L’INIZIATIVA
Comune di Monfalcone e ISIG Gorizia nel progetto europeo ‘Smart Guard’ per prevenire incendi e rischi climatici
Otto partner italiani e croati si sono riuniti a Labin per il kick-off meeting del progetto europeo che punta a prevenire gli incendi boschivi e le isole di calore urbane con nuove tecnologie e maggiore cooperazione.
Rafforzare la prevenzione dei rischi climatici, migliorare il coordinamento tra i sistemi di protezione civile e mettere le nuove tecnologie al servizio della sicurezza delle comunità. Sono questi gli obiettivi di SMART GUARD, il progetto europeo cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia 2021–2027, che ha riunito il 15 e 16 ottobre a Labin, in Croazia, gli otto partner del consorzio per il suo kick-off meeting.
Due Paesi, otto partner e una sfida comune: costruire un sistema di prevenzione e gestione dei rischi ambientali più integrato, intelligente e capace di superare i confini amministrativi. Il progetto affronta due fenomeni di crescente rilevanza per i territori dell'Adriatico: gli incendi boschivi e le isole di calore urbane, con particolare attenzione alla sicurezza delle persone, alla tutela degli ecosistemi e alla capacità di risposta delle istituzioni.
Le due giornate di Labin hanno segnato l'avvio della collaborazione operativa tra i partner. Il 15 ottobre si è svolto il primo incontro di lavoro del consorzio, dedicato alla condivisione degli obiettivi e alla pianificazione delle attività. Il 16 ottobre, presso la sede dei Vigili del Fuoco di Labin, SMART GUARD è stato presentato pubblicamente attraverso un confronto tra rappresentanti delle amministrazioni locali, istituzioni scientifiche ed esperti di protezione civile. Tre i temi al centro degli interventi: la prevenzione degli incendi e la sicurezza dei territori, la resilienza urbana e istituzionale, il contributo delle tecnologie e delle comunità locali alla gestione dei rischi.
La prima giornata del kick-off, ospitata presso la sala del Comune di Labin, è stata dedicata alla presentazione degli otto partner, delle rispettive competenze e delle attività previste dal progetto. Un primo momento di confronto operativo che ha permesso di condividere le priorità dei territori coinvolti e individuare le sinergie necessarie per sviluppare soluzioni comuni nella prevenzione e gestione dei rischi climatici.
Il partenariato riunisce realtà con esperienze e competenze complementari: per la Croazia, la Città di Labin, capofila del progetto, la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Rijeka (RITEH), l'Istituzione pubblica Kamenjak e la Città di Krk; per l'Italia, il Comune di Monfalcone, il Comune di Albignasego, la Città Metropolitana di Venezia e l'Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG).
La diversità dei territori rappresenta uno dei principali punti di forza di SMART GUARD. Aree naturali protette, territori carsici e costieri, contesti insulari e centri urbani condividono infatti una crescente esposizione agli effetti dei cambiamenti climatici, pur presentando vulnerabilità ed esigenze differenti. Attraverso il confronto tra amministrazioni pubbliche, istituzioni scientifiche e organizzazioni impegnate nella tutela ambientale e nella ricerca sociale, il progetto permetterà di mettere in comune conoscenze, strumenti e buone pratiche, favorendo lo sviluppo di soluzioni adattabili alle specificità locali.
Il valore aggiunto della cooperazione risiede nella possibilità di superare la frammentazione delle informazioni e dei sistemi di gestione dei rischi, migliorando la capacità delle istituzioni di prevenire le emergenze, proteggere la popolazione e intervenire in modo coordinato. Per i territori coinvolti, SMART GUARD rappresenta anche un'opportunità per rafforzare le competenze dei servizi locali, coinvolgere attivamente cittadini e giovani e costruire reti di collaborazione capaci di proseguire oltre la durata del progetto.
La seconda giornata si è svolta presso la sede dei Vigili del Fuoco di Labin, che ha ospitato l'evento pubblico di presentazione del progetto e la conferenza stampa.
Gli interventi dei rappresentanti del partenariato hanno approfondito le sfide climatiche affrontate dai territori italiani e croati, illustrando il contributo delle diverse realtà coinvolte e i cambiamenti attesi grazie alla cooperazione transfrontaliera.
Il primo momento di confronto ha affrontato le esigenze delle comunità maggiormente esposte agli incendi boschivi, con particolare attenzione alle aree naturali e costiere.
Donald Blašković, sindaco della Città di Labin, ha sottolineato l'importanza di costruire una cooperazione duratura tra istituzioni, servizi operativi e comunità locali. Tra le principali attività previste, lo sviluppo di protocolli comuni e una grande esercitazione transfrontaliera di protezione civile che coinvolgerà circa 200 partecipanti. Il progetto rappresenta inoltre un'evoluzione delle precedenti esperienze di cooperazione della città, valorizzando le nuove tecnologie e il coinvolgimento dei giovani.
Aljoša Ukotić, capo guardaboschi dell'Istituzione pubblica Kamenjak, ha richiamato l'attenzione sui rischi che interessano le aree naturali protette, particolarmente esposte durante la stagione estiva a causa della siccità, delle temperature elevate e della forte presenza turistica. Per migliorare la prevenzione, Kamenjak installerà dieci stazioni meteorologiche dotate di sensori IoT, rafforzando il monitoraggio ambientale e la capacità di individuare tempestivamente situazioni di rischio.
Igor Hrast, responsabile della Sezione Affari economici della Città di Krk, ha evidenziato le difficoltà operative che caratterizzano i territori insulari durante l'estate, quando l'aumento della popolazione, la vegetazione secca e la viabilità congestionata possono complicare gli interventi di emergenza. SMART GUARD contribuirà a migliorare le attrezzature, la formazione e il coordinamento dei servizi locali, favorendo una risposta più rapida agli incendi.
Il secondo momento della conferenza ha approfondito il contributo delle amministrazioni italiane alla gestione dei rischi climatici, dalla prevenzione degli incendi alla protezione delle persone più vulnerabili.
Il Comune di Monfalcone ha illustrato le principali sfide ambientali del proprio territorio, dove aree carsiche, costiere e urbane richiedono un monitoraggio integrato. L'intervento ha posto l'accento sull'utilizzo di sensori, stazioni meteorologiche e droni per il rilevamento precoce degli incendi, insieme alla necessità di rafforzare la condivisione di informazioni e il coordinamento tra autorità locali, servizi di emergenza e volontari.
Massimiliano Barison, già sindaco di Albignasego, ha presentato l'approccio del Comune alla gestione delle isole di calore urbane e alla protezione dei cittadini più vulnerabili. Il progetto prevede l'installazione di 50 sensori di temperatura e umidità, di cui 20 nelle abitazioni di persone vulnerabili, e l'attivazione di un centro operativo che potrà trasformarsi in rifugio climatico durante le emergenze. Un modello che punta a integrare monitoraggio ambientale, prevenzione e assistenza personalizzata.
Alice Bartolozzi, funzionaria del Servizio di Protezione Civile della Città Metropolitana di Venezia, ha evidenziato il ruolo strategico dei sistemi di allerta precoce nella tutela delle aree boschive costiere. Sensori ambientali, droni con termocamere e integrazione dei dati nei sistemi di gestione delle emergenze permetteranno di migliorare l'individuazione dei potenziali incendi e sostenere interventi più tempestivi. Centrale anche la formazione dei volontari e il coordinamento della protezione civile su scala metropolitana.
L'ultima parte della conferenza ha approfondito le due dimensioni complementari del progetto: l'innovazione tecnologica per la gestione dei rischi e il coinvolgimento attivo delle comunità.
Stefan Ivić, professore della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Rijeka, ha illustrato le potenzialità del sistema digitale di SMART GUARD, che integrerà dati in tempo reale provenienti da sensori IoT, stazioni meteorologiche e droni termici. Attraverso simulazioni e modelli di intelligenza artificiale sarà possibile elaborare analisi predittive degli incendi boschivi e delle isole di calore urbane, mettendo la ricerca scientifica al servizio delle decisioni operative e della prevenzione.
Olivia Ferrari, vicedirettrice dell'Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG), ha evidenziato il valore della partecipazione delle comunità nella costruzione della resilienza climatica. Attraverso l'ascolto dei territori, le analisi delle vulnerabilità e la costituzione di gruppi locali di resilienza, SMART GUARD coinvolgerà cittadini, associazioni e servizi nella preparazione alle emergenze. Particolare attenzione sarà dedicata ai Digital Rangers, una rete di almeno 100 giovani tra i 16 e i 25 anni che, attraverso due campi di formazione in Italia e Croazia, acquisiranno competenze nel monitoraggio ambientale, nelle tecnologie digitali e nella preparazione alle emergenze.
Le due giornate di Labin hanno così delineato un percorso di lavoro condiviso, nel quale tecnologie, conoscenze scientifiche e competenze locali contribuiranno allo sviluppo di soluzioni concrete per la sicurezza dei territori. L'obiettivo del partenariato è consolidare strumenti operativi, capacità di prevenzione e reti di collaborazione capaci di produrre benefici duraturi per le comunità italiane e croate.
SMART GUARD è un progetto cofinanziato dall'Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), nell'ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Croazia 2021–2027.
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