DigARegion, il confine da superare è quello dell’accessibilità

DigARegion, il confine da superare è quello dell’accessibilità

INCLUSIONE DIGITALE

DigARegion, il confine da superare è quello dell’accessibilità

Di REDAZIONE • Pubblicato il 20 Ott 2026
Copertina per DigARegion, il confine da superare è quello dell’accessibilità

La conferenza conclusiva a Nova Gorica presenta il lavoro svolto in oltre due anni di cooperazione tra sei partner italiani e sloveni per rendere siti web, servizi pubblici e patrimonio culturale più fruibili anche dalle persone con disabilità

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Rendere il mondo digitale davvero accessibile significa permettere a tutti di consultare informazioni, utilizzare servizi e partecipare alla vita culturale senza che una disabilità visiva, uditiva o altre condizioni personali diventino un ostacolo. È questa la sfida al centro di DigARegion, il progetto transfrontaliero dedicato alla costruzione di una regione digitalmente accessibile, che lunedì 19 ottobre ha raggiunto la sua fase conclusiva con una conferenza ospitata nella sede del Comune di Nova Gorica. L’appuntamento ha rappresentato l’occasione per presentare obiettivi, strumenti sviluppati e attività realizzate nell’ambito di una collaborazione che ha coinvolto istituzioni e organizzazioni sui due lati del confine tra Italia e Slovenia.

Cofinanziato dall’Unione europea attraverso il programma Interreg VI-A Italia-Slovenia, DigARegion ha avuto una durata prevista di 30 mesi, dal 22 aprile 2024 al 21 ottobre 2026, e un budget complessivo di 827.942,10 euro. Capofila è il Comune di Nova Gorica, affiancato da altre cinque realtà: la Confederazione delle Organizzazioni Slovene (SSO), l’Associazione intercomunale dei ciechi e degli ipovedenti di Nova Gorica, la Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, il Goriški muzej e il Kulturni center Lojze Bratuž di Gorizia. Una rete che ha unito competenze amministrative, culturali e tecniche per affrontare una questione che riguarda tanto i servizi pubblici quanto la possibilità di accedere al patrimonio e alle informazioni disponibili online.

La digitalizzazione, infatti, non garantisce automaticamente una maggiore inclusione. Un sito può essere consultabile da un computer o da uno smartphone, ma risultare difficilmente utilizzabile da chi ricorre a un lettore di schermo, non riesce a distinguere alcuni contrasti cromatici oppure incontra contenuti multimediali privi di adeguate alternative accessibili. Analoghe difficoltà possono presentarsi nella navigazione delle piattaforme, nella compilazione dei moduli e nell’accesso alle informazioni pubblicate da enti e istituzioni culturali.

L’obiettivo di DigARegion è intervenire su queste barriere attraverso un approccio coordinato, capace di affiancare all’analisi tecnica la formazione, la condivisione delle buone pratiche e il rafforzamento della collaborazione transfrontaliera.

Il lavoro si è sviluppato lungo più direttrici. Tra gli strumenti previsti figurano linee guida e un portale informativo dedicato all’accessibilità, un sistema per monitorare le condizioni di fruibilità dei siti web e un centro di supporto rivolto ai soggetti che devono adeguare i propri contenuti digitali.

A questi si aggiungono l’analisi delle pagine online, l’individuazione delle criticità e le attività formative rivolte a chi progetta, gestisce o aggiorna siti e servizi. Non si tratta, dunque, soltanto di correggere singoli errori tecnici, ma di diffondere competenze e procedure che consentano alle organizzazioni di integrare l’accessibilità nel proprio lavoro ordinario.

Una particolare attenzione è stata riservata anche al patrimonio culturale, ambito nel quale il progetto ha messo in relazione le competenze dei partner italiani e sloveni. Tra gli esempi presentati nel corso delle precedenti iniziative figura la galleria tattile del Goriški muzej, a Nova Gorica, pensata per avvicinare l’arte alle persone cieche e ipovedenti attraverso modalità di fruizione che superano la sola osservazione visiva.

Anche il lavoro del Kulturni center Lojze Bratuž di Gorizia si inserisce in questa prospettiva, con l’intento di rendere più accessibili le attività e i contenuti culturali. L’accessibilità viene così intesa non come un intervento marginale, ma come una componente della qualità dei servizi e della partecipazione alla vita della comunità.

Il programma della conferenza conclusiva, articolato nella mattinata e seguito da un incontro con la stampa nel primo pomeriggio, ha previsto approfondimenti sugli obiettivi e sui risultati del progetto, sulle linee guida e sul portale informativo, sui percorsi di formazione, sul sistema di monitoraggio, sul supporto agli enti e sull’analisi e l’adeguamento dei siti web.

Uno spazio specifico è stato riservato alle esperienze dei partner, chiamati a confrontarsi sul percorso svolto e sugli strumenti messi a disposizione del territorio. L’iniziativa si è svolta in sloveno, con interpretariato in italiano, confermando la dimensione bilingue e transfrontaliera dell’intero progetto.

La conclusione di DigARegion segna la fine di un percorso finanziato, ma pone anche una questione più ampia: come garantire che gli strumenti sviluppati e le competenze acquisite continuino a essere utilizzati nel tempo. La cooperazione tra enti, associazioni e istituzioni culturali può offrire un modello per affrontare le disuguaglianze digitali anche oltre l’area goriziana. Perché un territorio connesso non è necessariamente un territorio accessibile: la differenza sta nella capacità di progettare servizi, informazioni e spazi culturali pensando fin dall’inizio alle esigenze di tutte le persone.

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