Abiti usati, Isa Ambiente rilancia il recupero: a novembre arriva il ritiro porta a porta

Abiti usati, Isa Ambiente rilancia il recupero: a novembre arriva il ritiro porta a porta

La raccolta

Abiti usati, Isa Ambiente rilancia il recupero: a novembre arriva il ritiro porta a porta

Di Ivan Bianchi • Pubblicato il 22 Ott 2026
Copertina per Abiti usati, Isa Ambiente rilancia il recupero: a novembre arriva il ritiro porta a porta

Dal 28 ottobre al 7 novembre sarà possibile prenotare il servizio, attivo dal 16 al 18 novembre secondo il calendario comunale. Sacchi trasparenti, massimo 15 chili e soltanto capi in buono stato per favorire il riciclo dei tessuti nei 25 comuni del territorio.

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Scomparsi gradualmente i vecchi contenitori gialli per la raccolta degli abiti usati o tessuti ancora in buono stato per poter essere rimessi nel ciclo produttivo tessile, Isa Ambiente lancia per l’autunno 2026 una nuova proposta per evitare che questo tipo particolare di rifiuto finisca nel secco residuo e, dunque, non riciclato a dovere.

Il primo momento sarà dal 16 al 18 novembre, domeniche escluse, con un ritiro porta a porta che coinvolgerà i 25 comuni dell’ex provincia di Gorizia secondo il calendario comunale ma tassativamente su prenotazione che si potrà effettuare dal 28 ottobre al 7 novembre chiamando il numero verde 800.844.344. La prenotazione potrà essere effettuata per un solo ritiro per utenza e non sarà possibile via app. Un secondo momento di ritiro sarà poi organizzato in primavera.

Si dovranno usare tassativamente sacchi trasparenti – dunque non neri per poter consentire agli operatori di guardarvi all’interno – da 110 litri ciascuno e massimo due sacchi per utenza con un peso che non dovrà superare i 15 chili: ciò per consentire che gli operatori della ditta Sangalli, la stessa che attualmente ha in appalto i servizi per Isa Ambiente, di poter manovrare quanto conferito.

A seguito della prenotazione, il cittadino avrà a disposizione un codice che dovrà apporre sui sacchi per il riconoscimento da parte degli operatori. Solo così gli abiti potranno essere ritirati. «Accettiamo – ha spiegato il Direttore Generale – solo abiti in buono stato o tessuti che non siano macchiati di sostanze. Non si potrà inserire nei sacchi né scarpe né accessori come le cinture, né tendaggi o cuscini o coperte né tantomeno lenzuola e federe».

Un progetto, come ha spiegato anche l’amministratore unico, Giulio Tavella, «che vuole ampliare il servizio, già presente per gli abiti con i cassonetti gialli che sono stati inseriti all’interno delle piazzole di raccolta dove l’utente trova il personale a controllare anche che tipologia di abiti vengono inseriti, così da evitare inserimenti sbagliati oppure conferimenti di materiali non consoni».

Il porta a porta, però, non sarà l’unica possibilità per i cittadini per conferire questo tipo di oggetti: «Nel periodo invernale – ha spiegato Stefano Russo – saremo presenti con un camper, acquistato grazie a fondi Interreg nel progetto Tex Clim, nei vari comuni per sensibilizzare i cittadini sul tema. «Sarà una fase sperimentale per prendere le misure».

Nel solo 2025 Isa Ambiente ha recuperato nei propri bacini 524.992 chili di materiale tessile rispetto ai 455.155 dell’anno precedente e ai 394.170 del 2022. Attualmente, secondo le stime di Arpa Fvg che ha effettuato i calcoli su campioni inviati da Isa Ambiente, i tessili sanitari, come pannolini, cotone idrofilo e assorbenti, rappresentano il 29% mentre abbigliamento e stracci il 21%.

I capi di abbigliamento scartati perché sporchi, rotti o eccessivamente usurati sono destinati allo smaltimento da parte delle cooperative che effettuano la conto di Isa Ambiente (Quarciambiente e Artus Italia per la provincia di Gorizia, Nascente per la provincia di Trieste mentre nuova Esperia per le scarpe all’isola del Tiare Shopping Center di Villesse). In particolare, il matereiale depositato all’esterno dei cassonetti, se esposto alla pioggia e impregnato d’acqua, deve essere interamente scartato, in quanto non più idoneo alla commercializzazione. Circa il 2% medio del materiale raccolto e avviato a recupero viene scartato mentre la selezione grossolana iniziale viene effettuata dagli operatori al momento della raccolta. I capi selezionati dalle cooperative vengono conferiti prevalentemente presso impianti situati nel Sud Italia e saltuariamente in altri Stati come l’Ungheria.  

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