Case Pater, il Pd di Ronchi: «Una svolta attesa da decenni, ora attenzione al futuro dell’area»

Case Pater, il Pd di Ronchi: «Una svolta attesa da decenni, ora attenzione al futuro dell’area»

LA NOTA

Case Pater, il Pd di Ronchi: «Una svolta attesa da decenni, ora attenzione al futuro dell’area»

Di S.F. • Pubblicato il 15 Ott 2026
Copertina per Case Pater, il Pd di Ronchi: «Una svolta attesa da decenni, ora attenzione al futuro dell’area»

Lo sguardo è già rivolto al prossimo piano attuativo, «rigore su altezze e volumi, tutelando il patrimonio ecologico». Dal Circolo dem la soddisfazione per lo sblocco della situazione.

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Dopo i primi abbattimenti delle Case Pater, avviati martedì scorso, e il conseguente inizio del percorso di riqualificazione dell'area, anche il Circolo del Partito Democratico di Ronchi interviene sulla vicenda, esprimendo soddisfazione per un intervento atteso da decenni e destinato a segnare una svolta per uno dei comparti urbanistici più problematici del territorio comunale. «Non si tratta soltanto dell'apertura di un cantiere. È l'inizio di un cambiamento, atteso da decenni, che ha quale obiettivo il superamento di una lunga stagione di degrado», sottolineano dal Circolo dem guidato da Savio Cumin, evidenziando come l'operazione possa aprire nuove prospettive per un'area considerata di particolare rilievo per la città.

Nella nota il Partito Democratico rivendica il ruolo svolto dall'attuale amministrazione comunale e dal proprio gruppo consiliare nel percorso che ha portato all'avvio delle demolizioni. «Riteniamo di fondamentale importanza che questa amministrazione, grazie al sostegno convinto e costante del gruppo consiliare del Partito Democratico, sia riuscita laddove per troppo tempo si è rimasti immobili», affermano i rappresentanti del Circolo, parlando di una delle vicende urbanistiche più complesse del territorio, rimasta irrisolta per generazioni. Un risultato che, secondo il Pd, è frutto di una precisa impostazione politica, fondata sulla responsabilità, sulla competenza e sulla collaborazione istituzionale, lontana da quelle che vengono definite «logiche personalistiche» e «facili promesse elettorali».

L'intervento, realizzato da Ater con il supporto dell'amministrazione comunale, rappresenta tuttavia soltanto il primo passo di un percorso ancora lungo. Il Circolo dem sottolinea infatti la necessità di individuare ulteriori finanziamenti pubblici e di mantenere aperto il confronto con la comunità sulle future scelte urbanistiche. «Ogni scelta urbanistica, presente e futura, verrà valutata con l'unico metro di giudizio ammissibile: l'interesse collettivo», ribadisce il Pd, indicando come priorità il miglioramento dei servizi, la valorizzazione delle aree esistenti e uno sviluppo sostenibile, capace di rispondere alle esigenze dei cittadini.

Non manca, nella presa di posizione, un riferimento al dibattito politico che ha accompagnato negli ultimi anni il futuro delle Case Pater. Il Circolo respinge infatti «qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica o di narrazione distorta che punti a generare ingiustificati allarmismi», richiamando quanto, a suo giudizio, già avvenuto in passato. L'attenzione si concentra ora soprattutto sul prossimo piano attuativo, destinato a disciplinare lo sviluppo dell'intero comparto. Sarà questo, secondo il Partito Democratico, il passaggio decisivo per definire concretamente il futuro dell'area, a partire dalle caratteristiche degli eventuali nuovi insediamenti abitativi.«Vigileremo affinché altezze, volumi e criteri edificatori siano definiti con assoluto rigore», assicurano dal Circolo, indicando un duplice obiettivo: superare l'attuale situazione di degrado e coniugare la realizzazione di nuovi alloggi con la tutela del patrimonio ecologico.

La riqualificazione delle Case Pater viene quindi letta dal Pd anche come un'opportunità per affrontare le esigenze abitative delle fasce sociali più fragili, attraverso una pianificazione che privilegi l'interesse pubblico. «La rigenerazione di quest'area rappresenta un'occasione irripetibile al fine di dare risposte concrete ai bisogni delle fasce sociali più esposte», conclude la nota, ribadendo la volontà di perseguire un modello urbanistico che rifiuti «le logiche della cementificazione selvaggia» a favore di uno sviluppo sostenibile.

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