IL COMMENTO
Fabrizio Oreti difende la Digital Art Gallery: «Intervento di Bullian senza senso, la Dag guarda al futuro della città»
Per l'assessore goriziano alla cultura la novità nel centro cittadino «non è uno spreco ma investimento che genera indotto economico e visibilità per il territorio»
Anche l’assessore alla cultura di Gorizia Fabrizio Oreti si affianca al commento di Diego Bernardis replicando alle recenti critiche alla nuova Digital Art Gallery. «Riconosco al consigliere regionale Enrico Bullian un’intelligenza politica e una capacità amministrativa apprezzabili, ed è proprio per questo che il suo intervento sulla Digital Art Gallery di Gorizia non ha senso».
Secondo Oreti, Gorizia dispone già di numerosi spazi culturali che raccontano la storia e l’identità del territorio, tutti recentemente riqualificati anche in vista di Go!2025. «La città è strapiena di luoghi di cultura – sottolinea – a pochi passi dalla galleria Bombi si trovano il Castello, di proprietà comunale, e lo Smart Space della Fondazione Carigo, che narrano il passato di Gorizia sia in chiave tradizionale sia multimediale».
Era dunque necessario, spiega l’assessore, era necessario affiancare a questi luoghi un progetto e «uno spazio che proiettasse Gorizia nel futuro come lascito della Capitale europea della cultura». «È la direzione che seguiamo da anni: fedeltà alle tradizioni, ma con uno sguardo costante all’innovazione» afferma Oreti. Un obiettivo che «la Digital Art Gallery ha già centrato, come dimostrano i numeri». «Centomila visite in meno di un mese parlano da sole – prosegue l’assessore - come si può non essere favorevoli a un progetto di questo tipo?».
L’assessore alla cultura respinge inoltre con decisione la critica avanzata da Bullian sullo spreco di denaro pubblico: «Trovo singolare definire uno spreco la totale riqualificazione di una galleria che oggi è tornata pienamente fruibile e al servizio del territorio. Mi chiedo se sarebbe stata criticata allo stesso modo se l’investimento fosse stato realizzato a Turriaco».
Altro punto centrale, secondo Oreti, è il ritorno economico generato dalla struttura. «Si parla spesso dei costi di gestione – afferma – ma raramente del grande indotto economico e della visibilità internazionale che la Dag sta portando a Gorizia. È un dato incontrovertibile: l’Art Gallery sta già producendo economia e continuerà a farlo anche nelle sue evoluzioni future».
Infine, l’assessore rivendica una visione culturale che va oltre la semplice fruizione. «Contrariamente a chi vorrebbe una Gorizia spenta e anonima, abbiamo trasformato la cultura da mera occupazione del tempo libero a motore di sviluppo economico per il tessuto cittadino. Questo avviene con la Dag, così come con le strutture storico-museali e con iniziative come il videomapping al Castello».
Foto Facebook Fabrizio Oreti
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