Gorizia, Erpac apre due nuove sale per le creazioni di Roberto Capucci

Gorizia, Erpac apre due nuove sale per le creazioni di Roberto Capucci

Moda e arte

Gorizia, Erpac apre due nuove sale per le creazioni di Roberto Capucci

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 21 Ott 2026
Copertina per Gorizia, Erpac apre due nuove sale per le creazioni di Roberto Capucci

Venerdì 23 ottobre l’inaugurazione al Museo della Moda e delle Arti applicate di Borgo Castello. In esposizione abiti e disegni che raccontano il dialogo tra natura, architettura, scultura e colore.

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La moda come forma d’arte, capace di trasformare un tessuto in una scultura e di tradurre la natura, l’architettura e la pittura in creazioni da indossare. Il Museo della Moda e delle Arti applicate di Gorizia amplia il proprio percorso espositivo con due nuove sale dedicate a Roberto Capucci, tra i protagonisti della creatività italiana del Novecento. L’inaugurazione è in programma venerdì 23 ottobre alle 18, nel complesso museale di Borgo Castello.

L’apertura completa il percorso inaugurato il 17 aprile scorso e arricchisce le collezioni dei Musei provinciali di Gorizia, gestiti dall’Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia (Erpac). Gli spazi ospitano una selezione di abiti e disegni provenienti dalla Fondazione Roberto Capucci, che dal 2017 ha sede a Villa Manin di Passariano.

Il percorso accompagna il visitatore nel mondo creativo dello stilista romano, partendo dai bozzetti preparatori per raccontare le principali fonti d’ispirazione della sua ricerca. Tra le opere esposte spicca l’abito da sposa ispirato alla Continenza di Scipione di Giambattista Tiepolo, nel quale le suggestioni cromatiche e compositive della pittura diventano forme e volumi tessili.

Un altro filone è quello della natura, rappresentata soprattutto attraverso gli abiti ispirati alle farfalle. Le creazioni mostrano come Capucci abbia saputo reinterpretare uno stesso soggetto in modi differenti, trasformando forme naturali in costruzioni sartoriali di grande forza espressiva. Il percorso si apre poi all’architettura classica, con due celebri abiti ispirati rispettivamente alla colonna dorica e a quella corinzia.

Il colore, elemento centrale della poetica del maestro, trova spazio attraverso quattro creazioni, mentre il tema del fuoco è evocato da altri due abiti, nei quali dinamismo ed energia prendono forma attraverso elaborazioni tessili complesse e volumi scultorei. Le opere, realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Novanta, documentano alcune delle stagioni più significative della ricerca di Capucci e una concezione della moda che supera la semplice funzione dell’abito per avvicinarsi all’opera d’arte.

Nato a Roma nel 1930, Roberto Capucci avviò giovanissimo la propria carriera nell’ambiente della moda italiana promosso da Giovan Battista Giorgini, considerato uno dei principali artefici della sua affermazione internazionale. La sua formazione classica contribuì a definire un approccio originale alla creazione, più vicino alla ricerca artistica che alla tradizionale attività del couturier. Nel 1995 fu invitato a realizzare dodici opere per il centenario della Biennale di Venezia: vere e proprie sculture in tessuto, concepite per essere esposte e non indossate, che segnarono una nuova fase del suo percorso, caratterizzata dalla partecipazione a mostre in musei di tutto il mondo. L’allestimento delle nuove sale è stato curato da Enrico Minio Capucci, direttore della Fondazione Roberto Capucci, con il progetto espositivo dell’architetta Chiara Lamonarca e l’immagine coordinata dello Studio Polo 1116.

Il Museo della Moda e delle Arti applicate, diretto scientificamente da Raffaella Sgubin, direttrice del Servizio ricerca, musei e archivi storici di Erpac Fvg, con la co-curatela scientifica di Therese Schoenholzer Nichols, si sviluppa negli edifici Dornberg, Tasso e Formentini di Borgo Castello. Le collezioni raccontano la storia della moda dal XVIII alla prima metà del XX secolo, affiancando abiti, dipinti, arti decorative e testimonianze della cultura materiale locale. Dalla produzione serica nella Contea di Gorizia alle vetrerie del territorio, fino alla sezione dedicata al monastero di Sant’Orsola, il museo propone un itinerario tra manifattura, storia e identità culturale. Le nuove sale dedicate a Capucci aggiungono a questo racconto uno sguardo sulla creatività contemporanea.

Visite guidate per Apritimoda

In occasione di Apritimoda 2026, sabato 24 e domenica 25 ottobre il museo proporrà visite guidate comprese nel biglietto d’ingresso, con partenze alle 10.30, 11.30, 16 e 17.30. Il Museo della Moda e delle Arti applicate si trova in Borgo Castello 13 ed è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19. Il biglietto intero costa 5 euro, quello ridotto 3 euro. Per informazioni è possibile contattare il numero 0481 385230 oppure scrivere a didatticamusei.erpac@regione.fvg.it. Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito museomoda.regione.fvg.it.

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