I SERVIZI
Casa della Comunità a Gorizia: ecco i servizi già attivi e le prossime novità
L’incontro pubblico è stato organizzato da Asugi per illustrare alla cittadinanza il funzionamento del nuovo presidio territoriale. Già operativi il Punto unico di accesso, l’ambulatorio infermieristico, il punto prelievi e le cure primarie.
Che cos’è una Casa della Comunità e quali servizi mette a disposizione dei cittadini? A queste domande ha inteso rispondere l’incontro pubblico di ieri, giovedì 30 luglio, organizzato da Asugi all’Auditorium della Cultura Friulana di Gorizia, pensato per illustrare il ruolo di questa nuova realtà della sanità territoriale collocata nei locali dell’ex pneumologico. Inaugurata il 20 aprile 2026, la Casa della Comunità di Gorizia è destinata a diventare l’Hub di riferimento per il territorio. Una struttura ancora in fase di sviluppo, ma già operativa nelle sue funzioni essenziali. «Non parliamo soltanto di un edificio – è stato sottolineato nel corso dell’incontro – ma di un nuovo modo di organizzare i servizi, mettendo la persona al centro».
Il progetto si colloca nel quadro delineato dal decreto ministeriale 77 del 2022 che, per la prima volta, ha fissato standard nazionali per l’assistenza territoriale e introdotto nuovi modelli organizzativi e assistenziali, tra cui le Case della Comunità. Il nuovo sistema integrato della salute punta a generare valore pubblico, considerando la salute come una componente essenziale e affrontando in modo coordinato bisogni sanitari, sociali e fragilità della popolazione. A spiegare il senso della riforma è stato Luca Perazza, dirigente medico del Distretto Alto Isontino. L’obiettivo, ha osservato, è trasformare un sistema nel quale il cittadino era costretto a rincorrere servizi diversi in una rete capace di avvicinarsi ai suoi bisogni. La Casa della Comunità diventa quindi un luogo nel quale lavorano insieme professionisti sanitari e sociali, con percorsi costruiti attorno alla persona, alle sue fragilità e al suo contesto familiare.
Il presidio punta a garantire un accesso unitario e integrato all’assistenza sanitaria e sociosanitaria, in un luogo di prossimità riconoscibile e facilmente raggiungibile. Attraverso il Pua vengono assicurati accoglienza al pubblico, orientamento e supporto amministrativo-organizzativo, accompagnando ciascuno verso la risposta più appropriata. Particolare attenzione è rivolta alle persone con patologie croniche e alle situazioni di fragilità; la presa in carico parte dalla valutazione complessiva del bisogno e prosegue con percorsi personalizzati, in raccordo con i servizi territoriali, i consultori, il Dipartimento di salute mentale e l’ospedale. Il modello prevede inoltre équipe multidisciplinari e una collaborazione costante tra sanità e sociale, valorizzando anche il coinvolgimento della comunità locale, delle associazioni, dei pazienti e dei caregiver. Un servizio attivo 24 ore su 24 e ogni giorno della settimana tramite, anche, il numero unico europeo per la salute non urgente 116117, che rappresenta il primo step di aiuto. Più volte, nel corso dell’incontro, è stato chiarito che la Casa della Comunità non è ancora completa. La struttura fisica è il contenitore di un’équipe multiprofessionale che prende in carico e accompagna le persone nel loro percorso, ma l’offerta di servizi sarà costruita gradualmente. L’obiettivo è arrivare, entro il prossimo anno, a una piena operatività.
Oggi sono già attivi il Punto unico di accesso, l’ambulatorio infermieristico territoriale, il punto prelievi e le cure primarie, accanto alla presenza degli infermieri di famiglia e di comunità sulle 12 ore diurne, 7 giorni su 7. Sono inoltre già presenti dietista, nutrizionista e oculista. L’équipe lavora in raccordo con i medici di medicina generale, gli assistenti sociali e gli specialisti, con la possibilità di attivare interventi infermieristici anche al domicilio della persona. Nei prossimi mesi l’offerta sarà ulteriormente ampliata con l’ambulatorio della cronicità, il fisioterapista e il servizio farmaceutico. Sono inoltre in fase di definizione il supporto alla gestione dei trasporti e lo sviluppo della telemedicina. Si parla quindi di un percorso che punta a rendere la Casa un riferimento stabile, anche grazie agli incontri con la cittadinanza che verranno successivamente organizzati.
Un ruolo centrale è affidato agli infermieri di famiglia e di comunità, chiamati a intercettare i bisogni delle persone e a collaborare con medici di base, assistenti sociali e specialisti. Nell’ambulatorio territoriale gestito dagli infermieri vengono effettuate valutazioni, medicazioni, terapie e attività di educazione alla cura di sé. Gli operatori seguono inoltre i pazienti cronici con percorsi personalizzati, monitorandoli nel tempo e coordinando, quando necessario, l’assistenza domiciliare, per garantire continuità di cura e ridurre il rischio di nuovi ricoveri. «Tutti devono essere parte della stessa squadra». Il cardiologo e direttore del dipartimento specialistico territoriale Andrea Di Lenarda ha riassunto così la sfida della nuova assistenza territoriale chiedendo un rapporto paritario tra medicina generale, specialisti, servizi sanitari e sociali. «Finché avremo forze che lavorano in modo isolato sul territorio, una parte importante del problema non potrà essere risolta». «La struttura territoriale è un percorso non ancora completo, che sta crescendo, nato da una riforma complessa e con difficoltà comuni a molte realtà italiane. La direzione, però, è quella di recuperare e mettere in rete tutte le competenze disponibili, a partire dal coinvolgimento dei medici di medicina generale. Se riusciremo a fare questo, sarà già un grande successo».
«Il progetto è partito e i primi riscontri sono positivi» ha dichiarato l’assessore comunale alla salute Silvana Romano, sottolineando l’importanza dell’integrazione tra Comune, Azienda sanitaria e servizi del territorio. Il sindaco Rodolfo Ziberna ha ringraziato la Regione per gli investimenti che hanno permesso di recuperare un edificio ormai inutilizzato. «Il lavoro svolto rappresenta un’eccellenza. Ora il contenitore sarà riempito un po’ alla volta con i servizi di cui la comunità ha bisogno», ha affermato, annunciando anche incontri nei quartieri e nei Comuni per spiegare ai cittadini come funziona la nuova struttura.
L’incontro si è concluso con le domande del pubblico che hanno stimolato gli organizzatori a fornire maggiori dettagli o a comunicare cosa è ancora in via di organizzazione. Asugi e Comune hanno annunciato nuovi appuntamenti sul territorio per illustrare ai cittadini i servizi della Casa della Comunità man mano che saranno attivati.
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