L'APPUNTAMENTO
A Turriaco Antonio Caiazza e la ‘storia scomoda’ del film mai girato in Albania
Giovedì 22 ottobre alle 18 l’incontro dedicato al libro che ricostruisce la guerra segreta contro il film sugli italiani in Albania durante il fascismo. L’appuntamento conclude la rassegna ‘Testimoni del tempo’ con gli studenti del Pertini.
Un film con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli e Anouk Aimé, riprese previste in Albania, sopralluoghi, accordi e preparativi già avviati. Eppure nemmeno un metro di pellicola venne mai girato. Perché?
È la vicenda raccontata da Antonio Caiazza, giornalista della sede Rai Friuli Venezia Giulia e scrittore, ospite giovedì 22 ottobre alle 18 nella Sala consiliare Nilde Iotti di Turriaco per presentare "Una storia scomoda. La guerra segreta al film con Mastroianni sugli italiani in Albania negli anni del fascismo" (Bibliotheka Edizioni, 2025).
A dialogare con l'autore sarà Alessandro Maran, già senatore, consulente aziendale e saggista. Una storia poco conosciuta, tra cinema, politica e memoria, che conduce anche a una pagina controversa del passato italiano: l'occupazione fascista dell'Albania.
L'incontro chiude "Testimoni del tempo", rassegna realizzata nell'ambito del Festival "La Città ideale", che vede il Comune di Turriaco partner del Comune di Palmanova, nel ruolo di capofila, in un progetto che porta in diversi centri del territorio occasioni di incontro, approfondimento e confronto.
Anche in questa serata gli studenti dell'indirizzo Turismo dell'ISIS "Sandro Pertini" di Monfalcone cureranno accoglienza e presentazione degli ospiti come attività formativa.
L'appuntamento di giovedì 22 è anche l'ultimo della rassegna perché l'incontro previsto per il 29 ottobre con Raffaella Cargnelutti non potrà avere luogo causa sopraggiunta indisponibilità dell'autrice.
Documenti inediti rinvenuti negli archivi diplomatici in giro per l'Europa ricostruiscono una vicenda ancora del tutto sconosciuta, che riguarda la lavorazione di un film con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Anouk Aimée e un quasi esordiente Sergio Castellitto.
Il film, diretto da Luciano Tovoli, uno dei più affermati direttori della fotografia del nostro cinema, era ‘Il generale dell'armata morta’, tratto dal romanzo dello scrittore albanese Ismail Kadare. Le riprese erano previste fra il 1980 e il 1982, in Albania, dove i fatti raccontati avvennero realmente. Ma dopo contatti, viaggi e sopralluoghi e il denaro versato alla Banca di Stato albanese, la troupe fu imbarcata su un aereo e rimandata in Italia, senza che fosse girato neppure un metro di pellicola. Si è sempre attribuita la responsabilità agli albanesi, ma i documenti consultati negli archivi diplomatici raccontano la trama che cercò di bloccare la lavorazione della pellicola. Gli apparati di due grandi democrazie, Italia e Francia, esercitarono una notevole pressione nei confronti dell'Albania affinché il film non si facesse.
Il motivo: riapriva la pagina dell'occupazione fascista, delle atrocità e delle vessazioni nei confronti delle popolazioni civili, che a Roma si voleva chiusa per sempre. Il film si fece comunque, fu girato in Italia e uscì nel 1983, ma nel nostro Paese non vide mai le sale cinematografiche.
Antonio Caiazza, giornalista alla redazione Rai di Trieste, ha seguito per anni le vicende Balcaniche per diverse testate. In particolare, all'Albania ha dedicato diversi servizi televisivi, articoli e due libri: In alto mare. Viaggio nell'Albania dal comunismo al futuro (Instar Libri 2008) e il romanzo La notte dei vinti (Nutrimenti 2014), racconto della sanguinosa epurazione che colpì la nomenklatura di Tirana a metà degli anni '70.
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