Giù le prime Casette Pater a Ronchi, al via le demolizioni

Giù le prime Casette Pater a Ronchi, al via le demolizioni

LE DEMOLIZIONI PER LA RIQUALIFICAZIONE

Giù le prime Casette Pater a Ronchi, al via le demolizioni

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 13 Ott 2026
Copertina per Giù le prime Casette Pater a Ronchi, al via le demolizioni

Benvenuto, «giornata epocale». Vengono abbattute le prime sei unità bifamiliari. Il presidente di Ater Gorizia Sergon, «nessuna cementificazione».

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«Giornata epocale» - sono parole usate dal sindaco Mauro Benvenuto – per Ronchi dei Legionari dove oggi, martedì 13 ottobre, sono cominciati gli abbattimenti delle prime sei “casette” popolari del Rione Pater. Nello specifico, si tratta di sei unità bifamiliari corrispondenti ai civici 61, 63, 65, 67, 69 e 71 di Via Matteotti e ai civici 121, 123, 125, 127, 137 e 139 di Via Redipuglia. L'esecuzione delle operazioni è stata affidata alla società Ecostile Srl di Pordenone. I primi tre abbattimenti rientrano nel Lotto 1 nel quale nasceranno due edifici: uno da 4 alloggi ed uno da 8 per un totale di 12 abitazioni.

L’iter che ha portato a questo momento storico è cominciato a dicembre 2023 quando – dopo la presentazione di un masterplan - Comune di Ronchi e Ater hanno stipulato un protocollo d’intesa per realizzare la bonifica e la rigenerazione urbana della zona. Un’elaborazione, quella del masterplan, che ha visto impegnati l’Azienda per l’edilizia pubblica, Giunta e Consiglio Comunale assieme al segretario generale Giuseppe Manto. Dopo questa fase si è inserito l’Assessorato Regionale alle Infrastrutture garantendo risorse per 5 milioni di euro. «Ringrazio il presidente di Ater Daniele Sergon e il suo predecessore Fabio Russiani – dichiara il sindaco Benvenuto – da oggi passiamo dalle parole ai fatti. Ora abbiamo davanti a noi lo studio attuativo finanziato dalla Regione per 117mila euro. Uno strumento da realizzare attraverso una partecipazione condivisa dalla cittadinanza e dagli stakeholders».

Di una progettazione contemporanea e di alta qualità riferisce l’assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante la quale parla anche di un progetto di rigenerazione urbana attento all’housing sociale e alla mobilità lenta. «Una grande opportunità per il territorio, è una grandissima soddisfazione poter vedere che si pianifica il futuro al posto di edifici che ormai non hanno nessuna capacità di resistenza e non sono più idonee» commenta l’esponente della Giunta Fedriga.
Presenti ai primi colpi di demolizione, il presidente di Ater Gorizia Daniele Sergon, la direttrice di Ater Trieste – Gorizia, Raffaella Delai, gli assessori comunali Lorenzon, Carta, Bassi, Martinelli e Papais.

«Guardo avanti – afferma il presidente Sergon – entro un mese verrà ripulito tutto ed entro un anno intendiamo andare a gara per i primi 12 alloggi». Si stima la durata di due anni per realizzare il primo lotto. «I progetti esecutivi sono stati già presentati da Ater e validati dal Comune – aggiunge il presidente di Ater Gorizia – rispondo alle polemiche dei giorni scorsi dicendo che non ci sarà nessuna cementificazione. Abbattiamo 12 alloggi e ne ricostruiamo altrettanti». Si tratta ovviamente di un inizio: si parla di 6 casette su 56. Non è ancora in progettazione il secondo lotto di lavori che dovrebbero, in futuro, vedere realizzati altri 14 alloggi.

Ancora, è Sergon a comunicare i dati aggiornati: gli alloggi totali nel rione sono 112 di cui 82 sono murati e quindi sfitti. La differenza, 30 abitazioni, sono occupate. Spostare le persone, anche offrendo un alloggio sostitutivo, non è stato facile. Soddisfazione viene espressa anche dall’unico membro delle opposizioni consiliari presenti, Boris Dijust di “Noi Moderati” che distingue i toni dal piano politico a quello squisitamente amministrativo. «Finalmente – queste le sue parole – dopo tantissimi anni si mette mano per riqualificare un quartiere che è il primo biglietto di ingresso della città. Si passa al pratico, si ponga fine alla diffusione di notizie false. Quanto verrà realizzato sarà moderno e rispettoso dell’ambiente».

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