Gorizia, sì unanime al rifinanziamento della legge 482 per la tutela delle lingue storiche

Gorizia, sì unanime al rifinanziamento della legge 482 per la tutela delle lingue storiche

Minoranze linguistiche

Gorizia, sì unanime al rifinanziamento della legge 482 per la tutela delle lingue storiche

Di Redazione • Pubblicato il 16 Ott 2026
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Il Consiglio comunale del 12 ottobre approva la mozione per garantire risorse stabili. A Udine un documento analogo sarà discusso il 19 ottobre. «Rispettare storia del territorio con il futuro dell'Europa».

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La tutela delle minoranze linguistiche passa anche dal sostegno economico dello Stato. Il Consiglio comunale di Gorizia ha approvato all’unanimità una mozione che chiede di rafforzare i finanziamenti destinati all’attuazione della legge 482/1999, il riferimento normativo per la tutela delle minoranze linguistiche storiche. La proposta è stata presentata da Eleonora Sartori, consigliera comunale della lista civica Noi Mi Noaltris GO! e componente del direttivo del Patto per l’Autonomia, ed è stata successivamente condivisa e rielaborata dal sindaco Rodolfo Ziberna insieme all’assessore Maurizio Negro, fino a ottenere il sostegno di tutti i gruppi consiliari.

L’approvazione rappresenta uno dei primi risultati dell’iniziativa avviata dal Patto per l’Autonomia, che nelle scorse settimane ha depositato una mozione in Consiglio regionale e promosso un’azione coordinata nei Comuni friulani. L’obiettivo è coinvolgere le amministrazioni locali in una richiesta comune rivolta al Governo e al Parlamento: garantire finanziamenti adeguati, stabili e continuativi per la salvaguardia delle lingue minoritarie e per dare piena attuazione alla legge 482.

Al centro della mobilitazione ci sono i tagli alle risorse destinate negli ultimi anni all’applicazione della normativa, con conseguenze sulla possibilità per amministrazioni ed enti di assicurare continuità alle attività di tutela e promozione linguistica. Anche in Friuli-Venezia Giulia il finanziamento statale si è progressivamente ridotto, mettendo sotto pressione strumenti e servizi rivolti alle comunità linguistiche del territorio.

La mozione approvata a Gorizia sollecita quindi Governo e Parlamento ad adeguare e rafforzare le risorse per la tutela del patrimonio linguistico italiano, assicurando una dotazione certa e continuativa nel lungo periodo. Il documento invita inoltre la Giunta e il Consiglio regionale, insieme ai parlamentari eletti in Friuli-Venezia Giulia, a promuovere un’iniziativa incisiva nei confronti dello Stato.

«Quando parliamo della nostra terra parliamo spesso di confini. La vera ricchezza del Friuli-Venezia Giulia, però, non si misura sulle mappe, ma nelle identità, nelle storie e nelle lingue che questo territorio ha saputo custodire nel tempo. Quando una lingua minorizzata si rafforza, si rafforza l’intero ecosistema culturale della nostra regione. La pluralità non è una somma di rivalità, ma una moltiplicazione di opportunità», afferma Sartori. La consigliera sottolinea anche il valore educativo e sociale del plurilinguismo: «I nostri giovani hanno la straordinaria fortuna di crescere in un territorio naturalmente plurilingue. In un mondo globalizzato che tende all’omologazione, conoscere più lingue e più culture fin dall’infanzia rappresenta un valore aggiunto inestimabile, un’apertura mentale che si traduce anche in forza sociale ed economica. Sostenere le lingue minorizzate significa rispettare la storia di questa regione e, allo stesso tempo, affermare una visione moderna, aperta e inclusiva dell’Europa».

La mobilitazione proseguirà a Udine, dove una mozione analoga sarà discussa dal Consiglio comunale nella seduta del 19 ottobre. L’intento è consolidare una posizione condivisa tra le istituzioni locali, affinché la tutela delle minoranze linguistiche storiche non resti affidata a risorse insufficienti o discontinue.

«La tutela delle lingue friulana, slovena e germanica rappresenta uno dei pilastri dell’autonomia speciale del Friuli-Venezia Giulia e un patrimonio culturale che appartiene all’intera comunità regionale. L’approvazione unanime della mozione da parte del Consiglio comunale di Gorizia dimostra che la difesa della diversità linguistica può unire le istituzioni al di là delle appartenenze politiche», commenta il segretario del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo. «Un segnale importante che ora deve tradursi in scelte concrete da parte dello Stato: senza risorse adeguate, stabili e continuative, gli strumenti previsti dalla legge 482 rischiano infatti di essere progressivamente svuotati di efficacia».

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