Il percorso
Dalle canne alla storia: il Goriziano riscopre i suoi organi
Ecco il nuovo libro in italiano e sloveno e tre concerti raccontano strumenti, maestri e vicende che attraversano secoli e confini. Il progetto dell’Associazione organistica del Litorale.
Per secoli gli organi hanno dato voce alle chiese del Goriziano, accompagnando la vita religiosa e musicale di intere generazioni. Dietro le loro canne e le loro casse si intreccia però una storia molto più ampia: quella di strumenti costruiti da maestri provenienti da diverse regioni europee, spostati da una chiesa all’altra, trasformati, restaurati o distrutti dalle guerre. Alcuni sono scomparsi, altri sono arrivati fino a oggi e costituiscono un patrimonio storico, artistico e musicale di notevole valore, ancora in parte poco conosciuto.
È a questa eredità che è dedicato ORGANUM GORITIAE – Il patrimonio organario del Goriziano, progetto promosso dall'Associazione organistica del Litorale – Primorsko orgelsko društvo con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Il percorso comprende tre appuntamenti musicali, dal 22 novembre al 4 dicembre 2026, nei quali l'esecuzione sarà affiancata dalla presentazione della storia degli strumenti protagonisti. Al centro dell'iniziativa c'è inoltre una nuova pubblicazione dedicata alla storia dell'organaria del territorio.
Una storia raccontata in due lingue
Tra i risultati principali del progetto c'è il volume «Gli organi del Goriziano – Orgle na Goriškem», pubblicazione bilingue in italiano e sloveno, riccamente illustrata e frutto di un'ampia ricerca storica e organologica.
Il libro ripercorre la storia degli organi del Goriziano dalle testimonianze medievali fino ai giorni nostri, prendendo in considerazione un territorio che supera gli attuali confini nazionali e comprende Gorizia, Gradisca, il Collio, il Carso e le valli dell'Isonzo e del Vipacco.
La ricerca ha messo a confronto fonti storiche, studi specialistici, documenti d'archivio, cronache, testimonianze e materiali fotografici, recuperando informazioni spesso disperse in pubblicazioni italiane, slovene e di altri Paesi europei. Ne emerge una rete di rapporti fra organari, strumenti e località che racconta, attraverso la musica, la complessità della storia del Goriziano.
Fra le vicende ricostruite ci sono quelle di alcuni importanti costruttori europei attivi sul territorio, degli antichi organi del Duomo e di Sant'Ignazio, di strumenti settecenteschi trasferiti fra diverse chiese e di opere un tempo celebri delle quali oggi si sono perse le tracce.
Particolarmente significativa è la storia del grande organo costruito nel 1765 per il Duomo di Gorizia da Frančišek Ksaver Križman, tra i più originali organari del Settecento europeo. Considerato troppo complesso da mantenere, fu restituito al costruttore nel 1774, dopo appena dieci anni di utilizzo. La sua successiva destinazione rimane ancora oggi sconosciuta.
Altre pagine seguono invece il percorso di strumenti trasferiti più volte e sopravvissuti fino ai nostri giorni, riportando alla luce anche antiche casse, canne superstiti e testimonianze di organi ormai perduti. Ampio spazio è dedicato alle officine organarie che operarono nel Goriziano, alla formazione degli organisti, alle distruzioni provocate dalle due guerre mondiali e alla successiva ricostruzione.
Le numerose fotografie documentano strumenti, particolari artistici e costruttivi e testimonianze storiche, accompagnando il lettore in un patrimonio che può essere compreso anche al di là degli aspetti strettamente specialistici. L'obiettivo non è infatti soltanto quello di catalogare gli organi, ma di raccontare attraverso le loro vicende una parte della storia culturale e musicale del territorio.
Una sezione del volume sarà dedicata anche al Kaiser-Karl-Orgel, il nuovo organo in costruzione nella chiesa di San Paolino a Poggio Terza Armata, concepito come incontro fra le tradizioni organarie italiane e mitteleuropee e dedicato al beato Carlo d'Austria quale segno di pace e riconciliazione. La scelta del bilinguismo, italiano e sloveno, riflette così la stessa storia del Goriziano, terra nella quale tradizioni culturali differenti si sono incontrate e influenzate reciprocamente per secoli.
Tre concerti per conoscere gli strumenti
Il percorso musicale prenderà avvio domenica 22 novembre, alle 20, nella Cattedrale dei Santi Ilario e Taziano a Gorizia, con il concerto dell'organista Federico Mirko Butkovič e del baritono Eugenio Leggiadri.
L'appuntamento sarà anche l'occasione per ripercorrere la storia organaria della Cattedrale, che nel corso dei secoli ha ospitato strumenti costruiti da alcuni dei più importanti maestri europei. L'organo attuale, realizzato nel 1929 dalla ditta Beniamino Zanin e Figli, rappresenta una significativa testimonianza dell'organaria novecentesca del territorio ed è uno dei principali strumenti storici della diocesi ancora regolarmente utilizzati.
Il secondo incontro è in programma sabato 28 novembre, alle 20, nella chiesa di San Gottardo a Mariano del Friuli, con l'organista Manuel Tomadin. Protagonista sarà lo storico organo ottocentesco attribuito a Valentino Zanin e datato 1851, che permetterà di conoscere caratteristiche costruttive e sonorità differenti rispetto al grande strumento della Cattedrale goriziana.
La rassegna si concluderà venerdì 4 dicembre, alle 20, nella chiesa di San Paolino a Poggio Terza Armata – Sdraussina, con gli organisti Federico Mirko Butkovič e Roberto Squillaci e l'arpista Alice Martina.
L'appuntamento sarà anche l'occasione per presentare il progetto del Kaiser-Karl-Orgel, nuovo strumento a tre tastiere e trasmissione meccanica attualmente in fase di completamento. Avviata in collaborazione con l'organaro Francesco Zanin, la realizzazione si ispira alle grandi tradizioni barocche dell'Europa centrale e prevede anche il recupero di registri e canne provenienti da organi storici.
La dedicazione al beato Carlo d'Austria assume un significato particolare in un territorio profondamente segnato dalla Prima guerra mondiale. Il nuovo organo intende rappresentare non soltanto un investimento nella musica e nella cultura, ma anche un simbolo di incontro fra le diverse tradizioni che hanno contribuito a formare la storia del Goriziano.
Conoscere per custodire
Con ORGANUM GORITIAE l'Associazione organistica del Litorale propone quindi un percorso che va oltre la tradizionale rassegna concertistica e mette insieme musica, ricerca e valorizzazione del patrimonio. L'iniziativa si rivolge agli appassionati di musica, ma anche a chi si interessa alla storia locale, all'arte e alla cultura del territorio.
Molti organi storici necessitano oggi di manutenzione, cure e restauri, mentre altri rischiano di essere dimenticati. Conoscerne la storia e comprenderne il valore rappresenta il primo passo per garantirne la conservazione.
La nuova pubblicazione e i tre appuntamenti vogliono contribuire proprio a questo: restituire attenzione e voce a un patrimonio che appartiene alla storia di tutto il Goriziano e che merita di essere conosciuto, custodito e trasmesso alle generazioni future. Tutti gli appuntamenti inizieranno alle 20 e saranno a ingresso libero. L'iniziativa è realizzata con il contributo del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
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