«Basta ai partiti organizzati», Francesco Pisapia ritorna in politica a Ronchi con la sua civica ‘La nostra città’

«Basta ai partiti organizzati», Francesco Pisapia ritorna in politica a Ronchi con la sua civica ‘La nostra città’

CAMPAGNA ELETTORALE

«Basta ai partiti organizzati», Francesco Pisapia ritorna in politica a Ronchi con la sua civica ‘La nostra città’

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 03 Ott 2026
Copertina per «Basta ai partiti organizzati», Francesco Pisapia ritorna in politica a Ronchi con la sua civica ‘La nostra città’

La cementificazione del Rione Pater «è il problema dei problemi», «un piano di sviluppo stravolto». Ad affiancarlo i primi due candidati, Pamela Sanpaolesi e Nadir Gregorutti.

Condividi
Tempo di lettura

È partito in largo anticipo «per fidelizzare l’elettorato». Francesco Pisapia – volto noto della politica cittadina di Ronchi per i suoi trascorsi di capogruppo e consigliere comunale del Pd quando era sindaco Roberto Fontanot – ritorna in campo presentando un nuovo progetto politico. Si tratta della Lista Civica “La nostra città” che si propone alla comunità ronchese in vista delle elezioni comunali della primavera 2027. Declinate tutte le avances partitiche degli scorsi anni, Pisapia si propone come il «capitano non giocatore» di una «civica pura», una compagine composta da persone conosciute in città ma senza precedenti esperienze politiche. «Usciremo fuori dalle classiche liturgie di partito per fare di più – sono le parole del padre di questa nuova realtà – ritorno a mettermi a disposizione per il bene dei miei concittadini senza avere nessuna ambizione sovracomunale. Si corre, chiaramente per vincere, soli o con altre civiche pure. Non faremo nessuna alleanza con nessun simbolo di partito. Da oggi parte il nostro impegno per gettare delle fondamenta salde».

Pisapia parla di una «città peggiorata sotto molti aspetti». Non risparmia bordate a «Bullian da Monfalcone, Moretti da Capriva e Benvenuto da Redipuglia» perché «o cammini sui tuoi marciapiedi e vivi qui» altrimenti non “funziona” se «te ne vai a casa tua, in un altro comune». Nel mirino anche l’aumento delle rette per le case di riposo, «una caterva di spese inutili» e l’aumento della Tari. Ma «il problema dei problemi» - prima di snocciolare tutti gli altri temi in campagna elettorale – è «la grande cementificazione del rione Pater». Pisapia punta il dito su qualcosa come «150mila metri cubi di colata di cemento» su un’area destinata alla realizzazione di case pubbliche per cittadini con determinati requisiti sociali. È un piano «stravolto» rispetto a quanto previsto più di dieci anni fa dall’amministrazione Fontanot a trazione dem. Non sono poi mancati i ricordi nostalgici a quel Comitato “No fusione” che a giugno 2016 fu «il motore fantastico a difesa dello sviluppo di Ronchi».

Con quello stesso spirito, Pisapia e la sua squadra, si propongono in vista delle prossime elezioni, e nello specifico su questo tema. Si consideri che su 1069 case Ater da riqualificare nell’ex provincia di Gorizia, 266 sono quelle presenti a Ronchi. «Risolvere il problema delle attese per l’assegnazione di un alloggio è possibile» dichiara Pisapia, per il quale un altro argomento irrinunciabile è il rispetto per la storia. Chiari e trasparenti sono stati i riferimenti alla sua partecipazione al monumento di via D’Annunzio il 12 settembre del 2015 così come la sua presenza al ricordo della Brigata Proletaria, l’8 settembre.

Passando ai componenti della lista ancora in via di costituzione, i primi a mettersi a disposizione a fianco dell’ex dem, sono Pamela Sanpaolesi e Nadir Gregorutti, entrambi di Ronchi. Loro «sono i prototipi» de “La nostra città” che nel logo presenta il palazzo comunale al centro e raffigurati rispettivamente a destra, la Chiesa di San Lorenzo e a sinistra, il portale storico d’ingresso alla Stadio “Lucca”. «Basta ai partiti organizzati» è stato rivendicato, ma va detto che alla presentazione tenutasi al Caffè Trieste si sono visti diversi esponenti dell’area civica di centrodestra come Alessandra Marocco, Massimo Di Bert, Alessandro Troiano e Vincenzo Borgia per restare a Ronchi. In sala, anche il leghista Fulvio Fragiacomo di Staranzano (ma nativo di Ronchi) e il consigliere regionale del Carroccio, Antonio Calligaris, ex sindaco di Fogliano Redipuglia. Per scoprire tutte le carte ci vorranno ancora alcuni mesi. Al netto delle presenze amiche di centrodestra e delle assenze amiche di centrosinistra, anche se diaspore e cambi di casacca non sono una novità nella cronaca politica, a “La nostra città” e al corpo elettorale, il neo coordinatore – sarà capolista e candidato sindaco? – chiede di credere «nella bellezza dei sogni». Gli stessi sogni che aveva il compianto Roberto Zele che ha spronato Pisapia per intraprendere questa nuova avventura.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione

×
Frontiere - Meje