Incontri, passeggiate e la grande messa conclusiva: così larcidioces di Gorizia festeggia i 275 anni

Incontri, passeggiate e la grande messa conclusiva: così l'arcidiocesi di Gorizia festeggia i 275 anni

LE CELEBRAZIONI

Incontri, passeggiate e la grande messa conclusiva: così l'arcidiocesi di Gorizia festeggia i 275 anni

Di Eliana Mogorovich • Pubblicato il 12 Ott 2026
Copertina per Incontri, passeggiate e la grande messa conclusiva: così l'arcidiocesi di Gorizia festeggia i 275 anni

Fra gli appuntamenti più significativi la Lectio magistralis del bibliotecario vaticano monsignor Giovanni Cesare Pagazzi. Dopo la ristrutturazione aperta da oggi la nuova sala dell'archivio diocesano intitolata a monsignor Cocolin.

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Guardare al passato per riscoprire il bello nel presente: attraverso un’opera d’arte, un brano musicale, una parola. O l’intero percorso di una comunità. È con questo spirito che l’Arcidiocesi di Gorizia si appresta a celebrare i 275 anni dalla sua fondazione, da quel lontano – ma neppure tanto – 18 aprile 1752, giorno in cui papa Benedetto XIV emanò la bolla “Sacrosanctae militantis” Ecclesiae che istituiva l’Arcidiocesi di Gorizia per i territori dell’Impero andando dunque a completare la precedente “Iniuncta nobis” che, il 6 luglio dell’anno precedente, aveva soppresso il Patriarcato di Aquileia.

Fitto il calendario di appuntamenti (tutti a partecipazione gratuita) organizzati dalla stessa Arcidiocesi in collaborazione con una solida rete di partner per una sinergia resasi necessaria in virtù dell’obiettivo perseguito: prendere spunto dal passato per riflettere sul presente. Illustrato in conferenza stampa da Mauro Ungaro, direttore di Voce Isontina, il programma impegnerà i prossimi mesi fino a giugno del 2027, unendosi idealmente al primo anniversario della permanenza a Gorizia dell’arcivescovo Giampaolo Dianin.

Ai goriziani curiosi di conoscere il passato della propria città si rivolgono le diverse passeggiate in programma, condotte da Vanni Feresin e tutte a partecipazione gratuita (è comunque consigliata la prenotazione inviando una mail all’indirizzo eventi@arcidiocesi.gorizia.it). Domenica 18 ottobre si comincia con il percorso storico “Dalla fine del Patriarcato di Aquileia a Carlo Michele d’Attems (1749 – 1756)” che porterà dal Palazzo Arcivescovile (punto di ritrovo alle 19.30) verso la Cappella dell’Esaltazione della Santa Croce, per raggiungere poi il palazzo del Seminario, la Chiesa di San Carlo fino alla Chiesa di Sant’Ignazio.

In dicembre, con data ancora in via di definizione per evitare accavallamenti con il Dicembre Goriziano, la seconda passeggiata storica “Nella Gorizia del XVIII secolo: tra ordini religiosi, nobiltà, musica e carta stampata” porterà i partecipanti dalla Cattedrale, verso la statua di Sant’Ignazio in piazza della Vittoria. Successivamente sono previste tappe alla chiesa dedicata allo stesso Santo, alla Biblioteca Statale Isontina, al Museo di Santa Chiara, al palazzo del Seminario, per concludersi al palazzo arcivescovile.

Si dovrà poi attendere il mese di aprile per nuove visite alla scoperta della città. Sabato 10, con ritrovo alle ore 16 in corte Sant’Ilario (fronte Cattedrale), sono previste la visita al Tesoro dell’Arcidiocesi e la passeggiata storica “Nella Gorizia del Barocco”, mentre sabato 17, sempre con ritrovo alle 16 di fronte alla Cattedrale, si terrà un’ulteriore visita al Tesoro e, a seguire, l’itinerario “Nella Gorizia del XVIII secolo tra ordini religiosi, commercianti, artisti e scienziati”.

Accanto a queste, non mancheranno incontri come, nel febbraio 2027, il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole medie nelle celebrazioni dell’anniversario dell’Arcidiocesi e in marzo, nell’ambito delle celebrazioni dei Santi Ilario e Taziano, patroni di Gorizia la realizzazione di una specifica conferenza dal taglio più prettamente pastorale. E, in questo contesto, non mancherà il tradizionale “Concerto dei Patroni” in programma sabato 13 marzo alle ore 20.30 in Cattedrale dove, martedì 16 marzo alle ore 17.30, si terrà la Solenne Concelebrazione dei Santi Patroni di Gorizia, seguita dalla consegna del Premio “Santi Ilario e Taziano – Città di Gorizia”.

Grande attesa susciterà poi, domenica 18 aprile, la Solenne messa nell’anniversario dei 275 anni dell’Arcidiocesi di Gorizia che avrà luogo alle ore 19 in Cattedrale esattamente nello stesso girono dell’emanazione della bolla di papa Benedetto XIV. Nel mese di maggio, inserito all’interno del programma di èStoria, si terrà poi un incontro di presentazione della ripubblicazione del volume “La Diocesi di Gorizia 1750 – 1947” di don Luigi Tavano, a cura dell’Istituto di Storia sociale e religiosa di Gorizia, aggiornato con uno scritto di Ivan Portelli che estende la narrazione sino alla conclusione del Sinodo diocesano del 1998.

E se le celebrazioni si concluderanno con l’Assemblea diocesana sinodale, in programma tra maggio e giugno 2027, facendo un salto indietro nel calendario, un momento di studi di alto livello sarà quello in programma il prossimo giovedì 26 novembre alle 18 con la Lectio magistralis dell’arcivescovo monsignor Giovanni Cesare Pagazzi, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa. L’incontro, dal titolo “La memoria per una speranza affidabile. La risorsa di un archivio diocesano”, segnerà anche la riapertura ufficiale dell’Archivio della Curia arcivescovile e l’inaugurazione della rinnovata “Sala Cocolin” al primo piano dell’edificio di via del Seminario 7 che proprio nella mattinata di oggi ha ospitato i primi utenti.

Dopo 8 mesi di chiusura, l’archivio (che conta 600 metri lineari di fondi) ha visto raddoppiate le postazioni a disposizione degli studiosi e altre 4 se ne aggiungeranno nei primi mesi del nuovo anno quando, grazie a fondi della Cei, ci saranno anche quattro postazioni multimediali per la consultazione di registri parrocchiali e altri materiali.

La luminosità e la maggiore ampiezza degli spazi (cui è possibile accedere dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 previa prenotazione alla mail archivio@arcidiocesi.gorizia.it) permettono l’agevole consultazione dei documenti che vanno dal 1750 ai giorni nostri, con l’aggiunta di qualche fondo parrocchiale del 1500 e 1600. Numerose le richieste che pervengono alla responsabile Francesca Missio e al suo vice Pierpaolo Silli per ricerche genealogiche destinate al reperimento di documenti utili a consentire l’ottenimento della cittadinanza italiana da parte di figli e nipoti di migranti attualmente residenti in Argentina, Brasile ma anche in alcuni Paesi Europei.

E a questo si collega un pensiero del Vicario generale monsignor Paolo Zuttion che, riportando le parole dell’ex arcivescovo monsignor Radaelli, ha affermato «Gorizia non è la periferia dell’Italia, ma il cuore dell’Europa» sottolineando che la particolare posizione geografica del territorio ha permesso di insegnare a vivere nella pace e nelle relazioni. «Oggi le sfide sono enormi – ha aggiunto Zuttion a margine della conferenza stampa – Pensiamo a Monfalcone, dove la presenza del 30% di migranti nella popolazione è una sfida che dobbiamo affrontare tenendo presente il passato».

«Guardare a ieri per discernere cosa è importante adesso, non per avere un atteggiamento nostalgico verso il passato glorioso. Festeggiare i 275 anni dell’Arcidiocesi significa considerare le difficoltà che ha dovuto affrontare e che possono aiutarci nell’oggi. In questi incontri – ha concluso il Vicario – trovare la Bellezza attraverso la cultura in un edificio o in una musica deve guidarci a trovare il bello dentro di noi». 

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