«Senza consenso è stupro», ‘Da donna a DONNA’ in piazza Cavour contro il DDL Bongiorno

«Senza consenso è stupro», ‘Da donna a DONNA’ in piazza Cavour contro il DDL Bongiorno

IL FLASH MOB A MONFALCONE

«Senza consenso è stupro», ‘Da donna a DONNA’ in piazza Cavour contro il DDL Bongiorno

Di Salvatore Ferrara • Pubblicato il 16 Feb 2026
Copertina per «Senza consenso è stupro», ‘Da donna a DONNA’ in piazza Cavour contro il DDL Bongiorno

Un centinaio i partecipanti alla protesta dei Centri Antiviolenza sull’introduzione del concetto di «dissenso esplicito all’atto sessuale». «La proposta non diventi legge».

Condividi
Tempo di lettura

Un importante e partecipato flash mob tenutosi in piazza Cavour a Monfalcone ha riunito molte associazioni del Goriziano - assieme ai Centri Antiviolenza, le DonneDem, l’UDI, Da donna a DONNA, SOS Rosa e DiRE – per esprimere la propria contrarietà alla proposta contenuta nel DDL Bongiorno. Nello specifico, sono state contestate le modifiche proposte in merito all’articolo 609 del Codice di Procedura Penale dalla presidente leghista della Commissione Giustizia del Senato.

Sono passati 30 anni dall'approvazione della legge sulla violenza sessuale, quando lo stupro è diventato reato contro la persona. Era il 15 febbraio 1996. «Oggi ci troviamo di fronte ad una insidiosa proposta di modifica dell'articolo 609 bis che al posto del "consenso libero attuale" per ogni donna, in termini di dignità e libera scelta, vuole introdurre il concetto di "dissenso esplicito", che significa fornire alibi e giustificazioni al violentatore» denuncia l’associazione Da donna a DONNA.

«In questo contesto, la donna che subisce violenza dovrà giustificare, essere creduta, discolparsi – aggiungono le attiviste del sodalizio - il diritto di scelta non deve mai essere messo in discussione: senza consenso è stupro». «Questo disegno di legge ci riporta i dietro nel tempo» commenta la consigliera regionale del Pd, Laura Fasiolo. «Il Parlamento deve inserire il concetto di consenso libero e attuale nel nostro ordinamento – rileva - lo stop della Lega snatura il testo concordato in precedenza trasversalmente. Scenderemo in piazza anche nei prossimi giorni».

La data di ieri, domenica 15 febbraio, è stata scelta nel ricordo dell’anniversario della legge approvata nel 1996. Fu la deputata del Pci Angela Bottari che si dimise nel 1977 causa i tentativi svuotare di efficacia la legge. «Trent’anni dopo, abbiamo scelto di riempire le piazze per un primo appuntamento che anticipa la manifestazione nazionale del 28 febbraio» conclude Fasiolo intervenuta all’iniziativa sul valore essenziale della prevenzione, dell' educazione al rispetto, di quella socio- sessuo - affettiva nella scuola, «elementi base per una formazione equilibrata di giovani, donne e uomini». 

Rimani sempre aggiornato sulle ultime notizie dal Territorio, iscriviti al nostro canale Telegram, seguici su Facebook o su Instagram! Per segnalazioni (anche Whatsapp e Telegram) la redazione de Il Goriziano è contattabile al +39 328 663 0311.

Articoli correlati
...
Occhiello

Notizia 1 sezione

...
Occhiello

Notizia 2 sezione

...
Occhiello

Notizia 3 sezione