L'Alba Basket di Cormons compie 60 anni, Bergamin: «Basket metafora perfetta della vita»

L'Alba Basket di Cormons compie 60 anni, Bergamin: «Basket metafora perfetta della vita»

LA SERATA

L'Alba Basket di Cormons compie 60 anni, Bergamin: «Basket metafora perfetta della vita»

Di Mattia Zucco • Pubblicato il 11 Ott 2026
Copertina per L'Alba Basket di Cormons compie 60 anni, Bergamin: «Basket metafora perfetta della vita»

Al Teatro Comunale la presentazione del volume scritto da Franco Femia con dirigenti, giocatori e sostenitori, le testimonianze dei pionieri e dei campioni usciti dalla società e i messaggi di Fedriga, monsignor Dianin e Anzil.

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Un viaggio lungo sessant'anni tra spogliatoi, amicizia e valori, raccontato dalle voci di chi la storia dell'Alba l'ha scritta in campo e fuori. Venerdì sera il Teatro Comunale di Cormons, in via Nazario Sauro 17, ha ospitato la cerimonia per il sessantesimo anniversario dell'US Alba Pallacanestro, organizzata dal Consiglio Direttivo per celebrare la ricorrenza e rilanciare il valore sociale, storico e sportivo dell'associazione. Al centro della serata la presentazione del libro «1966-2026. L'Alba Basket a Cormons: un viaggio lungo 60 anni. Dal primo canestro ai giorni nostri tra spogliatoi, amicizia e valori», che recupera e tramanda la storia della società, scritto dal compianto Franco Femia insieme a dirigenti, giocatori e sostenitori. La serata è stata condotta dal giornalista Matteo Femia. Alla celebrazione hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin, il consigliere regionale Diego Bernardis, la senatrice Francesca Tubetti, il questore di Gorizia Luigi Di Ruscio, il sindaco di Cormons Roberto Felcaro e il parroco di Cormons monsignor Stefano Goina.

Tutto ebbe inizio nell'estate del 1965, quando un gruppo di giovani appassionati scelse il campo della vecchia palestra della scuola per partite che non finivano mai. A Cormons la pallacanestro non era ancora di casa e i ragazzi l'avevano conosciuta frequentando le scuole superiori di Gorizia e Udine, dove lo sport si praticava già a livello agonistico. Fu la parrocchia di Sant'Adalberto a venire incontro ai loro desideri, costruendo un campo all'aperto e dando vita, nel 1966, alla società, che riprese il nome dell'Unione Sportiva Alba, fondata nel 1946 dal cappellano don Pietro (Rino) Cocolin, futuro arcivescovo di Gorizia. Il primo atto ufficiale dell'attività della sezione pallacanestro risale al 1° ottobre 1966, con la realizzazione del campo nel ricreatorio e l'iscrizione alla Federazione Italiana Pallacanestro. Accanto a don Cocolin contribuirono al progetto monsignor Giuseppe Trevisan, don Luigi Filiputti, don Nino Bearzot e don Mario Malpera, mentre la squadra fu affidata a un gruppo guidato da Rino Plet, considerato il padre fondatore del basket cormonese e a cui oggi è intitolato il palasport di via Brazzano.

La serata è stata aperta dal presidente dell'Alba Alberto Bergamin, che ha portato i saluti del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, dell'assessore regionale allo Sport Mario Anzil e dell'arcivescovo di Gorizia monsignor Giampaolo Dianin, che hanno inviato messaggi alla società. Fedriga ha sottolineato come «lo sport non sia soltanto competizione o ricerca del risultato, ma uno straordinario strumento educativo per insegnare le regole, la disciplina, la sportività, il lavoro di squadra», che «insegna a godersi le vittorie ma anche ad accettare le sconfitte, un'occasione per crescere e migliorare».

Poi le parole dello stesso Bergamin: «Da quel primo canestro in via Cancelleria Vecchia, alle partite in via Pozzetto negli spazi messi a disposizione dalla parrocchia di Sant'Adalberto, fino al palazzetto di oggi, intere generazioni sono cresciute sui nostri campi. Il basket è una metafora perfetta della vita: nessuno vince da solo, serve un assist, serve la difesa di squadra, serve rialzarsi subito dopo una caduta». Il presidente si è quindi rivolto ai ragazzi che hanno scelto di indossare la maglia dell'Alba.

Sul palco il libro è diventato racconto. Claudio Femia, autore della prefazione e di un ricordo di Franco, ha introdotto gli albori della società, il 1° ottobre 1966 con l'iscrizione alla Federazione, nata per iniziativa di alcuni pionieri. Tra loro il primo presidente, Ulderico Russiani, che ha ripercorso gli inizi e l'esperienza della prima partita, contro l'Ardita di Gorizia nel 1967. «La società nacque in forma spontanea», ha ricordato. «In quel periodo c'era una squadra nella massima serie del campionato di pallacanestro e questo esercitava un richiamo anche per noi. Fu organizzato un torneo dei rioni e quella fu la base per la creazione della prima squadra dell'Alba». Dario Raccaro, giocatore di quei primi anni, ha raccontato: «Andavamo alle scuole medie e c'era il professore di ginnastica Carlo Pepe che ci faceva giocare. Andavamo a Gorizia a vedere l'UGG e ci è venuta l'idea di fondare la società».

Gli anni Settanta e Ottanta sono stati affidati ai ricordi di Carlo Plet, che ha parlato del padre Rino, di Edi Sgubin, di Giovanni Grattoni e di Ezio Tavasani, primo giocatore cormonese ad arrivare in serie A, poi tornato in società da presidente. «La leva del '65 mi aveva colpito», ha detto Plet, «come squadra si era fatta valere. Un altro ricordo è il torneo estivo». Per Grattoni «quei primi anni sono ricordi indelebili e posso dire con tanto orgoglio che io c'ero». Sgubin ha rievocato il 1980, quando «abbiamo aperto il minibasket a Cormons, iniziando nella piastra della scuola media visto che il palazzetto era in costruzione: questo ci ha consentito di arrivare al livello delle altre società della provincia». E Tavasani: «Per me parlare dell'Alba è qualcosa di molto difficile, perché mi ha cambiato la vita, andando via da Cormons a 17 anni per intraprendere una carriera di alto livello».

Ospite speciale Sergio Tavčar, allenatore della squadra contro cui nel 1978 l'Alba conquistò la promozione, la Trestina Jadran. Sul palco anche Giovanni Puiatti, che ha poi giocato per cinque anni alla Reyer Venezia.

Tra gli interventi istituzionali, quello del sindaco Roberto Felcaro: «L'Alba per me è casa, ed è una cosa che sento e che ho vissuto. Quando ero piccolo e l'accompagnatore passava col pulmino a prendermi a casa ero entusiasta, perché era un'occasione per stare con i miei amici e divertirmi con loro. L'Alba ha inoltre un altro pregio importantissimo che molte altre società sportive non hanno: ha un settore giovanile di grande importanza e che include la parte femminile, avendo avuto negli anni la capacità di evolversi». Da parte sua e di tutta l'amministrazione, ha aggiunto, «un grandissimo ringraziamento per quello che avete fatto e per quello che state facendo in questi sessant'anni, e l'auspicio di poterne festeggiare altri sessanta».

Per il presidente del Consiglio regionale Bordin, «festeggiare i sessant'anni dell'Alba significa riconoscere il lavoro di una società che ha accompagnato la crescita di generazioni di giovani, offrendo loro un luogo in cui praticare sport, stringere amicizie e imparare a stare insieme. Dietro questo percorso ci sono dirigenti, allenatori, atleti, famiglie e volontari: persone che hanno dedicato tempo ed energie alla pallacanestro e alla comunità di Cormons». Le associazioni sportive, ha rimarcato, «svolgono un ruolo educativo prezioso. In palestra si impara a rispettare le regole, a collaborare con i compagni, ad affrontare una sconfitta e a impegnarsi per migliorare». Il Consiglio regionale ha sostenuto la realizzazione del libro perché «conservare e trasmettere questa storia significa riconoscere il contributo dell'Alba alla vita della comunità». In chiusura Bordin ha invitato la società, nella persona del presidente Bergamin, nella sede del Consiglio regionale per ricevere una targa celebrativa, esprimendo «il piacere di accogliere e consegnare il riconoscimento proprio nella sede dell'Assemblea».

Il programma della serata prevedeva inoltre lo svelamento del nuovo logo dell'associazione, a cura di Davide Foscolini, communication manager e dirigente del club, la consegna di riconoscimenti e l'esibizione della compagnia teatrale cormonese "Rompiscena", prima delle conclusioni e dei ringraziamenti finali.

Oggi l'US Alba Pallacanestro è un punto di riferimento per giovani e famiglie sul territorio isontino. Per la stagione 2026/2027 l'attività è articolata in tre settori: il minibasket, con Esordienti, Aquilotti e Scoiattoli, per bambine e bambini dai 5 agli 11 anni, impegnati nel campionato provinciale, il settore giovanile, dai 12 ai 19 anni, con squadre nei campionati regionali Under 13 e 15 femminile, Under 13, 14 e 17 maschile e Under 15 maschile Gold, e i Seniores, con 15 atleti tesserati in Prima Divisione Regionale. La società è stata anche la prima promotrice di un centro estivo a Cormons, di cui è rimasta per decenni unica organizzatrice, e ha reso noto di essere in procinto di acquisire un pulmino per il trasporto degli atleti agli allenamenti e alle trasferte.

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