Lettere – Il 25 Aprile a Gorizia, Clemente: «Vero rispetto reciproco nasce solo da reciproche ammissioni di colpa»

Lettere – Il 25 Aprile a Gorizia, Clemente: «Vero rispetto reciproco nasce solo da reciproche ammissioni di colpa»

LA LETTERA

Lettere – Il 25 Aprile a Gorizia, Clemente: «Vero rispetto reciproco nasce solo da reciproche ammissioni di colpa»

Di MARINO CLEMENTE • Pubblicato il 22 Apr 2026
Copertina per Lettere – Il 25 Aprile a Gorizia, Clemente: «Vero rispetto reciproco nasce solo da reciproche ammissioni di colpa»

Citato nell’ultimo intervento di Guido Pettarin, il lettore approfondisce le affermazioni della sua lettera precedente. Le epurazioni titine «compiute per motivi politici, non etnici».

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«Richiamato in causa» nell’intervento dell’ex deputato Pettarin sull’argomento, il nostro lettore Marino Clemente invia un nuovo contributo sul significato storico del 25 aprile per Gorizia e sullo “scontro” di punti di vista che ne anima il dibattito. Nella «puntualizzazione» che segue, Clemente torna sulle epurazioni titine, rimandando alle «basi certe di diversi storici» per affermare che si trattò di «strage politica e non etnica». Focus, da parte sua, anche sulle stragi compiute in Africa o nei Balcani dall’Italia fascista durante la guerra e sulla loro “rimozione” nel Dopoguerra ad opera di determinate correnti politiche. [F.D.G.]

Richiamato in causa, puntualizzo quanto ho affermato nella lettera precedente.

La mia non è una giustificazione a quanto successo nei 40 giorni di occupazione titina, è una considerazione storica di causa ed effetto, di fatto accaduto e suo contesto, del suo perchè. Si parla tanto di riconciliazione, ampiamente avvenuta fra le genti, ma non ancora a livello politico a causa della strumentalizzazione degli episodi singoli della Storia, volutamente slegati dalle cause che li hanno generati.

Da una parte ad ogni occasione si criminalizza un esercito, quello yugoslavo di Tito, fece parte degli alleati che sconfissero il nazifascisno, in una guerra devastante incominciata da Hitler e Mussolini, feroci invasori dei Balcani e di mezza Europa, non dimentichiamolo.

La parte che criminalizza, però, ignora o minimizza tutte le gravi responsabilità che ebbe l'Italia con l'entrata in guerra e, prima, con la sciagurata Campagna d'Africa, dove le vittime sopratutto civili del nostro esercito furono centinaia di migliaia, con efferatezze ed uso di armi di sterminio di massa come i gas.

Lo Stato italiano non ricorda le sue stragi nei Balcani ed in Africa. Perchè? In un dopoguerra postfascista, germogliava già il neofascismo nazionalista a causa di tutti i funzionari statali delle istituzioni lasciati ai loro posti dall'amnistia Togliatti del 1946. Loro, con il ruolo che ancora ricoprivano nella nuova Italia, cercavano la pulizia dell'immagine del Paese, ripresa anche dal cinema, proponendo l'immagine degli italiani "brava gente". I cattivi e colpevoli erano sempre gli altri.

Mi sembra che in questa linea c'è ancora tutta l'enfasi nazionale contro le epurazioni della giustizia titina e partigiana di fine guerra compiute, lo ripeto, per motivi politici, non etnici. I titini avrebbero potuto effettuare rastrellamenti e giustizie sommarie ovunque nei confronti degli italiani, con vittime in numero ben maggiore. Ma colpirono poche centinaia di persone a Gorizia e se consideriamo l'intero ambito delle uccisioni per infoibamento, diversi storici, non io, gli storici, affermano su basi certe, su dati quindi, che ci furono intorno alle 5000 vittime. Dramma innegabile e terribile, certamente, ma che va contestualizzato nella storia che lo ha preceduto e causato.

Non fu strage etnica, con questi numeri, e ciò si evidenzia dal fatto che per epurazione politica furono uccisi molti più sloveni, si parla di numeri più che doppi rispetto ai morti italiani. Erano sloveni, ma vennero uccisi per la collaborazione con fascisti e nazisti. Questo aspetto dà chiarezza, se si vuol vedere. Ma se si vuole vedere e considerare solo una parte della Storia, quella di comodo, strumentalizzata, come ho già scritto, si rischia di non imparare proprio nulla. Il vero rispetto reciproco può nascere solo dalle reciproche ammissioni delle colpe. Senza questa ammissione, manca il preludio ed i rapporti sono solo di comodo e di interesse.

Detto ciò, il 25 aprile è per me, la data di sconfitta del Fascismo e del Nazismo, se si vogliono ricordare altre date lo si faccia pure, ma nel rispetto del 25 aprile, data simbolo di riconquistata libertà per milioni di persone. 

Foto Sergio Marini 

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