LA QUESTIONE
Fondazione Aquileia, «forti perplessità» dalla Lega per l’assunzione di un direttore tecnico-scientifico
La sezione locale del partito chiede se sussiste un’effettiva necessità di moltiplicare i ruoli apicali. Critiche anche ai criteri di selezione per l'incarico, «gravemente sbilanciati».
La sezione di Aquileia di Lega Salvini Premier esprime forti perplessità in merito alla gestione amministrativa e alle modalità di reclutamento del personale recentemente deliberate dal CdA della Fondazione Aquileia, con particolare riferimento al recente bando indetto per l'assunzione a tempo indeterminato di un direttore tecnico-scientifico destinato ad affiancare il nuovo direttore generale Marco Mantini.
La presa di distanza del gruppo è netta. «Come forza politica che ha sempre posto al centro l'interesse del territorio, la trasparenza amministrativa e la tutela del nostro inestimabile patrimonio archeologico, non possiamo restare in silenzio di fronte a scelte gestionali e percorsi selettivi che sollevano enormi interrogativi» scrive Erica Papa, segretaria della sezione.
In una nota, la Lega aquileiese critica innanzitutto la scelta di "sdoppiare" il vertice direttivo «in una fase che imporrebbe rigore e razionalizzazione» all’interno di una struttura organica composta da circa 17 dipendenti, «in cui i soli costi per il personale dipendente e somministrato superano i 470mila euro annui su un volume di proventi e contributi operativi a bilancio compreso tra 1,5 e 3,7 milioni di euro tra gli esercizi 2024 e 2025». L’interrogativo posto dalla sezione del partito è se tale architettura organizzativa sia proporzionata alle dimensioni reali dell'ente e se sussiste una reale necessità di moltiplicazione dei ruoli apicali – con i relativi costi - «anziché concentrare le risorse pubbliche sulla conservazione, sul restauro e sui servizi al territorio».
Forti riserve da parte della Lega anche sui criteri del bando per la figura scientifica approvato dal CdA della Fondazione. La griglia di valutazione appare a loro avviso «gravemente sbilanciata» a causa degli 80 punti su 100 destinati al curriculum formativo e dei soli restanti 20 punti per il colloquio. Vengono giudicati «restrittivi» anche i 30 su 80 punti in ambito titoli riservati alla conoscenza del patrimonio locale, a pubblicazioni riguardanti direttamente Aquileia e alla gestione di siti UNESCO: criterio che, assieme al mantenimento del CCNL di provenienza e l'erogazione di superminimi ad personam, «rischia di recintare la selezione, penalizzando professionisti di alto profilo provenienti da altre realtà e limitando di fatto la libera concorrenza», sottolinea la nota del gruppo.
«Pur rivolgendo un formale augurio di buon lavoro al direttore generale Marco Mantini per il suo insediamento, esprimiamo profondo rammarico per la grave situazione di imbarazzo istituzionale ed economico verso cui il CdA della Fondazione Aquileia sta indirizzando l'ente» dichiara la segretaria della Sezione Lega di Aquileia. «Una struttura delle nostre dimensioni ha davvero bisogno di due direttori? Si sta cercando il miglior profilo in assoluto o si stanno costruendo criteri su misura per chi ha già un percorso precostituito ad Aquileia?».
«Non mettiamo in discussione le singole professionalità, ma pretendiamo che ogni euro pubblico sia speso con oculatezza – conclude Erica Papa – il patrimonio di Aquileia è un bene di rilevanza mondiale che merita trasparenza, concorsi davvero aperti ed efficienza, non l'ennesimo raddoppio di poltrone».
Foto Gianluca Baronchelli
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