Da Aquileia al Salento, il viaggio della danza tra rito e tradizione

Da Aquileia al Salento, il viaggio della danza tra rito e tradizione

IL CONVEGNO

Da Aquileia al Salento, il viaggio della danza tra rito e tradizione

Di REDAZIONE • Pubblicato il 02 Ott 2026
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A Lecce il 3 e 4 ottobre studiosi, istituzioni e operatori culturali si confrontano sulle pratiche rituali e musicali e sulla trasformazione dei patrimoni popolari.

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Il 3 e 4 ottobre il Museo Castromediano di Lecce ospita il convegno di studi “Danza e rito. Tra sacro e profano, pratiche rituali e forme del patrimonio” nell’ambito del progetto “Dal Salento ad Aquileia” promosso da Regione Puglia, Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione La Notte della Taranta, Fondazione Aquileia e UGF – Unione Gruppi Folcloristici del Friuli Venezia Giulia. Due giornate di confronto e approfondimento dedicate al rapporto tra danza, ritualità, pratiche musicali e patrimonio culturale, con uno sguardo rivolto tanto alle radici storiche di queste esperienze quanto alle loro trasformazioni nel presente. 

Il convegno propone un percorso di riflessione che mette in dialogo il Salento e il Friuli Venezia Giulia, attraverso prospettive storiche, antropologiche e culturali. L'obiettivo è indagare come pratiche legate al corpo, alla musica e alla danza abbiano attraversato epoche e contesti differenti, assumendo nel tempo nuovi significati, forme e funzioni. I lavori prenderanno il via il 3 ottobre alle ore 15 con i saluti istituzionali e l'intervento di Fanny Bortone, Tra origine e analogia: per un’epistemologia del confronto tra Salento e Friuli. Seguirà la prima sessione, “La danza e il sacro nella storia”, presieduta da Daniela Castaldo, con gli interventi di Gabriele Pelizzari, Donatella Tronca e Alessandro Di Muro, dedicati rispettivamente alle relazioni tra estasi, guarigione e prassi religiosa, alla funzione terapeutica della danza tra Antichità e Medioevo e alle terapie coreutico-musicali nel Mezzogiorno longobardo

Nel pomeriggio, a partire dalle 17.30, la seconda sessione, “Cartografie rituali tra passato e presente”, coordinata da Fanny Bortone, allargherà il confronto alle forme contemporanee della tradizione, con i contributi di Valter Colle, Marco Lutzu e Vincenzo Santoro. Al centro degli interventi saranno, tra gli altri temi, la reinvenzione della tradizione, le trasformazioni del ballo sardo e i nuovi percorsi del tarantismo mediterraneo. La seconda giornata, 4 ottobre, si aprirà alle 9.30 con la terza sessione, “Pratiche di salvaguardia, trasformazione e rifunzionalizzazione”, presieduta da Vincenzo Santoro. Il programma prevede gli interventi di Placida Staro, Eugenio Imbriani e Omerita Ranalli e Claudio Rizzoni (ICPI), dedicati ai patrimoni immateriali, agli usi e abusi del folklore e ai percorsi istituzionali di salvaguardia del patrimonio musicale.

La mattinata proseguirà alle 11.30 con le comunicazioni e il dibattito, per concludersi con le conclusioni affidate a Massimo Bray, presidente di Fondazione La Notte della Taranta. Il convegno rappresenta un'ulteriore occasione di incontro tra territori accomunati dalla presenza di importanti patrimoni di musica, danza e tradizione. Attraverso il confronto tra studiosi, operatori culturali e istituzioni, “Danza e rito” intende così interrogare il patrimonio non soltanto come testimonianza del passato, ma anche come insieme di pratiche vive, capaci di trasformarsi e di acquisire nuovi significati nel rapporto con le comunità e con i territori. Il progetto “Dal Salento ad Aquileia” intende valorizzare due patrimoni coreutici che, pur nati in regioni lontane, condividono la stessa vitalità e la capacità di unire generazioni e culture. L’obiettivo è promuovere una riflessione comune sul ruolo delle danze popolari come linguaggio identitario e strumento di memoria collettiva.

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