Go&Go si tinge di rosa, ecco la Half Marathon per un fine settimana di sport e prevenzione a fianco di Andos e Sos Rosa

Go&Go si tinge di rosa, ecco la Half Marathon per un fine settimana di sport e prevenzione a fianco di Andos e Sos Rosa

La maratona

Go&Go si tinge di rosa, ecco la Half Marathon per un fine settimana di sport e prevenzione a fianco di Andos e Sos Rosa

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 10 Ott 2026
Copertina per Go&Go si tinge di rosa, ecco la Half Marathon per un fine settimana di sport e prevenzione a fianco di Andos e Sos Rosa

Domenica 11 ottobre la mezza maratona transfrontaliera affianca alla sfida sportiva la prevenzione sanitaria e il contrasto alla violenza di genere. Parte del ricavato andrà a Sos Rosa, mentre Andos offrirà colloqui senologici gratuiti alle donne under 45.

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È una comunità in cammino, quella che sta per scendere in piazza e nelle strade del capoluogo isontino insieme alla gemella slovena. Una sottile linea rosa che unirà l’impegno civile allo sport, all’insegna della solidarietà contro la violenza di genere e della prevenzione a 360 gradi. È stata presentata ieri al Palazzo de Grazia la conferenza stampa relativa alla mezza maratona transfrontaliera Go&Go Half Maraton 2026, che si svolgerà per la prima volta domenica 11 ottobre. Ad aprire la tavola rotonda a nome del presidente di Asd Bike&Run è il dirigente Gianni Gabrielli: «Si tratta di un evento sportivo – riflette – che intende essere molto di più di una gara podistica. Vogliamo che sia un’occasione per far rivivere Gorizia, valorizzare il nostro territorio e mettere in relazione persone, associazioni e realtà che ogni giorno contribuiscono alla vita della nostra comunità». A definirlo «un connubio tra sport, sensibilizzazione e solidarietà» è invece la consigliera per le Pari opportunità Marilena Bernobich, che nel ringraziare le realtà presenti evidenzia «l’importanza della collaborazione e della rete tra istituzioni e associazioni nel contrasto alla violenza di genere». L’edizione recupera 42 anni di Maratonina Transfrontaliera trasformandosi in veste rinnovata come lascito del Go! 2025, per snodarsi in un percorso di circa 21 chilometri con 95 metri di dislivello positivo. A questa si affiancherà la Camminata Non Competitiva Go&Go Half Maraton per Sos Rosa, di cui parte del ricavato verrà devoluto all’associazione contro la violenza sulle donne.

«Dopo il Covid – ricorda l’assessore allo Sport Giulio Daidone, che parteciperà insieme al sindaco di Nova Gorica Samo Turel – per noi è un piacere riprendere». Al tragitto - inserito nel calendario nazionale Fidal e nel Trofeo Provincia di Gorizia - parteciperanno anche runner internazionali provenienti da Kenya, Etiopia e Burundi, prevedendo un tracciato di 10.55 chilometri da ripetere due volte lungo il centro storico e la periferia fra Gorizia e Nova Gorica. Giornata clou sarà quella di domenica, con apertura iscrizioni prevista per le 7.30 presso la palestra dell’Unione Ginnastica Goriziana, mentre la maratona prenderà il via alle 10 da Corso Verdi ad altezza di Banca Intesa. Alle 10.15 sarà la volta della Camminata Non Competitiva aperta a bambini, famiglie e appassionati, cui sarà possibile iscriversi presso i tavoli in via Garibaldi al costo di 5 euro. Una giornata coronata dalla Pasta Party - con piatto di pasta e bibita a 5 euro – e cerimonia di premiazione prevista per le 14. L'evento nasce dal sodalizio di Bike&Run Gorizia insieme a Croce Verde Goriziana, grazie al sostegno del Comune di Gorizia e diverse realtà unite nello slogan “Una comunità più forte si costruisce insieme”. «Il progetto – racconta Alessia De Leonardis dal team di front office per Croce Verde – nasce da una mia malsana idea. E siccome ottobre è il mese della prevenzione abbiamo organizzato un evento che potesse unire lo sport al sociale, per prenderci cura della comunità». «Sabato – riferisce anche Andrea Colpo, direttore di Croce Verde Gorizia - saremo allo stand per dimostrazioni di rianimazione». Se sta per iniziare la settimana di Irc – Italian Resuscitation Council – annunciata con un gazebo di Croce Verde, non c’è autunno senza campagna contro il tumore al seno. Già i grandi nastri stilizzati sono sbocciati come funghi nelle città, segnando l’avvio dell’Ottobre Rosa. L’attività di prevenzione e sensibilizzazione ha disseminato in piazze e centri urbani il simbolo della lotta al carcinoma mammario, per la quale il 10 ottobre sarà presente anche Andos.

«La nostra è un’associazione di volontariato – prende la parola il referente Adelino Adami - nata 50 anni fa a Trieste». A intuire che la malattia al seno andasse considerata come ferita all’identità femminile fu l’insegnante Luisa Bernardinello, che spese una vita nel volontariato in Croce Rossa. «Per statuto ci occupiamo del recupero psicofisico nelle donne operate al seno, ma il peso psicologico rimane. Nella nostra sede offriamo un punto di ascolto e accoglienza e proponiamo attività fisica dolce, contrastando le complicanze del linfedema». L’obiettivo è puntare alla prevenzione primaria intervenendo sui corretti stili di vita, e in seconda battuta intervenire attraverso la prevenzione secondaria, cogliendo la malattia sul nascere. «50 anni fa – prosegue - la donna si scopriva un nodulo durante l’autopalpazione. Oggi non vogliamo più arrivare a questo». Se nella nostra regione la mammografia è gratuita dai 45 ai 69 anni - con una percentuale di adesione che si aggira fra 70 e 75% - resta ancora a carico della paziente l’ecografia, spesso in grado di captare noduli di dimensioni ridotte sfuggiti al primo esame. «L’ecografia non è gratuita – riconosce l’europarlamentare Anna Maria Cisint - e ritengo sia un errore. Ma questa sera sono qui per portare messaggi positivi di grande responsabilità. La prevenzione – rivela - mi ha salvato la vita: io stessa ho avuto due melanomi, e grazie al controllo precoce sono riuscita nel tempo a risolvere questo grave problema. Lo racconto per testimoniare quanto sia importante lo screening, e la Sanità deve creare le condizioni perché tutti possano accedere». Laddove l’età media di incidenza si sta abbassando e si registrano casi anche prima dei 45 anni, Andos interviene proponendo visite gratuite alle donne più giovani: «Sabato – interviene la presidente Andos Rosa Benedetic - saremo al gazebo dalle 9.30 alle 10.30 e dalle 14 alle 15, e anche quest’anno offriremo un colloquio senologico alle donne sotto i 45 anni».

Per prenotare una visita nelle date del 12, 22, 26 ottobre e 2 novembre è sufficiente contattare il numero 0481.530132 dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Una prevenzione a tutto tondo, che unirà l’impegno dello Studio Anemos – presente l’intera giornata per divulgare informazioni su salute osteopatica e benessere, in primis nel post-operatorio - al risveglio muscolare proposto da Pink Barbie Fitness Coach, allenamento guidato nelle fasce orarie 10.30 - 11.30 e 15 - 16. Dalla salute della donna alla prevenzione della violenza con i corsi di autodifesa, che si terranno in orario 11.30 - 13 e 16 – 17, organizzati da Asd Bushido Woman’s Mma in collaborazione con il centro antiviolenza. «A livello regionale - osserva il presidente provinciale del Coni Marco Braida – nel distribuire il denaro al territorio superiamo di gran lunga regioni come la Lombardia, ed è una necessità, perché altrimenti la rete e la sinergia con Sos Rosa non funzionerebbe». Un centro che lenisce quella che ormai è diventata una piaga a livello globale, mirando a contrastare la violenza di genere attraverso l’educazione e la consapevolezza. «Istituzioni e associazioni – ribadisce il prefetto Ester Fedullo - devono supportare le donne nei momenti di difficoltà, sostenendo anche queste attività di sensibilizzazione. E non c’è occasione migliore che attuarlo attraverso lo sport, che propone valori di inclusione e dà la forza di rialzarsi anche in presenza di sconfitte». E se «parlare di donne e salute femminile rafforza nelle donne la consapevolezza di sé», porre l’accento sulla tematica proprio nel mese di ottobre «assume una valenza ancora più importante – sottolinea - e può rappresentare un momento di riflessione per tutti».

Dati alla mano, dal primo gennaio al tre ottobre fra Gorizia e Gradisca sono state accolte da Sos Rosa ben 172 donne, di cui sette allontanate in emergenza dalle Forze dell’Ordine per rischio vita. «Sono donne in protezione – spiega la referente di Sos Rosa Giulia Russo – mentre in merito all’accoglienza nelle case rifugio abbiamo otto casi, con due minori». Durante le emergenze le donne trovano ospitalità in albergo e Case Rifugio a indirizzo segreto, accolte anche in orario notturno su richiesta delle autorità: «Sono strutture – specifica – aperte h24, dove le donne vengono inviate a seguito di una querela con codice rosso. Le Forze dell’Ordine ci contattano sul cellulare di reperibilità anche la notte, e subito si attiva il protocollo che prevede la messa in protezione. Dopo questa fase si valuta insieme ai Servizi Sociali la progettualità di accoglienza, e il passaggio alla casa di transizione, dove la permanenza è più lunga e si lavora per restituirle l’autonomia. I minori seguono la mamma: solitamente interviene il Tribunale minorile, che stabilisce se attivare un sostegno alla genitorialità o visite protette con il padre, a seconda della situazione e in relazione ai fatti». Case Rifugio e strutture protette rappresentano un sostegno prezioso da potenziare, poiché i posti scarseggiano e la disponibilità si esaurisce rapidamente: «Al momento – precisa - abbiamo gli alloggi pieni». Per questo è necessario fare rete e contribuire con il proprio sostegno: affinché ogni singola adesione possa trasformarsi in scudo e tutela verso donne e minori vittime di violenza. 

Foto di Rossana D'Ambrosio.

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