Intesa tra Stato, Regione e Ater, le ex palazzine militari di via Bancaria a Cormons destinate all'housing sociale

Intesa tra Stato, Regione e Ater, le ex palazzine militari di via Bancaria a Cormons destinate all'housing sociale

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Intesa tra Stato, Regione e Ater, le ex palazzine militari di via Bancaria a Cormons destinate all'housing sociale

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 27 Ott 2026
Copertina per Intesa tra Stato, Regione e Ater, le ex palazzine militari di via Bancaria a Cormons destinate all'housing sociale

L’operazione è «una pagina di buona amministrazione» per il ministro Ciriani, mentre per il sindaco Felcaro è il punto di partenza dopo oltre 30 anni di attesa. Gli appartamenti sono 27, in cinque edifici costruiti nel 1965 e dismessi dal 1992.

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Cinque palazzine, 27 appartamenti, vuoti da molti anni e lasciati al degrado: le ex case dei militari di via Bancaria a Cormons potrebbero avere un futuro diverso. Il Ministero della Difesa si è dichiarato disponibile a cedere gratuitamente tutti gli immobili alla Regione Friuli Venezia Giulia, che a sua volta li concederà all'Ater di Gorizia perché li riqualifichi e li trasformi in alloggi in edilizia convenzionata, il cosiddetto "social housing". L'intesa è stata illustrata nel palazzo comunale di Cormons dal sindaco Roberto Felcaro, insieme al ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, alla senatrice Francesca Tubetti, al presidente di Ater Gorizia Daniele Sergon e al consigliere regionale Diego Bernardis.

La storia delle palazzine, ha ricordato Felcaro, comincia nel 1965. «Parliamo di case edificate nel 1965 e dismesse via via dal 1992 in poi, fino ad arrivare a un patrimonio immobiliare importante di fatto disabitato. Poi sono arrivati il degrado e l'incuria, perché senza le persone quegli immobili hanno bisogno di ristrutturazioni che nel tempo non sono state fatte». Oggi le palazzine appartengono al demanio. «Da circa un anno, da quando abbiamo cominciato a parlarne con il ministro e con la senatrice, siamo riusciti a sbloccare un tassello fondamentale: il passaggio degli immobili dal demanio alla Regione. Poi ci sarà un ulteriore passaggio, dalla Regione ad Ater, che si occuperà della riqualificazione completa».

Lo scopo, ha spiegato il sindaco, è creare alloggi per rispondere all'emergenza abitativa: tra i destinatari ci sono le giovani coppie, gli anziani e i padri soli. «Siamo dal 1992 che aspettiamo questo sblocco - ha aggiunto - e adesso siamo arrivati a un primo, fondamentale step: abbiamo un punto di partenza che ci può far arrivare a dare ai cormonesi, e non solo, delle case».

Anche Sergon sottolinea come nell'ultimo anno le cose si siano sbloccate in modo notevole. L'obiettivo, con il Comune, è dare una risposta alla cosiddetta "fascia grigia", un'area della popolazione che in questo momento storico si sta ampliando: chi non ha i requisiti per accedere all'edilizia sovvenzionata ma non riesce nemmeno a trovare una soluzione nel mercato privato. Tra le persone a cui si pensa ci sono i dipendenti del settore pubblico e sanitario e delle forze dell'ordine.

Per Tubetti il recupero degli alloggi dell'Esercito presenti in regione è un principio condiviso fin dall'inizio, e il progetto è la dimostrazione della vicinanza del governo di Giorgia Meloni al Friuli Venezia Giulia e al Goriziano. L'iter, ha detto, è durato un anno, dalla richiesta di sapere in che condizioni fossero le palazzine. «Un grande risultato per Cormons: la collaborazione tra Stato, Regione, Ater Gorizia e Comune ci permette di riqualificare un'area della città da tempo degradata. Con il Piano Casa del governo Meloni il progetto darà risposte non solo all'edilizia popolare classica ma anche alla "zona grigia" con l'edilizia convenzionata, e prevede alloggi di servizio per le forze dell'ordine, grazie all'accordo con Ater Gorizia per rendere la destinazione più attrattiva».

Il ministro Ciriani ha parlato di un lavoro comune tra più enti. «Abbiamo messo insieme le nostre competenze e abbiamo iniziato a lavorare in pieno stile friulano, facendo le cose prima ancora di chiacchierarci. Questa è una pagina di buona amministrazione, con una profonda collaborazione tra tutti i livelli amministrativi». Ora, ha aggiunto, spetta a Comune e Ater definire come intervenire.

Bernardis, intervenuto anche in rappresentanza degli assessori regionali Amirante e Callari, assenti, ha espresso un plauso all'operazione, in particolare a Ciriani e Tubetti. «Mi rendo disponibile - ha detto - a proseguire su questo iter per portare a compimento l'obiettivo nel più breve tempo possibile, magari approfittando della prossima Finanziaria per destinare le prime risorse».

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