Gli eroi silenziosi che rendono la società più inclusiva: ecco a chi è andato il Premio Solidarietà 2026

Gli eroi silenziosi che rendono la società più inclusiva: ecco a chi è andato il Premio Solidarietà 2026

STORIE DI TUTTI I GIORNI

Gli eroi silenziosi che rendono la società più inclusiva: ecco a chi è andato il Premio Solidarietà 2026

Di Rossana D'Ambrosio • Pubblicato il 08 Nov 2026
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Al Palacongressi di Grado la cerimonia della Consulta Disabili Fvg. Premiati Luca Da Prato, Andrea Cecotti, Simone Masotti e realtà impegnate nello sport, nella scuola e nell'inclusione.

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Storie che non fanno rumore palpitano nel silenzio del quotidiano, alimentate soltanto dalla generosità per il prossimo. Sono favole scritte da chi tende la mano per trasformare le difficoltà in opportunità di riscatto, affinché nessuno possa mai restare indietro. Domenica 8 novembre l'Isola del Sole si è accesa di calore e umanità nella cornice del Premio Regionale Solidarietà, storico appuntamento ospitato al Palacongressi e promosso dalla Consulta Disabili Fvg. «Dietro i riflettori queste persone fanno molto», rimarca il ministro per le disabilità Alessandra Locatelli nel suo videomessaggio. «Il nostro Paese – prosegue - sta affrontando un momento importante di transizione, un passaggio dal mero assistenzialismo alla valorizzazione delle persone, e il mio plauso va a quanti garantiscono a tutti di essere pienamente cittadini, in primis nella vita culturale e sportiva». A mostrare le emozioni che si provano quando siamo tagliati fuori dalla comunità è poi un cortometraggio realizzato dalla Consulta Territoriale Isontina, che contrappone emozioni quali tristezza, solitudine, rabbia, vergogna, invisibilità, sfiducia o reclusione al benessere che si sperimenta quando si è realmente inclusi. Venendo colmati dal riconoscimento, dalla leggerezza, dal sentirsi realizzati, ma anche dalla condivisione e dalla gioia immensa che l'inclusione in comunità comporta. A introdurre nello spirito della fratellanza non poteva che essere il Freevoices Show Choir con i brani del maestro Marco Maiero, dedicati alla commemorazione per il cinquantenario del terremoto in Friuli.

«Questa è la manifestazione della solidarietà – prende la parola il presidente della Consulta Disabili Fvg Mario Brancati – quel principio che Papa Francesco aveva enunciato per il popolo cristiano. Chi non vive per servire – citando il pontefice - non serve per vivere. E allora, siate generosi senza tornaconto», ribadisce con fervore. Per poi menzionare il Presidente Mattarella: «È fuori dallo spirito e dalla lettera della Costituzione chi pensa, egoisticamente, che la solidarietà sia a carico esclusivamente di altri». Un principio secondo il quale l’essere solidali rappresenti un offrire senza nulla domandare, affinché possa essere più ricca la nostra vita. Una manifestazione volta a trascendere la cerimonia di premiazione per rivelarsi autentica festa del cuore e ringraziamento, a quanti con umiltà accolgono il diverso nel quotidiano divenire. «Le persone che oggi premiamo – precisa - sono eroi silenziosi che cambiano il mondo e rendono l’umanità più altruista, piccole gocce che attraverso il loro amore originano l’oceano». E nel riprendere la grazia caritatevole di Madre Teresa di Calcutta sottolinea come «l’amore vero si trasforma in azione concreta, e il vero modo di essere felici è procurare felicità agli altri».

Un mondo rinnovato in cui la diversità sia percepita come ricchezza e «partecipazione attiva di giovani», dove il cohousing e gli incontri rappresentino una strategia di inclusione lavorativa. «La disabilità non è un mondo a sé – spiega - ma parte attiva della nostra società. Lo stesso Mattarella sottolinea come i disabili siano cittadini, e non pazienti». Evidenziando poi come attraverso il Peba e il Criba l’abbattimento delle barriere architettoniche non riguardi soltanto le persone in carrozzina, ma anche anziani, donne in gravidanza o quanti versano in difficoltà momentanea. «Non possiamo negare i tanti problemi aperti – riconosce – e la disomogeneità cui devono far fronte molte famiglie; ma nella nostra piccola regione abbiamo compiuto passi da gigante. La legge regionale 16 ci pone innanzi a una grande sfida, il coraggio di ritrovare le potenzialità in ciascuno in luogo dei suoi limiti, senza lasciare indietro nessuno. Soltanto così possiamo stimolare Pubblica amministrazione e aziende sanitarie nel riconoscere i valori dello stare assieme, fondati su tolleranza, uguaglianza e inclusione. In quanto genitori, familiari o amici, nel nostro operato abbiamo sempre preferito il confronto allo scontro, e tuttavia le famiglie hanno fretta. Per questo è necessario interloquire con le istituzioni e denunciare le mancanze normative, ciò che costituisce la mission della Consulta. Riconosco – conferma ancora - che la politica regionale sia in sintonia con il nostro operato, e di questo ringrazio Fedriga con la sua Giunta, oltre che i consiglieri Bernardis e Moretti qui presenti, poiché i decreti sono sempre stati approvati all’unanimità».

Nel manifestare riconoscenza all’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi puntualizza: «Grazie alla sua figura, in questi 6 o7 anni i fondi sono incrementati del 67%. Mentre dal prossimo anno saranno rinforzate le neuropsichiatrie infantili e partirà un programma per garantire investimenti nel cohousing e nell’abitare in autonomia». Anima della legge regionale 16 del 2022 è stato invece Ranieri Antonio Zuttion, «che ascolta e partecipa come un amico», assicura Brancati con entusiasmo. «La sfida è grande. Nel mondo di oggi è sempre più difficile fare associazionismo, ma siamo animati dal messaggio di Madre Teresa, secondo la quale una vita non vissuta per gli altri non ha senso. E ogni vita diviene più ricca se intrapresa con libertà e rispetto, in un progetto autentico e pieno». A ricevere per primo il riconoscimento è la stella del nuoto paralimpico Luca Da Prato, che con la sua carrozzina lo scorso 9 agosto salì sulle Tre Cime del monte Lavaredo per toccare l’alba con un dito. «Lo sport è cultura – spiega felice - perché racconta la storia di un Paese, di una nazione o di un popolo. Nel mio caso – riflette - iniziò il 6 marzo del 2023. In quell’incidente persi entrambe le gambe, ma trovai le ali che mi hanno permesso di esaudire sogni e desideri». Tutto nacque per caso, dalla prescrizione di un fisioterapista. «Mi avvicinai alla Gorizia Nuoto, e da lì mi spinsi a vincere il campionato mondiale in acque libere. Eppure, la felicità più grande non sono le medaglie, ma le esperienze che ho vissuto e che mi hanno fatto sentire vivo. Nella vita dobbiamo tentare di sognare con la mente e lottare con il cuore, perché anche le cose che ci sembrano impossibili possono avverarsi».

Le sue avventure non sono finite: nel pomeriggio di oggi sarà ospite della nazionale di calcio a Coverciano, mentre nella serata di domani volerà alla volta del Perù, impegnato a disputare per la coppa del mondo che si terrà dal 12 al 14 novembre. «E poi andrò all’ambasciata in Sud America, per parlare dei sogni e di come vedere la luce oltre il buio». E se Luca ha affrontato un volo acrobatico con la pattuglia delle Frecce Tricolori e un’immersione in apnea nel lago di Lavarone a due gradi, a ricevere la medaglia d’oro per il costante senso di responsabilità a servizio della comunità sportiva è invece Andrea Cecotti, che ha contribuito a promuovere i valori del rispetto e dell’etica sportiva. Premiato anche l’Isis Da Vinci – Carli – Sandrinelli di Trieste, «per l’attenzione alla formazione degli insegnanti, volta a rafforzare competenze e sensibilità» verso gli studenti con disabilità. In segno di valore è stata riconosciuta una targa anche al direttore Inps Fvg Marco De Sabbata, padre di una ragazza disabile. «In un anno e mezzo – commenta Brancati - ha spalancato le porte dell’Inps regionale con una filosofia centrata sull’inclusività». «È un premio della squadra – puntualizza in tutta risposta il direttore - non di Marco De Sabbata. Insieme a Riccardi abbiamo affrontato la riforma della disabilità, ed è la grande collaborazione che ho riscontrato a fare la differenza. Questa regione è un formidabile laboratorio sociale da sfruttare. Affronteremo le sfide con il collocamento mirato e il caregiver, garantisco il mio massimo impegno». Nel ripercorrere i momenti chiave dei suoi quattordici anni di lavoro in Regione, anche Riccardi ha individuato nella legge 16 il traguardo che lo rende più orgoglioso.

«Questo testo normativo raccoglie l’eredità della storica legge 41 – ricorda – il provvedimento pionieristico che anticipando lo Stato introdusse il riconoscimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA, ndr). La legge 16 non è nata con la pretesa di dichiararsi migliore della precedente, ma con l'obiettivo di valorizzarne la continuità», ribadendo poi lo straordinario valore politico del provvedimento: «L’approvazione avvenne pressoché all’unanimità in Consiglio regionale. A dimostrazione che la buona politica, quando si muove su temi così alti, sa trovare le giuste convergenze e rifiuta di dividersi». Per poi concludere: «Oggi più che mai ci ritroviamo di fronte a una condizione cruciale: se non siamo in grado di intercettare i bisogni speciali sul piano sociale, questi finiranno inevitabilmente per tradursi in bisogni puramente sanitari. La disabilità in questo tempo va considerata come una cronicità e la gestione di questa realtà richiede una battaglia culturale che dobbiamo proseguire con determinazione». Fra le società premiate, Asd Trieste Victory Academy e Asd Società Nautica Duino 45° Nord, che dispone di barche appositamente omologate per persone con ridotta mobilità e si è dotata di pontili a zero barriere. Ma a commuovere la platea è soprattutto la storia dell’udinese Simone Masotti, che a trent’anni si ammalò di Parkinson e da vent’anni convive con “Mr Pk”. Con le mani tremanti per la malattia si fa forza e racconta senza vergogna del suo amore per il ciclismo, del giro negli Stati Uniti a incontrare David Finney e del periplo compiuto a Fuerteventura. Sorride, Simone, anche dalla copertina del suo libro “In bicicletta sono libero”. A insegnarci che, seppure la strada sia sempre in salita, l’importante è non fermarsi mai. (Foto, Rossana D'Ambrosio) 

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