. S.F.
Il problema dei dehors a Grado è tuttora irrisolto. Permangono alcune ben note situazioni critiche presso Campo San Niceta e in corrispondenza di alcuni varchi di accesso all’area del centro storico.
Il Piano di non occupabilità del centro storico di Grado, approvato dall’amministrazione comunale nel 2021, non era assolutamente dannoso per le attività, anzi le tutelava al meglio. Il Piano preservava infatti tutte le attività di ristorazione del Castrum, limitando semplicemente alcune situazioni eccessive, con l’obiettivo di recuperare spazi utili a una funzionale percorrenza delle calli e dei campielli. Ciò a beneficio di tutte le attività commerciali e artigianali, dei negozi, delle gallerie d’arte, delle visite guidate e così via.
Il Comune e le stesse categorie economiche dovrebbero tutelare tutte le attività commerciali, non soltanto gli interessi di alcune attività di ristorazione. Questo può essere garantito anche attraverso una funzionale percorrenza delle vie del centro storico.
Con la situazione attuale, molte persone evitano di passare in alcune aree a causa del disagio derivante dall’eccessiva occupazione di tavoli, sedie, portamenù e altri elementi che limitano pesantemente gli spazi destinati alla percorrenza.
Il centro storico è un luogo di pregio che non deve risultare compromesso da situazioni eccessive. Una situazione che va migliorata nell’interesse di tutti.
Noi abbiamo evidenziato la necessità di mantenere presso i campielli e nelle aree di maggiore percorrenza una fascia libera di almeno 3,50 metri dai dehors, per consentire un funzionale flusso pedonale.
Una richiesta di buon senso, che consenta a due persone di camminare senza essere costrette a passare a ridosso dei tavoli occupati dalla clientela dei locali, garantendo una distanza di almeno un metro dai tavoli. Ciò nell’interesse di tutte le attività commerciali.
Uno spazio di almeno 3,50 metri presso i varchi agevolerebbe inoltre gli interventi dei mezzi di soccorso e di servizio tra l’area esterna e quella interna del centro storico, nell’interesse di tutti.
Vanno considerate anche le necessità dei residenti, che vivono in tale area, investendo non pochi capitali e garantendo la cura degli edifici e la vivibilità della zona, che altrimenti rischierebbe di cadere nell’abbandono.
Ad oggi, purtroppo, la situazione rimane ancora cristallizzata, con alcuni vecchi problemi da risolvere. Il piano dei dehors, tuttora non approvato dalla Soprintendenza, si aggiunge a nuove criticità, come la concessione rilasciata in Calle Merlato, presso l’ex macelleria, e altri ampliamenti di concessioni nelle calli vicine, che vanno a limitare ulteriormente gli spazi già stretti di vie ad alta percorrenza, utilizzate da tutti per recarsi alla basilica retrostante.
Non vanno infine sottaciute le molteplici e reiterate violazioni delle concessioni di suolo pubblico da parte di diversi locali. Tali situazioni andrebbero risolte attraverso una delimitazione precisa dell’area concessa, come già attuato da diversi locali. Andrebbe inoltre rivisto l’attuale regolamento, reinserendo la vecchia norma che prevedeva la revoca della concessione dopo ripetute violazioni.
Una situazione critica che si trascina da anni e che è stata aggravata anche dalla recente chiusura di Calle Lunga a causa di edifici pericolanti, con un danno per i residenti, per le diverse attività che operano con serietà e per la stessa immagine delle istituzioni interessate.
Confidiamo quindi che l’attuale amministrazione si impegni concretamente per risolvere la situazione nell’interesse di tutti.
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