Castelreggio, inchiesta sull’appalto a Sistiana: cinque indagati tra fisco e corruzione

Castelreggio, inchiesta sull’appalto a Sistiana: cinque indagati tra fisco e corruzione

Indagini in corso

Castelreggio, inchiesta sull’appalto a Sistiana: cinque indagati tra fisco e corruzione

Di Redazione • Pubblicato il 25 Ott 2026
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La Direzione distrettuale antimafia di Trieste indaga sulla concessione dello stabilimento balneare a una ditta di Torre del Greco. Nel mirino presunte irregolarità fiscali e possibili favori a una dipendente comunale, con perquisizioni in municipio e nelle abitazioni.

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La gestione dello stabilimento balneare di Castelreggio, nella baia di Sistiana, è finita al centro di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Trieste. Cinque le persone indagate: quattro riconducibili alla Disa Parking Solutions, società con sede a Torre del Greco che ha gestito lo stabilimento nelle ultime due stagioni, e una dipendente del Comune di Duino Aurisina. Le ipotesi investigative riguardano presunti reati fiscali e una possibile vicenda corruttiva legata all’affidamento della concessione.

Gli accertamenti, coordinati dalla Dda triestina, avrebbero portato a perquisizioni negli uffici comunali e nelle abitazioni delle persone coinvolte. L’attenzione degli investigatori si concentra su due filoni distinti, ma potenzialmente collegati: da una parte la reale gestione della società campana e la posizione fiscale dei soggetti che ne avrebbero diretto l’attività; dall’altra i rapporti con la dipendente comunale che si occupa delle procedure di appalto.

Gli investigatori ipotizzano che dietro la gestione formale della società vi fossero due persone, padre e figlio, mentre altre due figuravano come amministratori. Il padre avrebbe accumulato un debito fiscale vicino al milione di euro. Gli accertamenti riguarderebbero anche presunti pagamenti periodici che la società avrebbe effettuato in favore degli amministratori di fatto. Saranno le verifiche investigative a chiarire la natura di questi rapporti, le eventuali responsabilità individuali e la consistenza delle contestazioni.

Il secondo filone riguarda invece l’assegnazione della gestione di Castelreggio. La dipendente comunale, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe ricevuto dai referenti della società benefici di natura privata, tra cui cene e soggiorni, in cambio di informazioni riservate sulla procedura per individuare il concessionario. È questo il possibile scambio sul quale si concentrerebbero gli accertamenti per l’ipotesi di corruzione. La difesa della dipendente, attraverso il legale, ha respinto le contestazioni.

La vicenda si inserisce nella procedura che, nella primavera del 2025, aveva portato all’affidamento dello stabilimento a una ditta di Torre del Greco. Dopo due aste andate deserte, il Comune aveva avviato una nuova procedura per individuare il gestore dei servizi di spiaggia. La società campana aveva prevalso presentando un’offerta di circa 160mila euro, superiore a quella di 117mila euro più Iva sulla quale si era basata l’ultima gara senza esito.

La determinazione comunale del 28 maggio 2025 aveva individuato formalmente la ditta per la gestione dei servizi di spiaggia, con un’opzione di rinnovo per il 2026. L’importo contrattuale indicato nell’atto era di 160.393,30 euro, oltre all’Iva del 22 per cento. L’affidamento aveva segnato il passaggio della conduzione dello storico stabilimento a una società proveniente dalla Campania, dopo le precedenti gestioni locali.

L’avvio della stagione balneare 2025 era stato accompagnato anche da difficoltà organizzative. L’apertura era slittata rispetto alla data inizialmente prevista, perché le attrezzature necessarie per garantire i servizi non erano ancora arrivate a Sistiana. Nei giorni successivi erano proseguiti i lavori per allestire la spiaggia e rendere operativa la struttura.

L’inchiesta aperta dalla Dda dovrà ora chiarire se vi siano state irregolarità nella gestione societaria e fiscale e se l’assegnazione della concessione sia stata condizionata da eventuali scambi illeciti. Le contestazioni restano allo stato ipotesi investigative e non equivalgono a responsabilità accertate. Saranno gli sviluppi degli accertamenti e le eventuali decisioni dell’autorità giudiziaria a definire il quadro della vicenda.

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