Il ministro Valditara a Monfalcone, è scontro sulla scuola

Il ministro Valditara a Monfalcone, è scontro sulla scuola

LE REAZIONI E IL NODO DEL TETTO DEL 30%

Il ministro Valditara a Monfalcone, è scontro sulla scuola

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 09 Ott 2026
Copertina per Il ministro Valditara a Monfalcone, è scontro sulla scuola

Interrogazione della dem Serracchiani alla Camera, «è propaganda». La Flc Cgil contesta il confronto a porte chiuse e chiede più risorse per gli istituti

Condividi
Tempo di lettura

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sarà a Monfalcone domani, sabato 10 ottobre per una serie di incontri dedicati alle misure per la scuola, con appuntamenti istituzionali e una conferenza stampa con l’eurodeputata Anna Maria Cisint e il segretario regionale della Lega, Marco Dreosto. La visita prevede anche un confronto a porte chiuse con le dirigenti dei due istituti comprensivi cittadini, Giacich e Randaccio. «Al centro dell’incontro le nuove misure sulla scuola, che raccolgono anche le istanze nate dall’esperienza di Monfalcone e dalle battaglie portate avanti sul territorio, a partire dallo stop alla copertura integrale del volto nelle scuole e dalle nuove disposizioni sulla presenza degli studenti non italofoni nelle classi», annuncia Cisint.

L’iniziativa è al centro delle critiche del Partito Democratico e della Flc Cgil, che sollevano questioni sulle modalità dell’incontro, sull’autonomia scolastica e sulle misure annunciate dal Governo in materia di composizione delle classi e copertura del volto negli istituti.

La deputata dem Debora Serracchiani, insieme alla collega Irene Manzi, ha presentato un’interrogazione al ministro chiedendo chiarimenti sulle finalità della visita e sulle iniziative previste per le scuole del territorio.

«È la tipica toccata e fuga con conferenza stampa in puro stile da campagna elettorale», afferma Serracchiani, che chiede a Valditara di chiarire se la visita rappresenti l’inizio di un tour ispettivo nelle realtà scolastiche che superano la soglia del 30% di alunni stranieri oppure se risponda a un’iniziativa circoscritta al rapporto politico con l’europarlamentare Anna Maria Cisint.

La parlamentare chiede inoltre garanzie sul confronto a porte chiuse con le dirigenti scolastiche, affinché sia finalizzato alla raccolta delle esigenze degli istituti e alla tutela del diritto allo studio, senza trasformare la scuola pubblica in un terreno di scontro ideologico.

Nell’interrogazione, Serracchiani e Manzi chiedono anche se il ministero disponga di un quadro aggiornato della situazione scolastica e demografica di Monfalcone, se vi sia stato un confronto formale con l’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia e se esista un dossier tecnico sulla città e sulle analoghe situazioni presenti nel resto del Paese.

«Ciò che noi chiediamo in primo luogo sono risposte concrete a problemi concreti, cioè risorse strutturali, docenti specializzati in italiano L2 e mediatori culturali, più che meri calcoli numerici o ridistribuzioni logistiche», conclude la deputata.

Anche la Flc Cgil del Friuli Venezia Giulia contesta le modalità della visita, organizzata di sabato, a scuole chiuse. Il segretario regionale Massimo Gargiulo e il segretario provinciale di Gorizia Matteo Slataper chiedono un confronto aperto con la comunità scolastica, i lavoratori e le rappresentanze sindacali.

«L’autonomia delle scuole non è un orpello formale, né le scuole possono essere sanzionate o delegittimate quando rivendicano scelte didattiche inclusive e indipendenti», dichiarano i rappresentanti sindacali, ribadendo che l’autonomia scolastica è funzionale alla tutela del diritto allo studio, dell’uguaglianza e dell’integrazione sociale.

La Flc Cgil esprime inoltre «profondo sconcerto e condanna» per le dichiarazioni di Cisint, che avrebbe preannunciato verifiche nei confronti di un’insegnante dell’istituto Duca d’Aosta dopo le sue testimonianze sui risultati dell’integrazione scolastica.

Il sindacato si oppone al limite del 30% per gli alunni stranieri, introdotto dal Governo, ma non all’obbligo di mantenere il volto scoperto a scuola. Secondo la Flc Cgil, a Monfalcone una parte consistente degli studenti di origine straniera è nata o cresciuta in Italia e parla italiano; l’esperienza dell’Isis Pertini, sostengono i rappresentanti sindacali, dimostrerebbe inoltre la possibilità di affrontare le criticità attraverso il dialogo interculturale.

Tra le richieste avanzate dalla Cgil figurano risorse aggiuntive per l’offerta formativa e la mediazione linguistica, il potenziamento degli organici di docenti e personale Ata e la tutela della libertà professionale degli insegnanti. Per Monfalcone, Gargiulo e Slataper rilanciano infine la proposta di istituire un tavolo permanente con le rappresentanze sindacali e gli enti locali per affrontare le trasformazioni demografiche del territorio.

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311. 


Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×
Faber 2026