«Insegnava dal cuore e non dal libro», Ronchi ricorda Paola Peressutti con sei borse di studio per chi non si è arreso mai

«Insegnava dal cuore e non dal libro», Ronchi ricorda Paola Peressutti con sei borse di studio per chi non si è arreso mai

LA CERIMONIA

«Insegnava dal cuore e non dal libro», Ronchi ricorda Paola Peressutti con sei borse di studio per chi non si è arreso mai

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 19 Ott 2026
Copertina per «Insegnava dal cuore e non dal libro», Ronchi ricorda Paola Peressutti con sei borse di studio per chi non si è arreso mai

I riconoscimenti a Mohamed Falidou Fall, Gloria Comar, Emi Ciarleglio e Francesco Vicenzini. Insigniti per l’impegno, la determinazione e alla crescita personale.

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«Insegnava dal cuore e non dal libro». È questo il ricordo indelebile dei suoi colleghi e di quanti l’hanno conosciuta. Sono trascorsi ormai sei anni dalla scomparsa della professoressa Paola Peressutti ma la fiamma viva dei suoi non si spegne. Anche quest’anno, in sua memoria, sono state infatti consegnate le borse di studio agli studenti, non solo per i risultati ottenuti ma la costanza, l’impegno, la determinazione e la capacità di non arrendersi.

Sono stati quattro gli studenti che si sono diplomati nell’anno scolastico 2025-2026 ad essere insigniti del riconoscimento: Fall Mohamed Falidou della 3A, Comar Gloria della 3B, Ciarleglio Emi della 3C e Vicenzini Francesco. «La professoressa Peressutti era attenta al progresso e alla crescita dei ragazzi – sono le parole della dirigente scolastica Franca Soranzio – ricordarla oggi, vuol dire avere i nostri cari sempre vicini a noi. Vedere tutto questo, vedere questa nuova scuola la renderebbe orgogliosa dei passi fatti».

Alla cerimonia, presente la famiglia di Paola: suo marito Giancarlo Cicciarella, sua mamma Adua, sua sorella Valentina e suo fratello Andrea. «Nessuna buona storia nasce da cose che vanno bene – ricorda Giancarlo – le vostre storie, come altre, colpiscono per difficoltà, inciampi e sfide. Fa tutto parte della cita». Cicciarella ha parlato di opportunità di crescita, trasmissione di valori, fatica e notti insonni. Tutti elementi che fanno parte di cammini e scelte difficili. Scelte che si fanno «per dire un sì grande» alla luce di storie «che toccano il cuore».

Ad affiancare Mohamed, Gloria, Emi e Francesco, ci sono le professoresse Raffaella De Marchi, Psqualina Di Gaeta, Alberta Polo Del Vecchio e Federica Ermacora. Ad esprimere gratitudine alla famiglia, l’assessore Monica Carta. «Crescere significa misurarsi con limiti e potenzialità per realizzare i propri obiettivi – ricorda – vanno riconosciuti non solo merito e profitto ma la crescita umana di ognuno». Ai quattro premiati sono stati riconosciuti l’entusiasmo impareggiabile, la crescita educativa, la maturazione personale e la forte caparbietà. Sono tutti aspetti che ci fanno ben sperare per il futuro. 

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