LE REAZIONI
Giardino Excelsior, Vecchiet critica il progetto: «Un capannone di 350 metri quadrati che snaturerà l’area verde»
Il consigliere di Insieme per Ronchi contesta l’intervento previsto dall’amministrazione comunale, sollevando dubbi sui costi, sull’impatto ambientale e sulla futura gestione della struttura. «Si trasformerà un giardino storico in una zona artigianale».
Un capannone permanente di 350 metri quadrati all’interno del giardino Excelsior, con un’altezza di cinque metri, sei chioschi destinati alle manifestazioni e un impianto di climatizzazione invernale. È soprattutto questa parte del progetto di riqualificazione dell’area verde cittadina a suscitare le forti critiche di Livio Vecchiet, consigliere comunale di opposizione del gruppo “Insieme per Ronchi”, che interviene contestando le scelte dell’amministrazione comunale e sollevando interrogativi anche sui costi complessivi dell’operazione. Al centro delle osservazioni dell’esponente dell’opposizione c’è innanzitutto l’aspetto economico. Secondo quanto riportato da Vecchiet, il cronoprogramma dei lavori prevede un investimento complessivo di 800mila euro, suddiviso in 250mila euro nel 2026, 300mila euro nel 2027 e 250mila euro nel 2028. La Regione, con un provvedimento del 31 luglio 2026, avrebbe già assicurato un contributo di 500mila euro. Il consigliere richiama però anche la deliberazione numero 173 dell’11 settembre 2026, attraverso la quale il sindaco avrebbe richiesto un ulteriore finanziamento di 600mila euro. Una circostanza che, secondo Vecchiet, porterebbe il costo potenziale dell’intervento a 1 milione e 400mila euro, sempre con l’imposta sul valore aggiunto esclusa.
«È evidente che ci sono delle contraddizioni inspiegabili tra il cronoprogramma, che parla di un’opera da 800mila euro, mentre in realtà sembra che il costo raggiunga 1 milione e 400mila euro. Il tutto è nebuloso», osserva il consigliere, che giudica eccessivo l’investimento e si domanda se il Comune non abbia altre necessità sulle quali concentrare le proprie risorse. Le perplessità non riguardano, tuttavia, ogni aspetto della riqualificazione. Vecchiet si dichiara favorevole al rifacimento della pista da ballo, auspicando che i vecchi disegni presenti ai lati dell’attuale pavimentazione non vengano eliminati, ma possibilmente recuperati e valorizzati. Nessuna contrarietà viene espressa neppure rispetto alla realizzazione di nuovi impianti elettrici a norma. Qualche riserva riguarda invece la collocazione dei nuovi servizi igienici, che secondo il progetto saranno realizzati nelle immediate vicinanze di una palazzina residenziale, con possibili disagi per i condomini.
La contestazione più decisa riguarda però la struttura permanente prevista sul prato situato al termine della pista da ballo. Il capannone, secondo le dimensioni riportate dal consigliere, sarà largo 10 metri, lungo 35 metri e alto cinque metri, per un volume complessivo di 1.750 metri cubi.
«È palese che si perderanno 1.350 metri quadrati di verde pubblico trasformati in cemento, che andranno a rovinare completamente e per sempre, a nostro parere, il giardino», sostiene Vecchiet, secondo il quale la presenza della nuova costruzione finirà per modificare radicalmente l’aspetto dell’area. «Dove sarà costruito il capannone sembrerà più una zona artigianale che un giardino cittadino». Per sottolineare la propria contrarietà alla realizzazione di una struttura permanente, il consigliere richiama anche l’esempio dell’Oktoberfest di Monaco di Baviera, dove i grandi padiglioni allestiti sulla Theresienwiese vengono smontati al termine della manifestazione, restituendo il prato alla fruizione pubblica. Nel caso del giardino Excelsior, invece, il progetto prevederebbe una struttura destinata a rimanere stabilmente nell’area, con sei stand o chioschi per le manifestazioni e un sistema di climatizzazione utilizzabile durante la stagione invernale. «Valorizzare il parco non significa snaturare quest’area verde posta in centro e non significa costruire un capannone permanente, che avrà un impatto visivo pessimo, rovinando completamente l’area», ribadisce l’esponente di Insieme per Ronchi.
Alle critiche sull’impatto paesaggistico si aggiungono gli interrogativi relativi alla gestione futura della struttura. Vecchiet chiede chi sarà incaricato di amministrarla, chi sosterrà le spese per l’energia elettrica e il riscaldamento invernale e a chi spetteranno gli interventi di pulizia e manutenzione. Il consigliere teme inoltre che il capannone, essendo aperto su alcuni lati, possa diventare un luogo di ritrovo e bivacco notturno, con conseguenti disagi per i residenti delle abitazioni vicine.
Da qui la proposta di privilegiare interventi maggiormente orientati alla tutela ambientale, a cominciare dall’incremento del verde pubblico attraverso la piantumazione di nuove essenze arboree. Vecchiet si domanda inoltre se il progetto sia stato effettivamente condiviso con i cittadini e con le associazioni che utilizzano il giardino in occasione delle manifestazioni organizzate durante l’anno.
«Questa non è una visione che guarda al futuro, ma è una pessima visione», afferma il consigliere, richiamando l’attenzione sull’importanza della salvaguardia delle aree verdi e della permeabilità del terreno. Secondo l’esponente dell’opposizione, la scelta dell’amministrazione comunale andrebbe infatti in controtendenza rispetto agli obiettivi di tutela ambientale e incremento del verde pubblico. «Si parla tanto della salvaguardia del verde pubblico, del suo incremento, dell’importanza della permeabilità del terreno. A Ronchi invece si va in controtendenza: via l’erba in un giardino pubblico storico e avanti con altri 350 metri quadrati di cemento». Infine, Vecchiet chiama in causa anche le associazioni impegnate nella difesa dell’ambiente, chiedendosi quale sia la loro posizione rispetto a un intervento che, a suo giudizio, rischia di compromettere definitivamente le caratteristiche di uno degli spazi verdi storici del centro cittadino.
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