Cantorie in Festa, la fede si fa musica a San Canzian

Cantorie in Festa, la fede si fa musica a San Canzian

Musica e liturgia

Cantorie in Festa, la fede si fa musica a San Canzian

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 19 Ott 2026
Copertina per Cantorie in Festa, la fede si fa musica a San Canzian

A San Canzian d’Isonzo la tredicesima edizione del ritrovo dei cori parrocchiali, tra la memoria di san Francesco, il ricordo di don Lucio Comellato e la riflessione di don Francesco Maria Fragiacomo sul valore della musica.

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La musica come ponte fra generazioni, tradizioni e comunità, capace di trovare nella fede e nella Parola di Dio un linguaggio condiviso. È stato questo il filo conduttore della tredicesima edizione di “Cantorie in Festa”, l’annuale ritrovo dei cori parrocchiali promosso e coordinato dall’associazione Cantores Archidioecesis Goritiensis, che domenica 18 ottobre ha riunito i cantori della diocesi nella pieve arcipretale dei Santi Martiri Canziani a San Canzian d’Isonzo.

Il cuore dell’appuntamento è stata la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Francesco Maria Fragiacomo, animata dalle voci dei cori riuniti sotto la direzione di Fulvio Madotto e con Vanni Feresin all’organo. Il libretto della manifestazione è stato curato da Dorino Fabris. Un incontro che, al di là della preparazione musicale, ha rinnovato il significato di un’esperienza di comunione fra le diverse realtà parrocchiali, chiamate a condividere un repertorio e a trasformare le singole voci in un’unica espressione di preghiera.

Nel commentare il Vangelo della domenica, don Fragiacomo ha richiamato anche la capacità della musica di mettere in relazione persone e culture, superando le distanze del tempo. «La musica è in grado di connettere le persone oltre i secoli e le tradizioni, in questo caso all’interno di un linguaggio unico che sono la fede e la Parola di Dio», ha ricordato il sacerdote. Un pensiero che restituisce al canto liturgico la sua funzione più autentica: non un semplice accompagnamento della celebrazione, ma una forma di partecipazione alla preghiera comunitaria, nella quale la bellezza musicale si mette al servizio della Parola.

Il repertorio scelto per questa edizione ha dato particolare spazio alla memoria francescana, nell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, avvenuta nel 1226. In apertura è stato proposto “Alto e glorioso Dio”, nella versione musicale di Marco Frisina, ispirata alle parole della preghiera francescana. Un richiamo alla spiritualità del Poverello, nella quale la lode diventa uno sguardo capace di riconoscere la grandezza di Dio e di affidargli la propria vita. Al centro della celebrazione anche la Messa “Regina Pacis”, composta nel 2024 dallo stesso don Fragiacomo, attualmente alla guida delle comunità di San Canzian, Begliano, Pieris, Turriaco e Isola Morosini.

Accanto alla memoria francescana, il canto ha offerto anche l’occasione per ricordare don Lucio Comellato, sacerdote già parroco a San Pier d’Isonzo, scomparso nei mesi scorsi. Tra i brani riproposti dalle precedenti edizioni c’era infatti “O Sacrum Convivium”, da lui composto: un modo per mantenere viva, attraverso la musica, la memoria di un sacerdote e del servizio svolto nella comunità ecclesiale. La scelta del repertorio ha così intrecciato due dimensioni della tradizione cristiana, la memoria dei grandi testimoni della fede e quella di chi, con il proprio ministero, ha accompagnato concretamente la vita delle parrocchie.

La preparazione dell’incontro aveva coinvolto nelle settimane precedenti i cantori attraverso i punti prova decanali di Begliano, Cormòns, Crauglio e Gorizia, aperti a quanti desideravano partecipare. Dopo le prove generali a San Canzian, il ritrovo domenicale aveva previsto l’accoglienza sul sagrato, la disposizione dei cantori nei banchi e le prove comuni, fino al canto delle Acclamazioni aquileiesi che ha preceduto la celebrazione. Al termine della Messa, la festa è proseguita con un momento conviviale, nel segno della condivisione anche fuori dalla liturgia.

La scelta di San Canzian d’Isonzo ha aggiunto un ulteriore significato alla giornata. La pieve dei Santi Martiri Canziani richiama infatti una delle memorie più antiche della cristianità aquileiese, legata ai martiri Canzio, Canziano e Canzianilla e alle testimonianze archeologiche della presenza cristiana in epoca paleocristiana. In questo luogo, la continuità della fede si è intrecciata con quella del canto, una tradizione che attraversa i secoli e continua a trovare nelle comunità parrocchiali nuove voci e nuove forme di partecipazione.

La costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium definisce il patrimonio della musica sacra un «tesoro d’inestimabile valore» per la Chiesa, riconoscendone il ruolo nella celebrazione liturgica. È una prospettiva che si ritrova anche nelle parole di sant’Agostino, Cantare amantis est, «cantare è proprio di chi ama»: il canto come espressione di una fede che non rimane individuale, ma si apre alla comunione. Dopo tredici edizioni, “Cantorie in Festa” continua a testimoniare proprio questo: la capacità di unire le comunità attraverso la preghiera, la cura della tradizione musicale e la gioia di condividere, insieme, la propria voce.

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