IN SALA CIVICA
Cormons ricorda il terremoto del Friuli: a 50 anni dalla tragedia un incontro pubblico per «rinnovare la memoria collettiva»
Venerdì 8 maggio alle 20.30 interverranno Nicolò Bortolotti, Andrea Zannini, la scrittrice Giacomina Pellizzari e il professor Stefano Grimaz. Alla serata la presentazione ‘Friuli 1976, un terremoto nella grande trasformazione’.
Anche Cormons, a cinquant’anni di distanza, si raccoglie nel ricordo del terremoto del ’76 con un appuntamento dedicato alla memoria e alla riflessione. L’incontro pubblico si terrà venerdì 8 maggio alle 20.30 nella Sala Civica.
L’iniziativa, promossa dal Comune, vuole ripercorrere una delle pagine più significative della storia recente del territorio friulano che rappresenta non solo una ferita ancora viva, ma anche l’avvio di un percorso di rinascita e di ricostruzione che ha segnato profondamente la comunità.
«È fondamentale ricordare questo anniversario – sottolinea l’assessore alla cultura Anna Bortolotti – sia per la tragedia che ha colpito il territorio, con le abitazioni crollate e le vittime, sia per raccontare il percorso di ricostruzione che ha portato al cosiddetto “modello Friuli” e alle esperienze positive nate da quella fase, come la nascita della Protezione civile. Questo incontro vuole essere un momento di riflessione pubblica per rinnovare la memoria collettiva su una delle vicende più significative della storia contemporanea del nostro territorio».
L’evento si articolerà in tre macro-temi, a partire da memoria e testimonianze, per poi approfondire il ruolo dell’informazione e della responsabilità, fino a concludersi con il tema della ricostruzione e dell’identità. Attraverso il contributo dei diversi relatori si intende offrire una lettura multidisciplinare di quanto accaduto e delle conseguenze che il terremoto ha avuto sulla società friulana.
Tra gli interventi previsti, quello del giornalista Nicolò Bortolotti dedicato al ruolo dell’informazione nella costruzione della memoria collettiva, dello storico Andrea Zannini che offrirà un inquadramento storico e sociale del Friuli del tempo e del professor Stefano Grimaz titolare della Cattedra UNESCO in Sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la resilienza, che illustrerà il valore del “modello Friuli” come esempio internazionale di ricostruzione e resilienza trasformativa.
Tra gli interlocutori anche la scrittrice Giacomina Pellizzari, che porterà una testimonianza personale e narrativa dell’esperienza vissuta attraverso il suo libro ‘Il terremoto in Friuli. Il risveglio dell’Orcolat’. Nell’occasione sarà presentato anche il nuovo volume ‘Friuli 1976, un terremoto nella grande trasformazione’ di Andrea Zannini – presente all’evento - e Carlo Palazzolo, a cui la stessa Pellizzari ha contribuito insieme al professor Stefano Grimaz, anch’egli presente.
Durante l’incontro sarà inoltre allestito un piccolo punto espositivo con i volumi presentati, tra cui anche il più recente libro della stessa Pellizzari, ‘Vizi capitali’, fresco di stampa. Tutti gli interventi saranno moderati dal giornalista del Messaggero Veneto Mattia Pertoldi.
Particolare attenzione viene rivolta anche al tema della trasmissione della memoria alle nuove generazioni. «Io stessa non ho vissuto in prima persona il sisma – sottolinea l’assessore alla Cultura Anna Bortolotti – ma sono cresciuta ascoltando le testimonianze dei miei genitori e dei miei nonni, che conservano ricordi molto vivi. È importante che i giovani che vivono in Friuli siano consapevoli della propria storia, perché si tratta di una memoria che appartiene un po’ a tutti. È fondamentale conoscere e riconoscere la storia del territorio in cui si vive».
Durante l’incontro saranno inoltre proiettate immagini e materiali d’archivio, tra cui la prima pagina del Messaggero Veneto pubblicata nei giorni del terremoto, che accompagnerà il racconto.
Foto Archivio Voce Isontina - Foto Andrian
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