La FVG 5
La Ciclovia dell’Isonzo slitta al 2029, Bullian replica ad Amirante: «In ritardo su GO! 2025»
Il consigliere di Casa Civica contesta il ritardo dei lavori tra Gorizia, Gradisca e Fogliano e critica la frammentazione delle competenze di EDR e FVG Strade.
Le tempistiche per il completamento della Ciclovia dell’Isonzo FVG5 e la suddivisione degli interventi tra l’EDR di Gorizia e FVG Strade Spa sono al centro delle osservazioni del consigliere regionale di Casa Civica Enrico Bullian, che torna sulla questione alla luce delle recenti dichiarazioni dell’assessore regionale Amirante. Bullian ricorda di aver sollevato il tema già nel 2023, sottolineando l’importanza di completare il collegamento ciclabile entro il 2025, in concomitanza con “Nova Gorica Gorizia, Capitale europea della cultura 2025”, come previsto dalla risposta dell’assessore a una sua interrogazione.
Una scadenza che non è stata rispettata: secondo il cronoprogramma aggiornato, il completamento dei lavori è ora previsto per il 2029. «Il dibattito sulla realizzazione dell’opera e sulla suddivisione degli interventi va avanti da tempo. Già nel 2023 avevo sollevato la questione, sottolineando l’importanza di completare questo collegamento ciclabile» spiega Bullian.
La Ciclovia FVG5 rappresenta un collegamento strategico per la mobilità ciclabile regionale. Il tracciato si sviluppa dalle foci del fiume Isonzo fino a Gorizia ed è inserito nella Rete delle ciclovie di interesse regionale (Recir). Oltre alla funzione infrastrutturale, il percorso presenta potenzialità turistiche e paesaggistiche, attraversando territori che vanno dal Collio al Carso, fino al litorale e alla laguna, con una rilevanza anche in chiave transfrontaliera. La progettazione e la realizzazione dell’opera sono suddivise tra due soggetti. All’EDR di Gorizia sono stati affidati gli interventi per il collegamento tra Gradisca d’Isonzo e Gorizia e per la Variante A, che collega Cormons a Gradisca d’Isonzo. A FVG Strade Spa spetta invece il tratto tra Gradisca d’Isonzo e Fogliano Redipuglia, che comprende il recupero del ponte ferroviario dismesso sull’Isonzo e la realizzazione dei raccordi con la viabilità esistente.
Secondo il consigliere, la suddivisione delle competenze ha reso più complessa la gestione complessiva del progetto: «A oggi, nessuno di questi interventi risulta percorribile, se non parzialmente in singole sottotratte. Alla luce di questa situazione, ritengo che la scelta di frammentare la progettazione e la gestione degli interventi tra FVG Strade e l’EDR di Gorizia si sia rivelata un errore» afferma.
Bullian richiama inoltre l’attenzione sul coordinamento con gli altri lavori in corso lungo il fiume, in particolare quelli di diaframmatura per il rafforzamento degli argini, che incidono sulla percorribilità del tracciato. Questi interventi hanno infatti reso impraticabile per un lungo tratto anche la parte della ciclovia già realizzata, tra Sagrado e la foce dell’Isonzo. «Un’infrastruttura ciclabile di questa importanza avrebbe richiesto un intervento unitario e un coordinamento costante con gli altri lavori» osserva il consigliere, che sottolinea la necessità di rispettare le scadenze e garantire progressi concreti. «Non basta annunciare scadenze, via via posticipate, e obiettivi: servono cronoprogrammi da rispettare, coordinamento e risultati concreti, per garantire la realizzazione di un sistema di mobilità efficace sul nostro territorio». Bullian conclude con una valutazione negativa sull’avanzamento dell’opera: «Il bilancio di legislatura sulla Ciclovia dell’Isonzo è sicuramente insufficiente».
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