EDILIZIA PUBBLICA
Farra d’Isonzo, sei alloggi ATER passano dalla classe G alla A4
In via Trento 5 conclusa la riqualificazione dello stabile del 1971. 556mila euro di lavori, centrale termica ibrida e fotovoltaico. Tre abitazioni sono già state assegnate.
Un edificio costruito nel 1971, cinque alloggi vuoti su sei e una classe energetica G. Oggi, dopo un intervento da oltre mezzo milione di euro, la palazzina di via Trento 5 a Farra d’Isonzo si presenta completamente rinnovata, con tutti e sei gli appartamenti riqualificati e una classe energetica A4.
La consegna ufficiale dello stabile è in programma venerdì 9 ottobre alle 10, alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante e dei sindaci dei Comuni del comparto territoriale. I lavori, conclusi il 6 luglio scorso, hanno interessato sia gli alloggi sia le parti comuni dell’edificio.
Il fabbricato, articolato su quattro piani con garage e cantine al piano terra, è stato realizzato con i fondi della legge 408 del 1949 secondo la tipologia edilizia CM6, diffusa in diversi edifici della provincia di Gorizia. Al momento dell’avvio della progettazione esecutiva era occupato un solo appartamento. Per consentire lo svolgimento del cantiere sull’intero stabile, ATER ha trasferito temporaneamente l’inquilino.
Il cuore dell’intervento è stato però il ripensamento degli impianti. Il progetto iniziale prevedeva il mantenimento del riscaldamento autonomo, ma in fase esecutiva l’Ufficio Progettazione di ATER Gorizia ha optato per una soluzione centralizzata. La palazzina è ora servita da una centrale termica ibrida con caldaia a condensazione a gas e pompa di calore, per una potenza complessiva inferiore a 35 kW, affiancata da un impianto fotovoltaico da 6 kW destinato alla centrale e alle parti comuni.
Ogni abitazione dispone inoltre di un sistema di contabilizzazione dei consumi per il riscaldamento e per l’acqua calda e fredda. Negli appartamenti sono state eliminate le linee del gas e la cottura avviene attraverso piastre a induzione, riducendo così anche i rischi legati alla presenza di fiamme libere e agli apparecchi a combustione all’interno delle abitazioni.
Anche l’involucro edilizio è stato completamente riqualificato. Le facciate sono state isolate con un cappotto in EPS con grafite da 8 centimetri, mentre sulle pareti perimetrali interne sono state realizzate contropareti in lana di roccia. Il tetto è stato rifatto con pannelli isolanti in poliuretano da 8 centimetri e ventilazione sotto le tegole. Sostituiti anche i vecchi serramenti in legno con nuovi infissi in pvc ad alte prestazioni termiche. Il salto energetico è significativo: dai consumi precedenti compresi tra 160 e 220 kWh per metro quadrato si passa a un valore medio di circa 17,50 kWh/m², con il passaggio dalla classe G alla A4.
La riqualificazione ha riguardato anche gli interni, con il rifacimento di pavimenti, massetti, impianti idrici ed elettrici, bagni e finiture. È stato inoltre inserito un materassino anticalpestio per migliorare l’isolamento acustico tra i diversi piani. All’esterno sono state sostituite le vecchie strutture in laterizio con ringhiere in acciaio zincato, adeguati i parapetti della scala e realizzati nuovi marciapiedi. Installati anche un nuovo impianto citofonico con apriporta e un cancello carraio automatizzato. Gli appartamenti hanno una superficie abitabile di circa 80 metri quadrati, che arriva a circa 100 considerando le pertinenze, e sono tutti dotati di cantina e garage.
«Su questo edificio abbiamo fatto una scelta che guarda lontano. Avremmo potuto limitarci a rimettere a posto le caldaie di ogni alloggio, invece abbiamo ripensato l’impianto: una centrale unica, il fotovoltaico per le parti comuni, i contatori per ogni famiglia e l’eliminazione del gas dagli alloggi», spiega il presidente di ATER Gorizia Daniele Sergon.
«Lo stabile è inoltre interamente di proprietà di ATER, e questo ci ha permesso di scegliere le soluzioni più performanti guardando al lungo periodo: nel tempo ci aspettiamo meno interventi di manutenzione e costi di gestione più bassi. Il risparmio è una parte della storia; l’altra è che un edificio degli anni Settanta torna a essere un posto dove vivere con comfort e sicurezza», aggiunge Sergon.
I sei alloggi non saranno destinati esclusivamente alla graduatoria del Comune di Farra d’Isonzo, ma all’intero comparto territoriale formato da Capriva del Friuli, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Moraro, Mossa, San Lorenzo Isontino e Savogna d’Isonzo. Una scelta pensata per evitare che gli appartamenti rimangano inutilizzati nei Comuni dove la domanda di edilizia residenziale pubblica è più contenuta. Tre dei sei alloggi sono già stati consegnati nei giorni scorsi a residenti di Farra d’Isonzo, Moraro e Capriva del Friuli.
«Questa tipologia di intervento è quella che da oggi in poi permetterà una completa riqualificazione del patrimonio aziendale, e sarà riproposta con lo stesso schema negli interventi in programma nei Comuni limitrofi», conclude Sergon.
L’intervento ha comportato lavori per 556.055,71 euro, comprensivi degli oneri per la sicurezza, all’interno di un quadro economico complessivo di 810mila euro. Il finanziamento è composto da 507.716,70 euro della legge regionale 6/2003 e da 302.283,30 euro di fondi ATER. La progettazione architettonica e la direzione dei lavori sono state curate dai tecnici dell’Azienda. Responsabile unico del procedimento, progettista e direttore dei lavori è stato l’ingegner Renato Mattiussi.
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