NATURA
Grado in autunno cambia volto: la laguna diventa un crocevia per gli uccelli migratori
Tra settembre e ottobre migliaia di esemplari fanno tappa tra Valle Cavanata e Isola della Cona, lungo la ciclovia FVG2. Tra questi fischioni, codoni, canapiglie, chiurli maggiori e piovanelli pancianeri.
Sono migliaia gli uccelli migratori che, tra settembre e ottobre, attraversano e popolano le aree umide intorno a Grado. Lungo la ciclovia FVG2, che collega la Riserva naturale regionale Valle Cavanata alla Riserva naturale regionale della Foce dell’Isonzo – Isola della Cona, è possibile osservare stormi composti anche da 300 a 600 esemplari.
La migrazione autunnale trasforma la laguna in un punto di sosta e di passaggio per numerose specie di anatre selvatiche e trampolieri. La loro presenza cambia nel corso delle settimane: alcuni gruppi si fermano per alimentarsi e riposare, altri proseguono il viaggio verso sud. Per chi visita la zona, ogni uscita può quindi offrire avvistamenti diversi. La Valle Cavanata, riconosciuta come zona umida di valore internazionale, ospita oltre 260 specie di uccelli. In autunno, insieme alla vicina Riserva della Foce dell’Isonzo, rappresenta una delle aree più interessanti del territorio per il birdwatching e per le escursioni in bicicletta.
Tra le presenze più interessanti dell’autunno ci sono il fischione e il codone, due anatre selvatiche facilmente riconoscibili, rispettivamente, per il richiamo fischiato del maschio nel fischione e per la figura slanciata, con la coda appuntita nel codone. Nelle acque basse e lungo i margini fangosi si possono osservare anche le canapiglie, con il piumaggio grigio finemente disegnato, e i germani reali, riconoscibili in volo dalla fascia blu sulle ali.
Con il lungo becco ricurvo verso il basso, il chiurlo maggiore si distingue anche per il richiamo forte e flautato, udibile a distanza. La pivieressa presenta invece una corporatura più robusta e, nella stagione fredda, un piumaggio dalle tonalità grigie e screziate. Più piccolo è il piovanello pancianera, che offre uno degli spettacoli più dinamici quando si muove in gruppo: i suoi stormi cambiano direzione rapidamente, disegnando nel cielo evoluzioni compatte e coordinate.
Sono presenze diverse per forma, dimensioni e comportamento, ma tutte contribuiscono a rendere speciale l’esperienza nella laguna. Non è necessario essere esperti per iniziare a riconoscerle: basta un binocolo, un po’ di pazienza e la disponibilità a osservare con attenzione ciò che accade sull’acqua, tra i canneti e lungo gli argini.
La FVG2 consente di raggiungere le riserve partendo da Grado e di attraversare lentamente il paesaggio lagunare. Si pedala tra argini, canneti e specchi d’acqua, con la possibilità di lasciare la bicicletta e proseguire a piedi verso gli osservatori naturalistici. Il primo tratto fino alla Valle Cavanata misura circa 12 chilometri; da qui l’itinerario può continuare verso il Caneo, Punta Sdobba e l’Isola della Cona.
Il percorso non è soltanto un collegamento tra due riserve. È un modo per entrare gradualmente nel paesaggio: prima il movimento della pedalata, poi il silenzio degli argini, quindi l’attesa davanti all’acqua.
A ogni sosta può accadere qualcosa: un gruppo di anatre che si alza in volo, un trampoliere immobile sul fango, una fila di uccelli che attraversa il cielo o uno stormo che cambia improvvisamente direzione.
In autunno Grado mostra un volto diverso, più silenzioso ma tutt’altro che immobile. La spiaggia e il mare lasciano spazio alla laguna, ai canneti e agli orizzonti aperti; il turismo balneare lascia spazio a un’esperienza più lenta e attenta.
È la stagione ideale per scegliere una bicicletta, seguire la FVG2 e raggiungere le riserve senza fretta. Non è necessario programmare ogni tappa: basta partire da Grado, portare con sé un binocolo e lasciare che siano il paesaggio e gli stormi a suggerire quando fermarsi. Perché, in autunno, nella laguna di Grado non si viene soltanto a guardare la natura. Si viene a vedere il cielo muoversi.
Crediti Foto @MatteoDeLuca
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