Il progetto ‘Polyverse’ si chiude alla Grande Moschea di Roma: Aquileia promuove la pace tra le religioni

Il progetto ‘Polyverse’ si chiude alla Grande Moschea di Roma: Aquileia promuove la pace tra le religioni

LA TRASFERTA

Il progetto ‘Polyverse’ si chiude alla Grande Moschea di Roma: Aquileia promuove la pace tra le religioni

Di Redazione • Pubblicato il 02 Nov 2026
Copertina per Il progetto ‘Polyverse’ si chiude alla Grande Moschea di Roma: Aquileia promuove la pace tra le religioni

Concluso nella Capitale il tour europeo del coro interreligioso nato in regione. Una composizione originale in cinque lingue per unire cattolici, protestanti, ebrei e musulmani.

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In un mondo che fatica a trovare la pace, un coro interreligioso ha scelto di costruirla attraverso la musica, portando la stessa composizione originale in una basilica cattolica, una sinagoga, un monastero protestante e una moschea. È il risultato di POLYVERSE – Singing Across Faiths, il progetto europeo nato ad Aquileia e conclusosi alla Grande Moschea di Roma, dopo due anni di lavoro condiviso tra cattolici, protestanti, ebrei e musulmani.

Il percorso ha coinvolto cantori provenienti da Italia, Grecia e Germania, dando vita a un coro internazionale, a una composizione originale e a una rete di relazioni tra comunità religiose europee. Dopo le esibizioni nella Basilica Patriarcale di Aquileia, nella Sinagoga Beth Shalom di Atene e nella chiesa del Monastero protestante di Lehnin, il concerto romano ha completato l'itinerario, durante il quale ogni comunità ha accolto le altre nel proprio luogo di culto. All'appuntamento, seguito da circa 80 persone, hanno partecipato anche l'ambasciatore di Siria in Italia, Hussein Sabbagh, e l'ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, Leyde Ernesto Rodriguez Hernandez.

Al centro del progetto c'è Polyverse Echoes, composizione realizzata a sei mani da Maria Beatrice Orlando, Aaron Dan e Sakis Negrin in cinque lingue: latino, ebraico, greco, tedesco e inglese. Il libretto, definito dal comitato etico del progetto, intreccia versetti dell'Antico e del Nuovo Testamento, nelle tradizioni cattolica e protestante, e del Corano. A interpretarla è stato il Polyverse Interreligious Choir, diretto dai maestri Mateja Černic, Gerhard Oppelt e Sakis Negrin.

Cofinanziato dal programma Europa Creativa dell'Unione europea e guidato dalla Fondazione So.Co.B.A. – Basilica di Aquileia, POLYVERSE ha trasformato il dialogo interreligioso in un'esperienza concreta di ascolto e collaborazione. «Quello che è andato al di là dei nostri ragionamenti e dei programmi è stato il nascere di una profonda amicizia», ha sottolineato Andrea Bellavite, direttore della Basilica Patriarcale di Aquileia, evidenziando come il progetto abbia dimostrato che culture, lingue e religioni diverse possono contribuire alla costruzione di una società aperta, solidale e non violenta.

Anche il rabbino capo della Comunità Ebraica di Atene, Gabriel Negrin, ha ricordato il valore dell'ascolto reciproco, mentre l'imam Nader Akkad, della Grande Moschea di Roma, ha sottolineato come le voci delle diverse tradizioni religiose, quando si uniscono, non si sovrappongano ma si completino. La pastora Almuth Wisch, della comunità protestante di Lehnin, ha invece richiamato l'importanza di sapersi ascoltare anche senza condividere le stesse convinzioni. Per don Santi Grasso, biblista e vicario episcopale per il dialogo interreligioso dell'Arcidiocesi di Gorizia, il primo passo per il dialogo è «apprezzare la bellezza dell'altro».

«Il titolo stesso, Polyverse Echoes, esprime l'auspicio che questa esperienza lasci un'eco capace di proseguire nel tempo: un segnale di speranza per il futuro» ha spiegato Maria Beatrice Orlando. Avviato nel 2024, il progetto ha coinvolto la Fondazione So.Co.B.A., la Comunità Ebraica di Atene, la Comunità Evangelica del Monastero di Lehnin e Future for Religious Heritage (Belgio), con la partecipazione della Grande Moschea di Roma come partner associato. Un'esperienza che, nelle intenzioni dei promotori, non si conclude con l'ultimo concerto, ma vuole continuare attraverso le relazioni costruite e nuove occasioni di incontro.

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