Legambiente sullo stato dell' alveo del Judrio a Cormons: «Scempio ambientale»

Legambiente sullo stato dell' alveo del Judrio a Cormons: «Scempio ambientale»

LA NOTA

Legambiente sullo stato dell' alveo del Judrio a Cormons: «Scempio ambientale»

Di REDAZIONE • Pubblicato il 15 Ott 2026
Copertina per Legambiente sullo stato dell' alveo del Judrio a Cormons: «Scempio ambientale»

Secondo gli ambientalisti il mezzo meccanico che ha operato per pulire l'area ha creato un canale centrale e demolito rocce tra il ponte di Visinale e quello di Molin Nuovo, generando un possibile rischio di erosione alle prossime piene.

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Legambiente Gorizia e Legambiente Monfalcone, con il circolo "Ignazio Zanutto", denunciano un intervento «particolarmente invasivo» eseguito nei giorni scorsi lungo il fiume Judrio, nel tratto del Comune di Cormons compreso tra il ponte di Visinale e il ponte di Molin Nuovo. Secondo quanto riferito dalle associazioni, lo scopo era eliminare la vegetazione viva e morta che impediva il regolare deflusso delle acque, ma l'uso di un mezzo meccanico avrebbe invece comportato una profonda alterazione della morfologia dell'alveo e delle caratteristiche naturali del corso d'acqua.

In particolare, spiegano gli ambientalisti, la naturale alternanza di buche e raschi, che contribuisce alla diversificazione degli habitat acquatici e all'equilibrio del fiume, sarebbe stata sostanzialmente compromessa dalla realizzazione di un canale centrale e di un passaggio laterale per il transito di mezzi pesanti. Durante i lavori sarebbero state danneggiate o distrutte anche formazioni rocciose in conglomerato lungo le sponde e alcune vecchie roste. Alcuni residenti avrebbero inoltre riferito che l'operatore ha spezzato alcuni alberi, coprendoli poi con la ghiaia movimentata. In un secondo momento, in alcuni tratti il passaggio laterale sarebbe stato eliminato e la ghiaia accumulata più in alto lungo la sponda.

Legambiente si dice preoccupata anche per la stabilità delle sponde e la dinamica fluviale: in diversi punti si sono formati accumuli di ghiaia apparentemente molto incoerenti, che potrebbero essere erosi e dilavati dalle prossime piene, con trasporto e ridistribuzione dei sedimenti. Le lavorazioni, aggiungono le associazioni, potrebbero inoltre aver compromesso gli habitat dell'alveo e delle sponde, con ripercussioni sulla vegetazione ripariale e sugli organismi che dipendono dalla diversità degli ambienti fluviali.

«Legambiente è assolutamente favorevole a interventi e opere che diminuiscano il rischio idraulico nei centri abitati», precisano. «Riteniamo però che questo intervento serva a ben poco, anzi peggiori la situazione perché crea degli accumuli incoerenti di ghiaia facilmente dilavabili. Inoltre la scienza e le esperienze passate ci insegnano che le opere migliori da tutti i punti di vista, sociale, ecologico ed economico, sono quelle basate sulla natura. Qui invece siamo di fronte solo a uno scempio ambientale».

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