CULTURA E SPETTACOLO
Gorizia, gli ex allievi di BorGO Live Academy portano in scena i loro progetti
Venerdì 30 ottobre dalle 18, in via Rastello 29, cinque lavori tra teatro, danza e suono, dal mito del ‘Giudizio di Paride’ alla maternità. A chiusura un aperitivo, con invito aperto al pubblico fino a esaurimento dei posti.
Gli ex studenti di BorGO Live Academy, ospiti del Centro di residenza arti performative Friuli Venezia Giulia, condividono con il pubblico i propri progetti artistici venerdì 30 ottobre, dalle 18, in via Rastello 29 a Gorizia. Le cinque performance si concludono con un aperitivo. L'invito è aperto a tutti fino a esaurimento dei posti in sala.
Tra i lavori c'è Il pomo della discordia del collettivo TRA.tTE (Traslochi Teatrali), formato da Matilde Savorosi, Elisa Ciofini e Giada Fasoli. Il progetto prende le mosse dal Giudizio di Paride per interrogare il femminile contemporaneo attraverso tre figure archetipiche, Venere, Minerva e Giunone, che incarnano Bellezza, Saggezza e Maternità. Tra mito, performance e riflessione critica mette in discussione i modelli estetici e culturali che influenzano la rappresentazione della donna e apre un dialogo su desiderio, valore e potere dello sguardo.
C'è poi Sudmentale di Miriam Basile, ambientato in una sala d'attesa d'ospedale, dove due donne siciliane cercano di sfuggire a un presente che le spaventa. Margot, madre ipocondriaca dimenticata dai figli il giorno del suo compleanno, teme un infarto dopo aver bevuto un'intera moka di caffè. Isea, giovane infermiera in ritardo con il ciclo, è sollecitata dal fidanzato a fare un test di gravidanza. Tra dialoghi comici, controlli medici inutili e paure condivise, le due donne si rifugiano in una bolla di tempo sospeso per rimandare ciò che le aspetta fuori.
Niguarda, di e con Martina Corrao, racconta di una ragazza cresciuta nell'omonimo quartiere milanese, diviso tra benessere e marginalità. Attraverso il monologo di una giovane tossicodipendente, tra psicosi, ricordi e una dichiarazione d'amore all'uomo ideale, Carlo, emerge il ritratto di una società consumistica che promette felicità ma genera isolamento. Lo spettacolo, spiegano gli organizzatori, restituisce dignità alla fragilità e invita a interrogarsi sul bisogno di collettività, senza offrire risposte definitive.
Un giorno notturno, del gruppo HARAKA (Sara Saccotelli, Margherita Fantini, Giuseppe Saccotelli e Tommaso Zattarin), indaga la scomparsa della notte nell'epoca dell'illuminazione elettrica, ispirandosi alle riflessioni di Ettore Sottsass. Tra testo, danza e suono, tre corpi attraversano uno spazio buio animato da lampade domestiche che compongono un paesaggio luminoso mutevole, in una ricerca sull'inquinamento luminoso e sulla perdita del rapporto con i ritmi naturali.
Completa il programma Stato interessante, di e con Giulia Bean, che esplora la maternità con una ricerca performativa nata dall'esperienza personale della gravidanza e proseguita oltre il parto, seguendo le trasformazioni del corpo materno. Ispirato alle riflessioni di Amanda Hess e Lucy Jones, il progetto mette in discussione il modo in cui il corpo gravido e materno viene osservato e rappresentato. La ricerca è guidata dalla scrittura drammaturgica insieme al regista Giuliano Scarpinato.
Foto dalla pagina Facebook di BorGo Live Academy
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